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16.11.05
Un cielo di Padova
Padova, dalla finestra della mia camera da letto, 15.11.05, h 08.34.
Posted by giuliomozzi at 16.11.05 17:27
Comments
Questa fotografia mi piace poco, la nebbia è una cosa quasi sempre troppo enigmatica per i miei gusti, ammicca alla presenza di qualcosa, non la annuncia nè la mostra, se ciò che riusciamo a vedere nella nebbia, e che prima non vedevamo, proprio per ciò è fuori da essa e non la riguarda più.
La nebbia ci condanna alla fucina dell'immagine.
L'incanto di un cielo, lo trovo proprio nel suo così vivo e 'paterno' - o a qualcuno potrebbe venir in mente 'patristico'... - non essere niente. Anzi, quest'espressione mi suggerisce un rovesciamento, chè proprio in contrapposizione alla 'umana' - questo sì, è patristico - vergogna di Non essere niente, il cielo sta in alto, protagonista, sopra ogni vertice delle nostre vite, ad Essere niente.
I miei cieli preferiti, infatti, sono bianchi, quelli da cui spariscono anche le forme delle nuvole e che spesso si vedono a Milano, un bianco luminoso, come uno schermo televisivo senza immagini, ma acceso, in che la città stessa - a sua volta comprensibile solo come lo schema dei suoi decentramenti da sè - sembra galleggiare. Lo schermo televisivo prima e dopo delle immagini (quelli nelle case hanno solo immagini vive vegete ed, eventualmente, dagli abiti succinti...ma niente schermi).
E' un battito mancato dell'immaginazione.
Insomma, chi fotografa il cielo lo fa per verificare che non c'è nulla, proprio perchè c'è lui, il sig. fotografo!
Se in cielo passasse veramente "qualcosa" (un angelo, un aereo cinese, un ufo, un ufo cinese...) anch'esso si metterebbe a fotografare il cielo vuoto e non se ne uscirebbe più.
Posted by: m.lippolis at 18.11.05 20:05