30.11.06
Scrittore all'esordio frustrato e indomito
Questa recensione a Ma tu lo conosci Joyce? è apparsa su Letture, mensile di informazione culturale, letteratura e spettacolo (Anno 61° Quaderno 631 Novembre 2006)

Scrittore all'esordio frustrato e indomito
di Giuseppe O. Longo
Un libro che è una contraddizione in termini, e già questo lo rende interessante: infatti è l’epopea (pubblicata) di uno scrittore esordiente che non riesce a farsi pubblicare.
Con ironia e, soprattutto, autoironia, Braga ci conduce attraverso il mondo degli scrittori o aspiranti tali che non ce la fanno a uscire dal limbo dei non pubblicati (o dei quasi pubblicati, nel senso che qualche loro racconto è comparso su una rivistina secondaria o su un’antologia a circolazione limitata) e a entrare nell’olimpo degli autori consacrati. Come tutti gli arditi della sterminata legione degli esordienti (termine circonfuso di un alone di speranza rispetto al più crudo e realistico “non pubblicati”), Braga ha tentato molte strade, dai corsi di scrittura creativa ai concorsi letterari ai colloqui con gli editori, e ci fornisce un resoconto minuzioso, a volte comico a volte amaro, delle sue esperienze.
Con sincerità e senza timori reverenziali, dichiara i suoi scrittori preferiti (alcuni addirittura venerati) e quelli che proprio non gli vanno giù anche se sono famosi e osannati. Braga possiede una vis comica che rende piacevole la lettura, e anche se a volte le sue battute sono un po’ scontate sa mettere alla berlina non solo se stesso e i suoi compagni di ventura, ma anche la controparte: editori, critici, organizzatori di premi letterari, numi tutelari delle patrie lettere.
Gli scrittori affermati ospiti della scuola di scrittura frequentata da Braga a volte sono affascinanti, ma spesso noiosi e ridicoli nel loro atteggiamento oracolare. Poi, elargite le loro stille di saggezza, si degnano di ascoltare i racconti degli allievi e la serata si conclude in pizzeria, dove continuano a rincorrersi i piccoli e grandi drammi, le delusioni e gli slanci degli esordienti.
Posted by Giuseppe Braga at 08:50 | Comments (0)
06.11.06
Recensione di Francesca Fava per Inchiostro

Ma tu lo conosci Joyce?
Esilarante susseguirsi di opere letterarie che bisogna tassativamente citare o che, viceversa, risulta assai disdicevole aver letto; di figure retoriche che è d’obbligo utilizzare o non utilizzare; di scrittori che si deve per forza imitare o dai quali è invece meglio tenersi prudenzialmente alla larga: l’opera d’esordio dell’architetto milanese Giuseppe Braga può essere definita come il più divertente e irriverente vademecum dell’aspirante autore.
Incentrato sulla descrizione dei momenti più importanti per accedere al Parnaso della scrittura, il libro non si limita a snocciolare le regole e i principi considerati indispensabili per poter scrivere, ma si spinge oltre: enumera infatti gli svariati corsi di scrittura che si devono seguire prima di poter dimostrare di aver talento; elenca gli inutili e sfibranti incontri ai quali è bene partecipare per conoscere bizzarri, e spesso fantomatici, autori più o meno celebrati; passa in rassegna i premi letterari cui bisogna concorrere per poter provare a se stessi e agli altri di essere dotati di idee originalissime e di una penna unica e speciale.
Ma il lavoro di Braga non solo descrive l’universo-scrittura, bensì si sforza di ricrearlo. Disseminati lungo tutta la narrazione, infatti, gli esempi si moltiplicano: figure retoriche di perfetto o improbabile uso; citazioni di folgorante o dubbio effetto; imitazioni di strabiliante o sconcertante riuscita; frasi magistralmente costruite o del tutto mancanti di verbi, di soggetti e di complementi; discorsi egregiamente articolati oppure improprietà che ignorano le più elementari regole sintattiche.
Ed è proprio attraverso questo ironico e scanzonato (anche se, a tratti, con toni un po’ troppo esasperati ed insistiti) ritratto del lungo e impervio cammino di ogni aspirante autore che Braga arriva a fregiarsi, a tutti gli effetti, del titolo di vero scrittore.
Posted by Giuseppe Braga at 08:38 | Comments (0)
24.10.06
una recensione
Ma tu lo conosci Joyce?
di Rosario Pantaleo (tratta da: Il diciotto*)
A volte non ci si chiede perché si decide di acquistare oppure di leggere un libro. Una recensione letta su una rivista, il suggerimento di un amico, la raccomandazione del libraio, un regalo di compleanno, del tempo da fare scorrere velocemente, magari per un viaggio.
Altre volte la curiosità di un titolo, l’immagine accattivante della copertina, o… conosci l’autore che ti regala il libro dubitando che tu lo leggerai veramente. Invece il libro lo leggi e ti piace e decidi di spendere qualche parola per raccontarlo a chi non lo ha letto e potrebbe esserne interessato. Giuseppe Braga, l’autore di Ma tu lo conosci Joyce?, ha costruito un libro di grande scorrevolezza attraverso il quale racconta le peripezie di uno scrittore dotato di talento (e chi leggerà il libro lo potrà constatare) da anni alle prese con concorsi, riviste letterarie, incontri inattesi, lezioni di scrittura, vicissitudini relazionali, problematiche affettive, dubbi e motivazioni, delusioni ed entusiasmi.
Le pagine scorrono davvero lievi e la lettura è assolutamente all’altezza in tutte le pagine del libro che è strutturato in capitoli che esprimono differenti momenti e situazioni di vita, riflessioni ed eventi, aspettative e delusioni.
Alla radice del racconto c’è l’entusiasmo per le proprie capacità, per l’evidente talento narrativo, per la capacità di sapere raccontare con garbo, arguzia e piacevolezza, soprattutto quando si parla di vita/delusioni vissuta. Impagabile il capitolo Scrittori si nasce relativo ai libri che hanno fatto da battistrada alla passione letteraria dell’autore. Gli autori che hanno appassionato Giuseppe Braga appaiono sulle pagine del libro come attori principali capaci di suscitare una profonda gioia e spirito di emulazione.
Autori come Dostoevskij, Marquez, Kerouac e la beat generation, Hemingway, Kafka, Joyce, Fante, Salinger sono stati uno degli elementi che hanno scatenato in questo giovane e talentuoso autore la voglia di cimentarsi con le parole. Ma c’è di bello che tra le parole spese in favore di autori famosi, c’è anche l’elenco di tanti grandi autori non letti oppure non compresi. Fenoglio, Simenon, Agata Christie, Dante, Manzoni, Omero, Bellow, Mann, Conrad appaiono come giganti appannati non per loro demerito ma in quanto sfiorati oppure volutamente non inclusi nelle proprie scelte letterarie.
Questo mettere in piazza le proprie carenze non è un elemento di debolezza ma denota, invece, una grande onestà intellettuale. Cosa rara in una realtà in cui la millanteria è uno degli elementi basilari e profondi su cui la maggioranza delle persone pone le basi del vivere quotidiano. La scrittura ironica di Braga, che appare in ogni pagina, è il fulcro del suo sentire letterario.
Non ci aspettano pagine di fragore narrativo, la penna non arriverà mai agli apici descritti da Hermann Hesse oppure alla sfrenata ed onirica follia di Charles Bukowski ma, certamente, la scrittura di Braga non delude ed appassiona.
È una scrittura solida e sincera che cerca di legare momenti di vita reale ed aspirazioni in divenire. Che cerca di lanciare messaggi nella bottiglia sperando che altri raccolgano il senso del suo scrivere e del suo immaginare.
Le sue parole sono ponti pronti ad accogliere e sostenere chiunque abbia la ventura di attraversare il desiderio di leggere parole non banali, trame non scontate, oppure che voglia trascorrere alcune ore condividendo con questo “giovane” autore le gioie ed i dolori di una professione meravigliosa, quando si raccolgono i frutti del proprio lavoro, oppure ingrata ed ostile, quando la pagina scritta rimane nel timido ed offuscato limbo dell’oblio.
Attraverso la parola sagace ed accorta, Braga ci introduce, infine, in un mondo ostico, duro, difficile, nel quale è difficile avere udienza per ottenere quell’attenzione che potrebbe fare cambiare la vita.
Scrittori famosi spesso non sanno scrivere (forse scrivono altri ma l’immagine di determinate persone è il marketing che rende possibile l’operazione commerciale), godono di innaturale ed immeritato successo; altri invece, capaci e dotati di una letizia letteraria di ottimo spessore, sono spesso costretti alla finestra in attesa di un’occasione che, magari, non giungerà mai.
Dalla lettura di Ma tu lo conosci Joyce? emerge il mondo degli scrittori in itinere, di coloro, cioè, che viaggiano da un premio letterario all’altro, da un concorso serio ad uno implausibile, alla ricerca dell’affermazione che farà cambiare la propria vita.
Ma se anche questa occasione non verrà mai, certamente non cambierà la determinazione di coloro che pensano d’essere dei bravi scrittori, di potere avere l’occasione per dimostrarlo.
E Giuseppe Braga, francamente, bravo lo è davvero e questa sua fatica letteraria merita una doverosa ed attenta lettura.
E nessuno, garantisco, se ne pentirà…
Rosario Pantaleo
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[*] Il diciotto mensile di informazione e cultura per la zona 7 (area sud-ovest di Milano)
Posted by Giuseppe Braga at 07:47 | Comments (2)
02.10.06
A grandissima richiesta (...), ecco il testo (leggibile!) dell'articolo/intervista del Corriere della Sera.
Tu lo conosci Joyce? No, ma scrivo lo stesso
Giuseppe Braga è uno che ce l’ha fatta: “Il mio libro sugli AA, aspiranti autori”
di Roberta Scorranese

In libreria li riconosci subito: lenti, un po’ curvi, osservano attentamente i volumi, soppesando nomi, date, prefazioni e codici Isbn. Alle letture pubbliche sono quelli un po’ defilati, con l’aria rassegnata di chi ha imparato ad aspettare. Conoscono titoli improbabili, librerie strane.
Perché in fondo, un AA, un aspirante autore, è come un innamorato: ciò che davvero vuole è alimentare baudrillardianamente un desiderio senza fine. E come per tutti i sogni, anche intorno a questo, fiorisce un mercato: scuole di scrittura, corsi propedeutici alla frustrazione coordinata e continuativa, case editrici ad hoc. Bene.
È il momento di riderci sopra. Ci pensano le librerie Feltrinelli con Rimetterci le penne, tre incontri dedicati agli aspiranti scrittori. Tra farsa e smania, oggi comincia Giuseppe Braga, un AA milanese che alla sua condizione di emergente non emerso dedica un libro spassoso, edito da Sironi.
Ma tu lo conosci Joyce? (è una domanda, oltre che essere il titolo del libro). “Un po’, ho letto Gente di Dublino. Ma il titolo è una provocazione. Per dire che l’aspirante scrittore spesso si sente costretto a sapere, conoscere, approfondire. Insomma, una fatica.” Architetto (che vi aspettavate, un AA a tempo pieno?) di 39 anni, Braga decide di diventare un autore più o meno nove anni fa. Nel frattempo, di tutto: corsi, scuole, concorsi, conoscenze. “Una spirale da cui non esci più”, come dice lui. Ma tu lo conosci Joyce? È il diario di uno che ne ha viste di ogni: la compagna di corso che si sente Omero e non fa che leggere; l’AA pignolo che non accetterebbe critiche nemmeno da Henry James. “E che dire di quella volta – racconta Braga – quando venne Raul Montanari, lesse un mio racconto e disse che era nato un nuovo Kafka. Ora, uno si aspetta che quantomeno il suo racconto venga letto nell’evento di fine corso. Macché! E io che avevo invitato pure la mamma…”.
Nessuno storca il naso davanti alle naturali punte ingenue di un AA. “Sono persone che investono tempo, energia e denaro nella scrittura – dice Gianni Turchetta, docente di Letteratura italiana contemporanea alla Statale e, quindi, dall’altra parte della cattedra – e credo sia un valore forte”.
[…]
Posted by Giuseppe Braga at 08:02 | Comments (1)
28.09.06
Il 'Joyce' sul web...
Care voi, cari voi,
ci tenevo a segnalare che sul blog I Lanternati (nato da circa due mesi e gestito da un gruppo di lettori della Piccola Scuola di Scrittura di Padova), da alcuni giorni in qua, si sta parlando e discutendo, nientemeno che, del sottoscritto e del suo spassosissimo romanzo "Ma tu lo conosci Joyce?".
Il dibattito è aperto!
Posted by Giuseppe Braga at 15:30 | Comments (2)
27.09.06
il 'Joyce' alla ribalta della cronaca!

[tratto da Il corriere della Sera del 13/9/06]
Posted by Giuseppe Braga at 08:19 | Comments (3)
19.07.06
blog recensione
Sul blog di gattostanco, si può leggere una recensione a Ma tu lo conosci Joyce?
Posted by Giuseppe Braga at 17:23 | Comments (0)