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25.11.05
Alejandro Jodorowsky - Resoconto Firenze
di Francesca Dello Strologo
Immaginatevi un prestigiatore che si muove come Dario Fo, dallo sguardo magnetico, che parla uno spagnolo così espressivo che si può comprendere senza alcuno sforzo, accompagnato da una bellissima assistente, dalla risata più divertita che abbia mai sentito, che, a sua volta, compie magiche alchimie solo con le parole.
Così mi sono apparsi ieri sera – 22 novembre 2005 - al Teatro Puccini di Firenze, Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa,
in giro per l’Italia per presentare il loro libro “La via dei tarocchi” edito da Feltrinelli.
I tarocchi sono uno strumento per conoscere sé stessi, possono offrire un aiuto nella ricerca del proprio io di cui spesso abbiamo paura.
La serata inizia con una piccola barzelletta:
Un uomo ricchissimo possiede una piscina enorme piena di coccodrilli feroci.
L’uomo ha un desiderio. E’ disposto ad offrire metà del suo patrimonio all’uomo coraggioso che attraverserà la vasca con i coccodrilli. Nessuno si offre.
Allora il milionario offre tutto il suo patrimonio. Nessuno si fa avanti.
Il milionario aggiunge anche il suo bellissimo palazzo. In quel momento, il riccone vede un uomo che nuota freneticamente nella piscina e schivando i coccodrilli riesce ad arrivare dall’altra parte.
Il riccone gli si fa incontro e vuole abbracciare l’uomo che è stato così coraggioso e gli chiede come sia riuscito nell’impresa. L’altro gli risponde: quale impresa? Se prendo lo stronzo che mi ha spinto…
Per Jodorowsky spesso ci troviamo al bordo della piscina ed abbiamo paura di affrontare il lavoro interiore su di noi, ma può arrivare una persona generosa che ci spinge, con dolcezza, utilizzando i tarocchi, aiutandoci a superare quella paura e ci getta nella vasca piena di coccodrilli.
I tarocchi sono come uno strumento, ripete più volte Jodorowsky, e come per ogni strumento la musica che ne può nascere dipende dalla persona che li suona. Può essere una musica meravigliosa o una musica terribile.
Certo è che i tarocchi, intesi in questo senso, esigono il rispetto di tre regole alle quali Jodorowsky non è mai venuto meno: non leggere il futuro, non dare consigli, non ricevere denaro per le letture.
La serata prosegue con una storia sufi:
Vicino ad un piccolo paese vive un vecchio saggio.
Una mattina gli abitanti del paesino trovano morte tutte le galline. Vanno dal saggio e gli chiedono perché. Il vecchio risponde che non sa perché le galline sono morte, ma dice che secondo lui è una cosa buona. Gli uomini sconsolati tornano al paesino.
Il giorno dopo, tutti i cani del villaggio sono paralizzati. Gli abitanti tornano ad interrogare il saggio. Ed il vecchio risponde nuovamente che non sa il perché di quanto è successo ma sa che è una cosa buona. Gli abitanti ancora più perplessi tornano al villaggio.
In tutte le case del paesino i fuochi sono spenti e non è possibile riaccenderli. Gli abitanti tornano dal saggio, il quale ancora una volta dice che è una cosa buona.
Gli uomini sono infuriati: come è possibile che sia una cosa buona? Tutte le galline sono morte, i cani sono paralizzati ed ora non è più possibile accendere un fuoco..
Il saggio insiste: è una cosa buona.
In quel momento, nel paesino arriva un esercito di banditi. Il capo dei banditi si guarda intorno: non ci sono galline, non ci sono cani, tutti i fuochi sono spenti, il paese è disabitato, non c'è niente da rubare. Andiamo via.
Ed il villaggio si salva.
Ed ancora due piccole storie:
In un grande deserto, c’è un cieco. L’uomo piange, perché non ci sono ostacoli che lo possano guidare.
Al 40° piano di un grattacielo un uomo sta pulendo i vetri delle finestre e cade, precipitando nel vuoto. Quando arriva all’altezza del 7° piano, l’uomo, sorridendo, dice: fino a qui sto bene!
Con queste storie Jodorowsky si avvicina ai tarocchi, ci spiega, ancora una volta, che non servono a predire il futuro, ma che ci possono aiutare a capire chi siamo, quali sono le nostre paure, quali sono quegli ostacoli che mancano al cieco e che ci impediscono di realizzare i nostri obiettivi o i nostri desideri.
Ed è nella lettura dei tarocchi che Marianne Costa mostra la sua complementarità alla sensibilità ed alla visione del marito, con intuizioni molto profonde dell’animo umano.
Nei tarocchi vi sono figure femminili e maschili, anzi, le donne precedono gli uomini: la Papessa e, poi, il Papa, l’Imperatrice e l’Imperatore, la Giustizia e l’Eremita, la Luna ed il Sole. Non si tratta di veri e propri contrari, ma di complementari, proprio in quanto i tarocchi rappresentano l’arte dell’unione dei complementari.
Così arrivano sul palco prima una donna e poi un uomo. E poi ancora una donna ed un uomo. Ma sul palco insieme a loro siamo saliti tutti.
Le letture che Alejandro e Marianne svolgono con i tarocchi ci illuminano. Sembra non solo possibile, ma addirittura assolutamente naturale meditare sugli archetipi rappresentati dalle carte. Sembra facile muoversi in questo universo simbolico, svelandoci a noi stessi.
E sembra, infine, assolutamente possibile compiere dei piccoli, ma rivoluzionari atti di psicomagia che possano rompere gli incantesimi che noi stessi abbiamo creato rinchiudendo il nostro inconscio, la nostra felicità e gioia di vivere in qualche pozzo.
Francesca Dello Strologo
Posted by Marco Candida at 25.11.05 22:20
Comments
Bel pezzo! :)
Posted by: Marco at 26.11.05 17:34
Proprio un bel pezzo, Marco.
C'ero anch'io e ti posso assicurare che il resoconto di Francesca rispecchia fedelmente anche il clima gioioso di quella sera.
Ci vuole coraggio per parlare di certe cose. E sai perchè?
Perché Parlando di J. si rischia sempre un fraintendimento.
Ma qui non si tratta di Ron Hubbard che chiede dei bei dollaroni per guardare con entusiasmo "tuto il mondo intorno a tee". Quella sera a Firenze, ad esempio, Jodorowsky stava solo presentando il suo libro, non stava vendendo né filtri magici né telefonini, nè passaporti per la vita eterna. Si sta parlando di una persona eclettica, che nella sua vita ha fatto molte cose(cinema, teatro, letteratura - "Quando Teresa si arrabbiò con Dio" è il libro più bello, a mio avviso), alcune molto bene, forse altre meno bene( il film "LA montagna sacra" , per esempio mi pare eccessivamente simbolico e criptico, non scorre per niente), ma sempre con grande passione ed energia, ed onestà.
Tre anni fa mi parlò di J. una mia amica e non fu facile per me avvicinarmi a queste cose, per l'odore di ciarlataneria che proviene da simili argomenti. Già la parola Tarocco che nel linguaggio comune si usa al participio passato "taroccato" per definire una cosa falsa non dà una bella impressione.
Ma J., al contrario dei "tarologi"(facciamo finta che si dica così) che - muniti di mantello e trucco pesante sul viso - si osservano nelle televendite, non usa i Tarocchi per predire il futuro; anzi, J. sostiene che - così facendo - spesso nelle predizioni il "cliente" viene condizionato sulle sue scelte future, quasi programmato per andare incontro a sventure e difficoltà. Diversamente, J. sostiene che in questo presente ci sono delle difficoltà, degli ostacoli che non ci consentono di esprimerci al meglio, ed il Tarocco può essere uno degli strumenti che consentono di capire quali siano questi ostacoli(i coccodrilli che ci fanno paura e ci impediscono di attraversare la vasca).
La tesi (ovviamente non dimostrabile, ci mancherebbe) è questa: il nostro inconcio "vede" quelle carte coperte, perchè i disegni stampati su quelle carte sono disegni legati a figure archetipiche di cui ha parlato anche Jung: il padre assente, il padre idealizzato, la madre fredda, la madre giusta, la solitudine, il viaggio, l'amante, la morte(intesa come rinnovamento radicale, che non guarda in faccia a nessuno) e via dicendo. Il nostro inconscio vede e sceglie le carte che più lo rappresentano in quel momento, con un occhio di riguardo per gli ostacoli, i nodi, gli impedimenti che rubano energia ai propri progetti e mete da raggiungere.
Altro occhio di riguardo di Jodorowsky è rivolto allo studio dell'albero genealogico(basta pensare a delle cose che sappiamo della famiglia fino ai nonni, in genere) alla nostra famiglia di origine, in cui - sostiene J. - si celano le nostre meraviglie ed i nostri orrori. Spesso ereditiamo un ruolo e non ci schiodiamo di un millimetro da quel ruolo. J. dice che l'albero genealogico mostra una "coazione a ripetere"; idealizzare un padre assente, per esempio, spesso implica non avere la serenità per scegliere il nostro compagno per la vita(un fantasma che si usa come termine di paragone o come giudice severo).
Insomma, io un saltino nella vasca piena di coccodrilli l'ho fatto(forse sono tornato indietro, forse la sto ancora attraversando, non so) e lo stronzo che mi ha spinto(non l'unico ad averlo fatto) è stato Alejandro Jodorowsky.
Ciao
Toni
Posted by: Toni at 27.11.05 08:33
Ciao Toni! Be' ho sentito la Fra' e non gliel'ho detto, ma mi è piaciuto il suo ritmo di scrittura, ero emozionato, mi sembra brava (e anche Paola lo è)... poi vabbè, da qui a scrivere ce ne passa, però le basi ci sono, credo... Quanto ai Tarocchi... Be', se leggi il post "Libri che si leggono con una mano sola", ti accorgerai che magari non sono un esperto di Tarocchi, però sono un grande esperto di Taralli.
:D
Posted by: Marco at 27.11.05 08:50
Complimenti Francesca, bellissimo pezzo! Jodorowsky è passato anche dalla Feltrinelli di Milano settimana scorsa, ma l'orario era per me infattibile così me lo sono perso, acc! Anche Gianni sa leggere i Tarocchi e si fa chiamare "'o mago di Precotto"...
Un abbraccio, Emma
Posted by: emma at 27.11.05 21:44
Grazie Toni per aver dato sostanza al mio resoconto. Nella fretta di fermare delle impressioni, ho dati per scontati alcuni elementi che, forse, così scontati non sono e che, se ignorati, rischiano di far passare Jodorowsky agli occhi di chi non lo conosce come un "tarologo" da quattro soldi;
Ciao Emma, saluta "o mago di Precotto", ma cosa legge: tarocchi o affettati?! :)
Posted by: francesca at 28.11.05 08:45
chi è un parente di jas gavronskj?
jack
Posted by: barbanera.rossa at 29.11.05 14:26
A <Francè set barzellette raccontale a tu nipoti...
la letteratura ridotta a favoletta?
allora meglio Luciano....
e se volete esoterismo leggete Meyrink
barbanera.rossa
Posted by: barbanera.rossa at 29.11.05 14:29
Bel pezzo.. ma il teatro Puccini mi mette tristezza... il più brutto di Firenze...
"Tetro Puccini" lo chiamo...
andrea
Posted by: andrea at 30.11.05 21:09
Hai ragione, Andrea, il Puccini è proprio tetro, sarà che si porta dietro il suo passato di Teatro del Dopolavoro dei Monopoli di Stato...
Una segnalazione per chi è a Firenze stasera, giovedì 1 dicembre:
cinema Gambrinus, ore 21, anteprima del documentario "L'uomo planetario. L'utopia di Ernesto Balducci" di Federico Bondi.
Se vi interessa saperne di più, leggete qui: www.festivaldeipopoli.org/calendario_2005/eventi_speciali.htm
Posted by: francesca at 01.12.05 08:58