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22.11.05
Storpiare
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Sono uno che quando legge un libro, storpia quasi tutti i nomi che ci sono. Oddio: non è proprio così. Voglio dire: sì, è così, perché i nomi li storpio, sì che lo faccio. Però non è proprio uno “storpiare”, è un’altra cosa. Faccio qualche esempio. Per il corso di scrittura di Tortona del 12-13 Novembre 2005 dovevo leggere un libro di Edgar Allan Poe che ha come protagonista un personaggio che si chiama Arthur Gordon Pym, solo che questo nome non l’ho mai pronunciato dentro la mia testa Pim ma Paim, e quando mi è stato fatto notare che la pronuncia giusta non era Paim ma Pim, io non ho cominciato a pronunciarlo Pim ma ho continuato con Paim. Magari questo è successo per la forza dell’abitudine: certi errori inveterati sono difficili da cancellare; eppure, io penso, è successo per un’altra ragione. Un altro esempio.
Uno dei libri di John Le Carré che preferisco – non chiedetemi il motivo – è La Casa Russia. In questo libro nel capitolo iniziale c’è un personaggio che si chiama Niki Landau e siccome non sapevo bene come pronunciarlo ed era un nome che non mi piaceva niente per come suonava ( Niki Landò), l’ho tagliato e ho cominciato a leggerlo Niki Land. Lo so, è imbarazzante; ma forse ancora più imbarazzante è sapere che ho sempre letto George Smiley non Georg Smailei ma Georg Smilei. Smilei mi piaceva di più; e Smailei mi ricordava, e purtroppo mi ricorda ancora, la trasmissione di Jerry Scotti che si intitola Smile (e che si pronuncia Smail) – che a sua volta mi ricordava, e se è per questo lo fa ancora adesso, Umberto Smaila. Altro esempio. Ho sempre pronunciato Dirk Pitt, l’eroe dei romanzoni di Clive Cussler, non Dirk Pit ma Dirk Peit – mi sembrava si attagliasse meglio alla natura anglosassone del personaggio. Non parliamo poi dei romanzi russi. Quando a dodici anni lessi per la prima volta Guerra e Pace trasformai il Conte Besuchov (che mi suonava tra besugo e benso, mi ricordava il Gabibbo e non mi piaceva niente) in Conte Beirut. (Avevo dodici anni però…). Il Buck del Richiamo della foresta di Jack London l’ho sempre pronunciato Back non Buck – un suono che a tredici anni chissà che cosa deve avermi evocato… Il Cujo di Cujo di Stephen King io l’ho sempre pronunciato Cuio e non Cuo e lo faccio ancora adesso che so che si pronuncia Cuo e non Cuio. Non parliamo poi di tutte le volte che vedevo il film tratto da un libro che avevo letto. Mi accorgevo molto presto che i suoni dei nomi che avevano abitato la mia fantasia per una, due, tre settimane, se non mesi, se non anni addirittura, erano tutti diversi (e questo succedeva che fosse il nome di un personaggio, di un luogo o di un qualsiasi oggetto dotato di una certa importanza nell’economia della storia), una cosa che mi ha sempre procurato anche piccoli traumi. Ed ecco che sono arrivato al punto: tutte le volte che ho scoperto o mi è stato fatto notare che il suono del nome era diverso da quello che io avevo nella testa, ho provato un piccolo trauma. Come se l’universo spalancato in qualche angolo della mia mente avesse subito uno scossone tremendo con tutto un cascare di stelle e pianeti e schianti di grossi blocchi di meteoriti, e per il solo modificarsi di un suono. Tutto questo probabilmente mi dovrebbe suggerire chissà quale riflessione sulle proprietà magiche dei nomi e dei suoni dei nomi; ma oggi non sono in vena per fare queste riflessioni. Oggi mi va solo di raccontare un'esperienza – bizzarra, certo, ma, sono sicuro, non singolare – di comune lettore.
I suoni dei nomi che ho storpiato sono numerosissimi e potrei portare esempi di nomi tedeschi, cecoslovacchi, giapponesi, vietnamiti persino; ma non penso che sia più che tanto necessario: ormai si è capito, credo, di che cosa sto parlando, e, scommetto, ogni lettore potrebbe esibire il suo repertorio di esempi. Quello che mi preme sottolineare adesso, invece, è che questo “storpiare”, come l’ho definito, io non l’ho mai considerato proprio uno “storpiare”. L’ho sempre considerato piuttosto un “familiarizzare” con la storia che si sta leggendo. Il lettore si mette a suo agio in una storia che lo abiterà e che verrà abitata da lui stesso per giorni, per mesi, forse addirittura per anni. Non a caso ho portato esempi di storie che ho letto da molto piccolo. Quando ero molto piccolo le storie mi possedevano come gli spiriti posseggono un corpo e una mente, mi travolgevano completamente, e le rielaboravo di notte con sogni fantastici o con incubi terrificanti - una cosa che adesso, devo confessare, non mi succede più, se non molto raramente. Quando ero piccolo, invece, “familiarizzavo“ parecchio con una storia e facevo quel che si fa normalmente quando si “familiarizza”, o si cerca di farlo: rimodellavo tutti i nomi a mio piacere, quel personaggio chiamandolo così, quell’altro colà, quel luogo così, quel particolare oggetto colà. Ecco è questa la ragione che mi ha fatto storpiare (e ancora lo fa, ma più raramente) i nomi: il bisogno di familiarizzare e di mettermi a mio agio in una storia che non voglio smettere più di frequentare, anche solo come riverbero che mi viene da qualche angolo della mente durante la giornata o nella notte.
Posted by Marco Candida at 22.11.05 07:26
Comments
fai bene a segnalarti (hai notato che da quando non lo fa più mozzi non commenta più nessuno? che pecore i frequentatori del web... per fortuna c'è federico).
ciao!
Posted by: gianni at 22.11.05 07:58
Mah, Gianni (che non sei il Gianni del corso; è bene precisarlo), mi sono autosegnalato perché nell'ultima settimana ho inserito sul blog molti pezzi (soprattutto di altri)... Ma poi perché ti rispondo?
Posted by: Marco at 22.11.05 08:03
Interessante il tuo pensiero. Mi sono venuti subito in mente gli impronunciabili nomi dei Ragazzi della via Pal, anche se a me erano stati diligentemente insegnati correttamente da mia madre (che non so come sapeva anche questo) qualcuno l'ho storpiato lo stesso.
Ma mi viene in mente soprattutto la riflessione di quando ho cominciato a pensare che avrei anche potuto far leggere ad altri i miei scritti, un giorno. Il che secondo me significa sì comunicare, ma anche essere disposti a regalare nomi e situazioni e storie perché gli altri ci familiarizzino e ne facciano uscire non solo suoni storpiati, che poi riecheggeranno nel loro inconscio, ma vere e proprie relazioni nuove (qui mi piace di più dire "nuove" che "storpiate") che l'autore non controlla più...
E' bello ma non è mica facile.
Posted by: Paola at 22.11.05 09:36
Federico chi ?
Posted by: Federico at 22.11.05 10:14
Cara Paola, sì, i nomi dei Ragazzi della via Pal han sempre fatto problemi anche a me! ;-) Caro Federico, la domanda giusta è: gianni chi? E io conosco la risposta; ma per questa volta soprassiedo - sennò dovrei tirare fuori anche le altre... :)
Posted by: Marco at 22.11.05 10:20
Marco, capita spesso anche a me!Mi capitava quasi sempre da piccola, quando leggevo un nome che non avevo mai sentito nominare prima (tipo Nietzsche o Freud...li leggevo per come si scrivevano)!
Posted by: Maura at 22.11.05 10:25
Cioé Nietsche e Freud? :)
Posted by: Marco at 22.11.05 10:42
che vergogna: sono stata io a spacciarmi per gianni. uff.
non lo faccio più.
(per Federico: pensavo a te)
Posted by: monica at 22.11.05 11:10
marco ci sono anche studiosi eccellenti che hanno addirittura inventato parole: hai mai sentito mai parlare per esempio di "albedine"? O di "nigredine"? però è carino..:)
ciao ciao
Posted by: boh at 22.11.05 12:28
Ciao, Enrica. Il pezzo è lungi dal voler essere scientifico (soprattutto è "lungi"). E' solo una mi esperienza di lettore. :) (Tra parentesi: prossima volta invitate anche me a Milano :P).
Posted by: Marco at 22.11.05 12:52
lo dicevo per dire: anche nelle scienze si storpia, non solo nelle lettere!
Vieni a MI! La casa azzecca. Ma tu dove abiti ad Alessandria? Venite tu e Theo..:)
Certo NON venire se sei allergico a cani e/o gatti... o piante, ne ho ben 78!:))
Posted by: boh at 22.11.05 13:36
Wow! Allora se hai 78 tra cani e gatti puoi comprare "Tecnologie affettive" di Maurizio Torchio, Edizioni Sironi. Lì si parla di un cannone a gatti e di ammucchiate di corpi con i gatti a tappare ogni cavità dell'intreccio di corpi... Comunque Theo quel libro ce l'ha, magari chiedi a lui che in questo momento ti sa dire meglio... :)
Posted by: Marco at 22.11.05 15:50
Non ti preoccupare Marco, mia cugina ha dato l'esame di letteratura inglese pronunciando "iagghers" il cognome di Mr. Jaggers (l'avvocato di "Grandi speranze" di Dickens). Neanche il buon vecchio Mick dei Rolling Stones le è venuto in aiuto...
Posted by: emma at 22.11.05 16:35
io ho inventato/corretto nomi
tipo: cascanti, casalinde,
aloa
quello con la barba nero.rossa
Posted by: giacomo l'avvocatodi marco at 23.11.05 08:26
Jack, "casalinde" è proprio forte! :) Emma, mi fai venire in mente la signora che lavora al Sperling&Kupfer che c'era allo stammtisch di Krauspenhaar questa estate, e mi diceva: "Si dice peiperbeics e non paperbacks"... :D
Posted by: Marco at 23.11.05 09:04
Alla prova orale di un concorso per insegnanti una mia collega che conobbi lì e che non ho più rivisto, pronunciò per tutta la mezz'ora del colloquio Freud così come è scritto: freud!
Fu bocciata, e davanti al foglio dei risultati continuava a chiedere a tutti tra le lacrime se c'era qualcuno che avesse assistito alla sua prova: voleva capire il motivo per cui era stata bocciata.
Anche io personalizzo i nomi stranieri, specie se sono in francese. Col tedesco poi lo faccio quasi apposta.
O.T, Grazie sign. Candida per le notizie che ha fornito sul corso di Tortona. Ho preso appunti, e la prossima volta che organizzerete di questi corsi così lontano, vuol dire che piangerò addirittura pensandovi.
laura
Posted by: klemja at 23.11.05 10:05
La più classica delle storpiature è :
Pronunciare Rockerduck ROCHERDUCH e non ROCHERDACH. :)
Posted by: Federico at 23.11.05 10:10
uh. ma è bartlebi o bartolbai?
ciao ciao
Lu
Posted by: Lu at 23.11.05 12:24
Ciao klemja, piangere per così poco... non è Disneyland (e se è per questo nemmeno Saigon): è un corso di scrittura creativa :) Ciao Federico, e pronunciare Duffiduck anziché Daffidack? :D Ciao Lu, si dice bartolbai ;P
Posted by: Marco at 23.11.05 18:13
yessssa!
Posted by: Lu at 23.11.05 19:00
Pailanuk e non Palaniuk.
Posted by: R4 at 24.11.05 00:22
Lu, get up (get on up):D R4, no, il busillis è: Ciack o ciuck? ;P
Posted by: Marco at 24.11.05 08:06
chi è bartolbai?
Jack
si dice sciekspiir o sciakespeare?
JQ
Posted by: barbanera at 24.11.05 08:08
si dice giacomo prati o prati giacomo?
Posted by: barbanera at 24.11.05 08:09
Caro Giacomo, qui puoi farti un'idea su chi è bartolbai. ciao :) http://www.stefanorosati.it/Letture/Bartleby.PDF
Posted by: Marco at 24.11.05 08:29
Non è un mio male dunque.
Mi rallegra quanto scrivi, per anni e anni dunque ho "semplicemente" familiarizzato.
Più leggera, saluto.
Posted by: blulu at 24.11.05 09:46
www.inedita.org
c'è un concorso. e una fiera: l'editoria incontra i blogger.
Posted by: INFO at 24.11.05 09:57
Io non ho mai capito come si pronunci Robinson Crusoe.
L'altro giorno a lezione Severino ha detto Robinson Cròsu (che a me ha fatto pensare a un contadino sardo).
Posted by: Maura at 24.11.05 10:13
si dice crusò
crusò
da non confondere con grisù
si dice candida o candidà?
Jack
Posted by: barbanera.rossa at 24.11.05 11:14
Cara Lu, perché scrivi "semplicemente" tra virgolette? :) Info, grazie, sono in partenza per GE :) Maura, don't be afraid (ma perché mi viene fuori l'inglese?!), hai solo 19 anni :) Caro Jack, si dice candi-dà.
Posted by: Marco at 24.11.05 11:44
In che senso "ho solo 19 anni"? Credi che ci metterò ancora qualche decennio per capire come si pronuncia?
E comunque sto per compiere 20 anni (mancano solo 26 giorni...sono già depressa)!
Posted by: Maura at 24.11.05 13:28
Cara Maura, non lo so: dipende dalle tue facoltà di apprendimento e dall'impegno che profondi nello studio (soprattutto prof). :) Per il resto, piagnona :D
Posted by: Marco at 24.11.05 14:15
storpiare i nomi letterari è un'ottima abitudine (o tendenza). è la conferma che esiste un libro divrso dallo stesso titolo per ogni lettore che lo legge (in fondo). saluti
melpunk
Posted by: melpunk at 24.11.05 17:24
ma è bellissimo storpiare i nomi letterari. sono piu saporiti
melpunk
Posted by: melpunk at 24.11.05 17:26
tra virgolette? non è un semplicemente qualsiasi, ha un valore più ampio, in quel caso...Due virgolette d' enfasi, insomma...
Posted by: blulu at 25.11.05 07:58
Un'altra domanda da 1 milione di euro è: come si pronuncia Qfwfq, il nome del protagonista delle Cosmicomiche?
Posted by: Maura at 25.11.05 11:43
Ciao Melpunk. Sì, be', storpiare il nome della propria morosa ad esempio è mortale... :P Cara Lu, ho capito... :) Cara Maura, si pronuncia Marco Candida :D
Posted by: Marco at 25.11.05 13:04
Ué, ma allora sei tornato sano e salvo!
Guarda che poi ci siamo dimenticati gli occhiali ;)
Posted by: Bru at 25.11.05 13:44
Robinson Crusoe l'ho sentito pronunciare in almeno venti modi diversi, e nessuno mi convince.
Posted by: Andrea at 25.11.05 14:50
Ciao Bru. Te l'ho detto quattro volte degli occhiali :) Ciao Andrea. Si dice Robinson Crusò. :P
Posted by: Marco at 25.11.05 16:35