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08.09.08

nemesi numero uno

di Giuseppe Braga

Immagina un mondo senza amore, sprovvisto di genio, in cui il raziocinio abbia avuto la meglio, un nuovo mondo privo di talento, popolato da falsari della creatività, dove mercanti arruffoni e carte Visa abbiano avuto il sopravvento. Immagina una marea inarrestabile di calci e pugni e botte e sputi e lamenti, crediti superiore a tutto ciò. Pensa a Andy Warhol calvo e sdentato. Immagina che per te l’arte sia la più gloriosa tra le dichiarazioni d’amore possibili e che ciò possa bastare a rassicurarti.

Immagina a questo punto un mondo senza colori, un mondo sottosopra, capovolto e irriconoscibile ai tuoi occhi, un mondo in cui regni la pazzia. Un mondo dove non hai nessun controllo su te stesso. Immagina di trovarti a terra con la testa aperta in due. Ti trovi in un’abitazione, precisamente nel soggiorno di essa. Sei lì, il motivo è scontato, è la tua casa. Immagina d’avere esaurito la scorta di speranza da cui eri partito e che non esista negozio in cui tu possa rifornirti. Immagina che nel tuo soggiorno ci siano trenta gradi, ma che tu ti senta gelare. Immagina che ti sembri un sogno, un maledetto incubo, un’esemplare messinscena. Immagina di non sentirti più le gambe e che la tua bocca sia poco più che poltiglia, immaginalo, se può farti star meglio.

Immagina Picasso che, con tratto sicuro e mano ferma, disegna una colomba sul vetro. Immagina di sentire l’odore del sangue incollarsi alle pareti e che quel sangue sia tuo. Immagina che ce ne sia in abbondanza sparso sul pavimento. Immagina che la colomba prenda forma, movimento e vita. Immaginala mentre spicca il volo, eterea apparizione, un battito fantasma e spettrale. Continua a immaginare di stare nel tuo soggiorno, patetico animale in trappola, senti voci e vedi sagome sfuocate in azione, le vedi rilassate, sedute attorno a ciò che resta del tuo tavolo. Li vedi tranquilli, t’hanno appena devastato la casa. Se te ne sei scordato, loro sono venuti lì per quello. Immagina di non aver ben chiaro se sei ancora vivo o meno, stai perdendo le ultime forze. Non avendo mai avuto molte forze, le perderai velocemente. Nella condizione in cui ti trovi, forse farai prima a morire che a sopravvivere. Immagina di non avere futuro, non hai bisogno di fantasie sfrenate per crederlo.

Immaginati reincarnato in Frank Lloyd Wright, la casa sulla cascata l’avresti fatta senz’altro meglio tu. Immagina di non conoscere la paura, tu parli un’altra lingua.

Immagina che, non avendo un futuro, non potrai più vedere i film di Quentin Tarantino, la cosa ti secca un po’. Immagina che in questo momento potresti trovarti in un suo film, immagina che poteva andarti peggio. Magari finire col cervello spappolato sul lunotto. John Travolta te l’avrebbe raccolto e messo in un sacchetto di plastica, controvoglia. Immagina un mondo dove non esistano consolazione, perdono o espiazione, neppure una sala cinematografica. Immagina che ti stiano portando fuori in barella, immagina anche una siringa infilata nel braccio.

Immagina un mondo senza più arte, immaginalo dominato dalla pazzia.

Immagina, col sangue che hai perso si potrebbero riempire decine di barattoli di colore. Quei colori potrebbero finire su tela e diventare dei dipinti. Immaginala come una forma d’arte estrema e rivoluzionaria, una tavolozza d’ossa umane e un pennello che mescola sangue carminio. Immagina d’essere stato tu ad aver dato vita a questa nuova corrente artistica, potresti chiamarla Pulp Organic Art, Prmitive Mystic Paint, oppure Blood Lounge Art. Immagina articoli di giornale e interviste esclusive, parecchi primi piani, programmi televisivi satellitari su canali tematici, il tema sei tu. Immagina che non farai a tempo a godere dei frutti della popolarità, morirai dissanguato molti anni prima.

Immagina un mondo in cui le riserve d’amore siano terminate.

Immagina Salvador Dalì mentre dipinge la sua musa e modella Amanda Lear, tu osservi la scena e, eccitato, non puoi evitare di menarti l’uccello. La cosa ti piace. Immagina Dalì che si liscia un baffo e ti sorride sornione, anche lui se lo sta menando. La cosa piace pure a lui. Immagina tutto ciò, per te immaginare è la cosa più felice del mondo.

Immagina Miguel Bosè, Picasso, Bunuel, Almodovar, Garcia Lorca, Paul Klee, la formazione titolare dell’Internazionale F.C. del millenovecentosettantanove e Dalì rinchiusi in un cubo trasparente. Stanno lì dentro, un po’ stretti ma ci stanno tutti. Immaginali prigionieri, sequestrati da un gruppo terroristico non ben identificato, seviziati e frustati a turno da Amanda Lear, nota soubrette, nonché capo sanguinario del gruppo.

Immagina un mondo in cui la pazzia possa venire sublimata dall’arte.

Immagina di sentire la sirena dell’ambulanza che si avvicina sempre più. Immagina E.R. Medici in prima linea, quando c’era ancora George Clooney. Stanno girando la scena della puntata numero 7846 nel tuo soggiorno. T’hanno distrutto la casa, ma perlomeno ti pagheranno le royalty. Immaginati sopra all’ambulanza di cui poco fa sentivi le sirene, stai perdendo le energie lentamente.

Immagina e immaginando t’accorgi che i ricordi affiorano come rocce di polistirolo. Tu le stai dipingendo con quanti più colori t’è possibile. Immagina che ci stai passeggiando sopra, la sensazione è quella che provò il primo uomo che camminò sulla Luna. Immagina che siano i cocci sparsi nel tuo soggiorno, la Luna non c’entra un cazzo, ma tu non ti perdi d’animo, stai provando a rimetterli insieme. Immagina un mondo imbottito di polistirolo espanso, coloratissimo e commestibile, forse ti salverai, a patto di fare indigestione.

Immagina che l’arte verrà sublimata dalla pazzia e l’architettura dalla medicina.

Immagina un ritratto di Francis Bacon, la tua faccia adesso è più o meno così. Immagina veloce, almeno tanto quanto corre l’ambulanza nella quale sei steso. Fallo velocemente ma non scordarti nulla. Se riuscirai a ricordare vorrà semplicemente dire che sei ancora vivo. Immagina che già questo sia un ottimo motivo per ricordare.

Ora basta però, finiscila d’immaginare e comincia a


[incipit di un romanzo mai terminato]

Posted by Giuseppe Braga at 08.09.08 23:56

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