« RaiUtile | Main | Pezzi scelti »
13.02.06
Resoconto RaiUtile
Ecco alcuni resoconti della mia (come chiamarla?) apparizione televisiva su RaiUtile assieme a Giordano Meacci (Minimum Fax). Il blocco dove comparivo era intitolato Giovani Scrittori. I commenti sono aperti per commentare... ;-D
Qui il resoconto di Carlo Melina, che ringrazio. Con lui mi sentirò presto. (Ringrazio anche Federico di Voloindeltaplano che ho visto all'ora di pranzo da Pastarito-Pizzarito. Ringrazio il Mitte che mi ha ospitato a casa sua. Mi scuso con Manuela Ardingo, per la cena saltata. Ringrazio O'Xhara per lo strappo a casa del Mitte. Ringrazio Giordano Meacci per lo strappo da Saxa Rubra fino a Roma.
*****
di Cano
Ehi, è stato divertente. Mi sono sintonizzato un po' prima, quando tre persone stavano ancora parlando di Libro digitale e nuove opportunità. I nomi non me li ricordo - io volevo solo un nome e un cognome: Marco Candida; mi chiedevo: dov'è Marco Candida? E così non ho registrato gli altri nomi e cognomi.
A sinistra, il conduttore, un galletto con i capelli bianchi, ha fatto una domanda sulla fatica di leggere.
A destra, c'era il boss di Liber liber con la barba; ha risposto che il mondo dei libri, rispetto a quello della musica e del cinema, scalda meno il cuore dei giovani. La musica, il cinema, ci affascinano più velocemente. Ai libri, ci si affeziona con una certa fatica. Bisogna sottolineare ogni volta che leggere è piacevole.
Il galletto dice: Ho la sensazione che si siano sparate tutte le cartucce, ora si va a salve.
Al centro, c'è un troll con i capelli ricci grigioverdi e la cravatta gialla e nera; risponde che è una questione culturale, una famiglia svedese ha più attitudine a leggere. E comunque dice che a livello personale lui non fa nessuna fatica a leggere, ci casca e non riesce a smettere.
Sono d'accordo con il troll: non è che si faccia una gran fatica a leggere. Ovviamente, il libro, a differenza di una radio o di una televisione, non emette spontaneamente immagini o suoni. Però, lo puoi far suonare; devi solo esercitare un po' di pressione - è uno sforzo continuativo. La fatica di leggere è paragonabile alla forza necessaria a tenere premuto il tasto di un organo, o la metà di un'arancia contro uno spremiagrumi elettrico.
Il discorso generale, comunque, era: tecnologia = nuovi trucchi per far leggere. Secondo me questi trucchi sono inutili. I giovani non navigano in internet. Sono mondi separati. Chi legge il libro in rete? Nessuno che non abbia già letto un libro normale.
Vabbé, poi c'è stato lo stacco pubblicitario - Centro Operativo Nazionale dei Vigili del Fuoco e altre cose utili di RaiUtile -, e poi finalmente, lo spazio dedicato ai giovani scrittori: Giordano Meacci, scrittore, Marco Candida, blogger - un blogger tremante. Emozionatissimo. Sarebbe quello il giubbetto maron? Mi sembra che Meacci abbia un po' fagocitato Marco. Cioè, ha fatto anche il blogger. Ha parlato della possibilità di farsi leggere, citato Fitzgerald, ha parlato delle potenzialità della rete che sono straordinarie, dei blog Nazione Indiana, Vibrisse, Lipperatura, delle querelles presenti in questi siti; ha parlato dell'immensità di questo serbatoio che può dare problemi, ma alla fine ciò che di buono c'è in rete si trova (in questo punto, balbetta un po' anche lui).
Il galletto dice: non è che i blog non portano da nessuna parte? Non è che non c'è carriera professionale (penso che il galletto non creda all'autonomia dei blog dalle comuni pratiche di scrittura)?
Marco risponde: come organizzatore culturale sì, smentendo il conduttore.
Meacci parla dei blog come utili vetrine per presentare il work in progress degli scrittori - danno un'idea del fermento letterario che c'è in giro.
Una certa Fabiana gli chiede: Meacci, cosa vogliono da voi i lettori?
Meacci premette: scrittori, non giovani scrittori; Moravia aveva scritto Gli indifferenti ecc. (insomma, si impadronisce senza il minimo pudore dell'articolo di Scarpa pubblicato su www.ilprimoamore.com, senza citare la fonte); cita Carver, che diceva che alla fine della lettura il lettore deve avere la propria temperatura corporea scesa o salita di un grado.
Il galletto fa la battuta: insomma, basta che non rimanga indifferente, poi chiede a Candida: il blog è un mezzo vincente per appagare il proprio desiderio di scrivere?
Candida dice sì, perché dà l'opportunità di scrivere avendo subito dei lettori - poi si ferma per fare una precisazione: persone che leggono, non lettori, i lettori leggono gli scrittori, io non sono uno scrittore (insomma, tutta quella falsa modestia che puzza di marcio lontano un miglio).
Tutto sommato, mi è piaciuto più Marco che Meacci; Meacci sembrava uno scrittore normale, Marco è un personaggio più anticonvenzionale.
****
di Rael
Meacci dava la sensazione di dire: sì sì, blogs webs cips end fish ma alla fin fine conta che io son scrittore e voi no, e vi cito pure Carver, tiè.
Il conduttore era odioso.
E ha bloccato Marco sulla questione degli accessi: 100, 150 accessi al giorno quando va bene, stava dicendo, e l'OdiosoConduttore lo ha bloccato. Marco pareva voler porre l'accento che molti di quei 100-150 accessi spesso son di persone che tornano più volte, per parlare del pubblico, ma l'OdiosoConduttore l'ha sovrastato.
Chiedo scusa a GiamboJet ma temo ci sia un perché se si finsce sullo streaming-digitale terrestre e non sul televisore accendo-e-vedo-che-c'è. (parlo dell'OdiosoConduttore, non degli ospiti)
I tizi prima, invece, parlando dei libri in rete non han tenuto conto del fatto che leggersi un libro sullo schermo del pc è quanto di più odioso esista. E se te lo vuoi stampare ti parte una cartuccia che costa come il libro stesso.
****
di Marco Candida
E sia resoconto. Parto col treno delle ventidue da Milano Centrale. Sono partito prima delle ventidue, alle venti, da Tortona. E sono arrivato a Milano Centrale alle ventuno. (Venti, ventuno, ventidue: credo che i conti tornino). Lì volevo incontrarmi con Emma e Gianni e andare a prendere un big boss menu al burger king e poi partire con quello delle ventitrè (“quello” è il treno). Solo che era tutto prenotato e ho trovato un posto su un altro treno quello delle ventidue e ho preso questo (“questo” sta per “quello” che sta per “treno”). Così niente Emma e Gianni e niente big boss menù.
In treno c’è questa signora di cinquant’annni che parla con una di settanta e un signore di quarantacinque. La signora di cinquanta parla per tutto il viaggio, si fa anche venire un attacco di panico. Ha raccontato tutta la storia della sua vita (e anche di un altro paio di sue amiche e poi ha raccontato la storia della vita della signora di settant’anni e quando le ho detto la mia età, voleva raccontarmi anche la storia della mia vita: passato, presente e futuro). Verso le due e mezzo dopo che ho ascoltato il CD di Gino Paoli per tre volte di seguito (ho scelto Gino Paoli perché quando uno deve dormire, Gino Paoli non lo batte nessuno) ho detto alla signora che volevo dormire. La signora che continuava a dire che la sua vicina di casa le faceva il malocchio e altre cose del genere (e che ci piazzava questa risata stregonesca e soprattutto a un volume fastidiosissimo), alle tre ha smesso di parlare. Io alle quattro e qualcosa sono arrivato a Tiburtina.
A Tiburtina ho cercato una panca per sedermi perché volevo dormire, ma tutte le panche erano messe vicino a qualche porta a vetri e le porte a vetri erano socchiuse e filtrava l’aria. Tutte le volte che mi sedevo congelavo, allora ho preso il treno delle cinque e trentotto e sono andato a Roma Termini.
A Termini ho fatto una scala mobile sulla sinistra e dietro di me un poliziotto mi ha detto: “Si sta sulla destra”. Io mi sono subito spostato e il poliziotto si è soffiato sulle unghie (le destre). Poi ho trovato un bar e mi ci sono messo e non ho ordinato. Aspettavo Carlo Melina sulla rete Giambo Jet. E alle sette è arrivato.
Avevo qualche problema. Stare in macchina con uno che si chiama Giambo Jet per me che poi può scoppiarmi un attacco di panico da un minuto all’altro (specie adesso che non lavoro), non è proprio facile. Comunque Giambo è stato un guidatore eccellente. Abbiamo parlato, ma mentre si parlava io cercavo di non contorcermi troppo a causa di un attacco di timore da attacco di panico. Io ho attacchi di panico perché mi potrebbe venire un attacco di panico. Mi auto suggestiono. E a un certo punto mentre Giambo Jet mi dipingeva una società fatta di sporchi truffatori, io reprimevo i miei singulti e rantolavo cercando di stare immobile.
A Saxa Rubra ci hanno perquisito. No, non ci hanno perquisito, ma quasi. Sembrava di entrare in una base missilistica Nato o Nasa. Ho ripetuto tre volte (scandendolo bene) il mio nome e il mio cognome, parlando a un citofono. Mi hanno fabbricato il pass e sono potuto passare.
Erano le otto. Sono stato lì a Saxa Rubra fino alle dodici e mezzo. Ho visto sfilare davanti a me tutti gli ospiti della trasmissione lunghissima di RaiUtile. C’erano ospiti che entravano grandi e poi nello schermo diventavano piccoli. C’erano ospiti che nello schermo sembravano grandi e poi erano piccoli. C’era questa tipa che nello schermo sembrava Sharon Stone e poi dal vivo sembrava Lella Costa dal vivo (perché sullo schermo Lella Costa sembra Sharone Stone). Io stavo seduto e pensavo: ma tu guarda il Melina mi ha catapultato in questa situazione… ieri stavo comodo in ciabatte a otto ore di treno da qui…
Bene, arriviamo al dunque. Il mio intervento su RaiUtile. E’ successo lo stesso che al TiltFestival. Sì, ero emozionato, perché io mi emoziono anche per andare a dire al droghiere vorrei due confezioni d’acqua. E però se c’è una cosa che non mi ferma è l’emotività. Piuttosto tremo, ma se devo andare a parlare di qualcosa che mi sembra interessante e utile da far sapere, vado prendendomi tutti i miei rischi. Lo studio era grosso. Il conduttore era molto professionale: sapeva come gestire la situazione, e meno male. C’erano due telecamere (che non mi inquadravano) e due televisori (dove non vedevo mai la mia immagine). Muovevo la mano nervosamente. In mente avevo solo una cosa: cercare di far fronte a tre esigenze. Primo cercare di non lasciarmi sopraffare dall’emotività; secondo non mettermi a parlare come una specie di autorità; terzo far passare il messaggio a me caro che il blog così come i libri così come un’automobile (al limite) possono servire per fare qualcosa. Va bene, d’accordo, su questo blog c’è scritto Marco Candida e anche bello grosso. D’accordo, ci sono le foto. Bene, d’accordo. Nessuno nega che i blog siano una forma di auto-promozione (ma estremizzando: vivere è una forma di auto-promozione). Si tratta solo di capire a questo punto, se esiste una forma di auto-promozione che può servire anche agl’altri oltre che a se stessi (Dio, sembra uno slogan di Forza Italia). Ecco credo che una forma di auto-promozione (o di narcisismo o di volontà di affermazione del proprio esserci o che altro) che possa essere accettabile è la forma di auto-promozione che passa attraverso il fare per gli altri. Un fare che passi dal dominio del virtuale al dominio del reale. Per questo ho detto, spero si sia sentito, che ho aperto il blog e dopo un periodo di tempo di entusiastico casino iniziale ho cominciato a chiedermi se potesse esserci un uso interessante di questo mezzo e ho scelto di usarlo come mezzo per propagandare e pubblicizzare i corsi di scrittura e la scrittura in generale, e tutte quelle cose che mi piacciono. Di sicuro non ho aperto il blog per poter dire: “I lettori che mi leggono” oppure fingere di comportarmi come un giornalista che tiene una rubrica oppure uno scrittore che intrattiene rapporti epistolari con quanti hanno acquistato il suo libro. Loro possono permetterselo, magari; io so di non potermelo permettere. Nemmeno se fossi una blog star nel senso pieno del termine ovvero qualcuno che fa tanti contatti tutti i giorni. Quello che mi posso permettere di dire però è che il blog può servire come veicolo per propagandare e pubblicizzare eventi culturali. Per diventare organizzatori di eventi culturali – magari sui generis. E mi pare di essere riuscito a cavarmelo di bocca durante la trasmissione.
Giordano Meacci era spigliato ed è stato molto bravo. Era anche più abituato di me a comparire in televisione. E poi a me fa un certo problema usare certe categorie dandole per scontate. Preferisco rompere la sintassi del discorso a favore di un’analisi (o tentativo di analisi) del significato di alcune formule, di alcune parole-formula… E credo che questo mio modo di parlare e di procedere si sia notato anche in quei cinque minuti e dodici che ho parlato.
Fiuu… E il resoconto è stato reso.
Posted by Marco Candida at 13.02.06 08:08
Comments
Voglio il tuo di resoconto.
Posted by: carlomelina at 13.02.06 08:46
Sono appena tornato. Dammi qualche ora: fin quando non vedrò un numero di commenti sufficienti non lo posterò ;-P
Posted by: Marco at 13.02.06 09:08
cdpiohk;qef
Posted by: asdgdghs at 13.02.06 10:41
ASfsdfdvs DAFCdawfafdf
Posted by: sCSF at 13.02.06 10:42
eqgtv 35by
35ty
3;
w21g3wr '
ou a e
f 234
Posted by: 234d at 13.02.06 10:43
8h
h
h
h
h
h
h
h
h
h
2
Posted by: ss3 at 13.02.06 10:44
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>!
Posted by: .. at 13.02.06 10:44
ustica
Posted by: fisima at 13.02.06 10:45
E' uno degli autori più promettenti e ha pubblicato il suo primo libro nel 2000, oltre a una serie di racconti vincitori di premi letterari o presenti in diverse e numerose antologie. Il giovane scrittore torinese Andrea Malabaila, autore di "Quelli di Goldrake" e di "Bambole cattive a Green Park", si racconta nell'intervista di Delirio.NET.
Posted by: ciufoli at 13.02.06 10:46
Sono 6, complessivamente, i casi certi di influenza aviaria da virus H5N1 riscontrati su cigni morti provenienti da Sicilia, Calabria e Puglia. Ai 5 casi già confermati si è infatti aggiunto, nella tarda serata di ieri, anche il caso del cigno morto nel Leccese. In tutto, ad oggi, sono 22 i cigni morti per sospetta influenza aviaria e trovati in Italia.
Posted by: par avion at 13.02.06 10:46
Quanti commenti!
Posted by: giampetto at 13.02.06 11:21
Eccone un altro!
Posted by: Maura at 13.02.06 11:40
io ricordo di aver pensato:
dannazione, dannato Candida, sta fermo con quelle dannate mani.
Posted by: rael at 13.02.06 11:42
Siamo quasi al numero sufficinete... solo un altro piccolo sforzo... e non valgono i pasticci...
Posted by: Marco at 13.02.06 11:53
Dai bbello che volemo sape'!
Posted by: giapelloso at 13.02.06 12:57
Ehi, Giambo-Ciufoli, non nominare il mio nome invano! :-)
Posted by: Andrea M. at 13.02.06 13:58
significa che GiamboJet è pelato come Roberto Ciufoli?
Posted by: rael at 13.02.06 14:00
@ rael
come tu sorella
Posted by: Giampone at 13.02.06 14:01
sorelle non ne ho
nell'OdiosoConduttore te lo dò
Posted by: rael at 13.02.06 14:31
"estremizzando: vivere è una forma di auto-promozione). Si tratta solo di capire a questo punto, se esiste una forma di auto-promozione che può servire anche agl’altri oltre che a se stessi (Dio, sembra uno slogan di Forza Italia)"
Adesso sai chi votare.
p.s.
pensiero stupendo
Posted by: carlojet at 13.02.06 15:39
Meacci era sì più spigliato di te e si vedeva e questo era forse il suo punto debole.
Quel che mi pare importante è che tu abbia comunque fatto capire -perlomeno io l'ho recepito così- che non eri per promuovere te ma che ciò che fai col tuo blog è fattibile.
Posted by: rael at 13.02.06 16:19
>> E mi pare di essere riuscito a cavarmelo di bocca durante la trasmissione.
Tranquillo, Marco, i concetti sono passati!
Con simpatia,
Cano
Posted by: Cano at 13.02.06 17:04
ah! me lo sono perso! esistono già le videocassette pirata dell'evento?
Posted by: brekane at 13.02.06 17:10
Ti ho coinvolto in una catena...non mi uccidere!
Posted by: Maura at 15.02.06 14:05
Ma cosa fai mi diventi una star? Angela
Posted by: Angela at 15.02.06 15:13