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30.09.08
lavori in corso

sto lavorando a una cosa che, se viene come dico io, potrebbe venir fuori una cosa molto bella.
Posted by Giuseppe Braga at 13:57 | Comments (9)
21.09.08
V come Virginia

senti papà, va bene il dizionario, ma io preferisco il ciuccio...
Posted by Giuseppe Braga at 01:09 | Comments (1)
17.09.08
Q come quasi

Il Dizionario affettivo della lingua italiana (Fandango, 10 euro), a cura di Matteo B. Bianchi, è nelle librerie. Raccoglie le 330 parole preferite di altrettanti scrittori italiani. C'è anche la mia partecipazione.
Posted by Giuseppe Braga at 09:36 | Comments (0)
09.09.08
Sogni e bisogni (4.)
Massimo D’Alema
Fare la parte del buono in un film di Frank Capra. Magari vincere pure l’Oscar.
Francesco Rutelli
Interpretare il ruolo del brutto, ne Il buono, il brutto e il cattivo.
Barbara Palombelli in Rutelli
Avere la voce e l’autorevolezza, almeno per un giorno, di Maria De Filippi.
Posted by Giuseppe Braga at 14:21 | Comments (0)
08.09.08
nemesi numero uno
di Giuseppe Braga
Immagina un mondo senza amore, sprovvisto di genio, in cui il raziocinio abbia avuto la meglio, un nuovo mondo privo di talento, popolato da falsari della creatività, dove mercanti arruffoni e carte Visa abbiano avuto il sopravvento. Immagina una marea inarrestabile di calci e pugni e botte e sputi e lamenti, crediti superiore a tutto ciò. Pensa a Andy Warhol calvo e sdentato. Immagina che per te l’arte sia la più gloriosa tra le dichiarazioni d’amore possibili e che ciò possa bastare a rassicurarti.
Immagina a questo punto un mondo senza colori, un mondo sottosopra, capovolto e irriconoscibile ai tuoi occhi, un mondo in cui regni la pazzia. Un mondo dove non hai nessun controllo su te stesso. Immagina di trovarti a terra con la testa aperta in due. Ti trovi in un’abitazione, precisamente nel soggiorno di essa. Sei lì, il motivo è scontato, è la tua casa. Immagina d’avere esaurito la scorta di speranza da cui eri partito e che non esista negozio in cui tu possa rifornirti. Immagina che nel tuo soggiorno ci siano trenta gradi, ma che tu ti senta gelare. Immagina che ti sembri un sogno, un maledetto incubo, un’esemplare messinscena. Immagina di non sentirti più le gambe e che la tua bocca sia poco più che poltiglia, immaginalo, se può farti star meglio.
Immagina Picasso che, con tratto sicuro e mano ferma, disegna una colomba sul vetro. Immagina di sentire l’odore del sangue incollarsi alle pareti e che quel sangue sia tuo. Immagina che ce ne sia in abbondanza sparso sul pavimento. Immagina che la colomba prenda forma, movimento e vita. Immaginala mentre spicca il volo, eterea apparizione, un battito fantasma e spettrale. Continua a immaginare di stare nel tuo soggiorno, patetico animale in trappola, senti voci e vedi sagome sfuocate in azione, le vedi rilassate, sedute attorno a ciò che resta del tuo tavolo. Li vedi tranquilli, t’hanno appena devastato la casa. Se te ne sei scordato, loro sono venuti lì per quello. Immagina di non aver ben chiaro se sei ancora vivo o meno, stai perdendo le ultime forze. Non avendo mai avuto molte forze, le perderai velocemente. Nella condizione in cui ti trovi, forse farai prima a morire che a sopravvivere. Immagina di non avere futuro, non hai bisogno di fantasie sfrenate per crederlo.
Immaginati reincarnato in Frank Lloyd Wright, la casa sulla cascata l’avresti fatta senz’altro meglio tu. Immagina di non conoscere la paura, tu parli un’altra lingua.
Immagina che, non avendo un futuro, non potrai più vedere i film di Quentin Tarantino, la cosa ti secca un po’. Immagina che in questo momento potresti trovarti in un suo film, immagina che poteva andarti peggio. Magari finire col cervello spappolato sul lunotto. John Travolta te l’avrebbe raccolto e messo in un sacchetto di plastica, controvoglia. Immagina un mondo dove non esistano consolazione, perdono o espiazione, neppure una sala cinematografica. Immagina che ti stiano portando fuori in barella, immagina anche una siringa infilata nel braccio.
Immagina un mondo senza più arte, immaginalo dominato dalla pazzia.
Immagina, col sangue che hai perso si potrebbero riempire decine di barattoli di colore. Quei colori potrebbero finire su tela e diventare dei dipinti. Immaginala come una forma d’arte estrema e rivoluzionaria, una tavolozza d’ossa umane e un pennello che mescola sangue carminio. Immagina d’essere stato tu ad aver dato vita a questa nuova corrente artistica, potresti chiamarla Pulp Organic Art, Prmitive Mystic Paint, oppure Blood Lounge Art. Immagina articoli di giornale e interviste esclusive, parecchi primi piani, programmi televisivi satellitari su canali tematici, il tema sei tu. Immagina che non farai a tempo a godere dei frutti della popolarità, morirai dissanguato molti anni prima.
Immagina un mondo in cui le riserve d’amore siano terminate.
Immagina Salvador Dalì mentre dipinge la sua musa e modella Amanda Lear, tu osservi la scena e, eccitato, non puoi evitare di menarti l’uccello. La cosa ti piace. Immagina Dalì che si liscia un baffo e ti sorride sornione, anche lui se lo sta menando. La cosa piace pure a lui. Immagina tutto ciò, per te immaginare è la cosa più felice del mondo.
Immagina Miguel Bosè, Picasso, Bunuel, Almodovar, Garcia Lorca, Paul Klee, la formazione titolare dell’Internazionale F.C. del millenovecentosettantanove e Dalì rinchiusi in un cubo trasparente. Stanno lì dentro, un po’ stretti ma ci stanno tutti. Immaginali prigionieri, sequestrati da un gruppo terroristico non ben identificato, seviziati e frustati a turno da Amanda Lear, nota soubrette, nonché capo sanguinario del gruppo.
Immagina un mondo in cui la pazzia possa venire sublimata dall’arte.
Immagina di sentire la sirena dell’ambulanza che si avvicina sempre più. Immagina E.R. Medici in prima linea, quando c’era ancora George Clooney. Stanno girando la scena della puntata numero 7846 nel tuo soggiorno. T’hanno distrutto la casa, ma perlomeno ti pagheranno le royalty. Immaginati sopra all’ambulanza di cui poco fa sentivi le sirene, stai perdendo le energie lentamente.
Immagina e immaginando t’accorgi che i ricordi affiorano come rocce di polistirolo. Tu le stai dipingendo con quanti più colori t’è possibile. Immagina che ci stai passeggiando sopra, la sensazione è quella che provò il primo uomo che camminò sulla Luna. Immagina che siano i cocci sparsi nel tuo soggiorno, la Luna non c’entra un cazzo, ma tu non ti perdi d’animo, stai provando a rimetterli insieme. Immagina un mondo imbottito di polistirolo espanso, coloratissimo e commestibile, forse ti salverai, a patto di fare indigestione.
Immagina che l’arte verrà sublimata dalla pazzia e l’architettura dalla medicina.
Immagina un ritratto di Francis Bacon, la tua faccia adesso è più o meno così. Immagina veloce, almeno tanto quanto corre l’ambulanza nella quale sei steso. Fallo velocemente ma non scordarti nulla. Se riuscirai a ricordare vorrà semplicemente dire che sei ancora vivo. Immagina che già questo sia un ottimo motivo per ricordare.
Ora basta però, finiscila d’immaginare e comincia a
[incipit di un romanzo mai terminato]
Posted by Giuseppe Braga at 23:56 | Comments (0)
07.09.08
Sogni e bisogni (3.)
[qui gli altri sogni e bisogni...]
Pier Silvio Berlusconi detto Dudi
Vivere un giorno, almeno uno, da sgarruppato nullatenente capellone strafatto nullafacente un po’ sfigato mezzo ubriaco traballante, insomma, una specie di Grande Lebowski, un giovane Drugo della Brianza.
Silvio Berlusconi
Fare sei più uno al Super Enalotto e devolvere l’intera vincita in beneficenza. Al Partito Democratico.
Il Partito democratico
Sognare di non essere mai nato, ecco.
Rifondazione Comunista
Sognare di non esser mai morta.
Partito comunista dei lavoratori
Continuare a sognare. Un po’ Mao, un po’ gli anni sessanta, un po’ il buon vecchio Carletto.
Veronica Lario in Berlusconi
Una vita da single.
Ignazio La Russa
Fare la comparsa in un film dei fratelli Vanzina, ma solo per toccare le tette alla Yespica.
(che forse poi, l’ha pure già fatto, e non dico cosa, e m’è sfuggita…)
Stanley Kubrick
Rinascere Tom Cruise, bello muscoloso aitante come lui, ma un pelino più intelligente. Ad esempio, non far parte di Scientology e tenersi stretta quel gran tocco di Nicole.
Tom Cruise
Rinascere con un quarto del genio di Stanley e provare a girare il remake di Arancia Meccanica. Male che vada si prende una manica da mazzate da qualche comparsa, magari il figlio di La Russa.
Nicole Kidman
Facile, questa. Rifare Virginia Woolf, ma non per finta.
Posted by Giuseppe Braga at 15:00 | Comments (0)
Recita in tre parti (aprile 2000)
agitato come in una lattina, le anidridi stanno vincendo
bollicine esuberanti, troppo compresse per essere vere
troppo gassate per diventare commestibili
vivono di vita propria in una dimensione parallela
vitree eteree maledettamente sbagliate
le luci falsano la vista
le parole nascondono le verità
i silenzi coprono le bugie
la vita intanto esplode tra le mani
il pensiero rallenta per aspettarti
la coincidenza è partita
e tu avevi appena cambiato itinerario
pagine da riempire con selvagge emozioni fasulle
voli squilibrato sospeso su note effimere e leggere
il cielo si dissolve dietro ai tuoi occhi provati dal gelo
ancora una volta il senso delle cose è senza senso
Posted by Giuseppe Braga at 14:53 | Comments (0)
03.09.08
Sogni e bisogni (2.)
Flavio Briatore
Laurearsi a pieni voti alla Sorbona, poi comprarla in leasing insieme alla Santanchè e ribattezzarla, ma solo per farsi grande con gli amici, la cara vecchia Sorcona (l’università, non l’amica Daniela, sia ben chiaro).
Elisabetta Gregoraci
Laurearsi e basta, per il resto, forse, chissà, chi può dirlo, non certo noi, ecco, magari, ha già dato.
Walter Veltroni
Questa è facilissima e ci si può arrivare per intuizione. Essere il nuovo Martin Luther King, il grande pensatore politico pacifista antirazzista ecc., penserete voi, eh no, cari miei, il buon Walter ambisce a ben altro, già, il suo modello è proprio lui, ecco, il signor Panini, sì, proprio lui, l’inventore dell’album delle figurine dei calciatori.
Posted by Giuseppe Braga at 19:31 | Comments (3)
02.09.08
libri dell'estate
quest'estate ho letto questi libri e tutti, a loro modo, m'hanno dato soddisfazione. Dunque, ve li consiglio.
Port Tropique, Barry Gifford, einaudi
Gli inquilini, Bernard Malamud, minimum fax
Dieci, Andrej Longo, adelphi
Lamento di Portnoy, Philip Roth, einaudi
Posted by Giuseppe Braga at 11:13 | Comments (0)
beata gioventù

Posted by Giuseppe Braga at 11:12 | Comments (1)
Sogni e bisogni (1.)
Premessa: mediamente, nella vita, anno più anno meno, ciascuno di noi dorme ventitre anni. Il sonno della ragione? Nossignori, questioni biologiche, ecco. È la scienza che ce lo dice. Di questi ventitre, ne passiamo, sognando, circa quattro. Molto bene. Un piccolo pensiero m'è sovvenuto, appena venuto a conoscenza di questa enorme inoppugnabile verità. Ah, già, ecco, come sarebbe bello riuscire a entrare nei sogni altrui. Ecco, forse non ci crederete, ma io ho scoperto come si fa - non chiedetemi come ho fatto ma l'ho fatto - e adesso provo a raccontarvene qualcuno. Tenetevi forte, si parte.
George W. Bush
Rinascere nero, liberal e democratico e fare campagna elettorale insieme a Obama. Vincere a mani basse e diventare il suo inseparabile vice. Successivamente radere al suolo il Texas, ovviamente partendo dal ranch del padre.
(Evidente compensazione di un complesso edipico non ancora risolto)
Hillary Clinton
Rinascere Lewinski e, al momento clou, mozzarglielo, a quel porco stupido coglione d’un Bill.
Bill (Clinton)
Rinascere Simpson e dare sfogo a tutte le sue pulsioni (sessuali e non), ma non Homer, eh, quell’altro, intendo dire O. J., non so se mi spiego.
Posted by Giuseppe Braga at 11:11 | Comments (0)
pochi istanti nella lavatrice (afterhours)
Pochi istanti nella lavatrice
E sarò come dicevi tu
Sculettando la tua gelosia
Piangerai che non ti piaccio più
Io sono senza voce
Per cos’altro mi terrai
Per cos’altro mi vorrai
Io sono senza pace
Per cos’altro mi terrai
Come mi ripulirai
E ora chino sul pavimento
Guardi freddo verso di me
Bello gioiello ma che amico sei
Non hai elementi per cui giudicare
Questo uomo steso ad asciugare
Io sono senza pace
E se non ti piaccio più per che cosa piangerai
Io sono senza voce
Per cos’altro mi terrai
Per cos’altro mi vorrai
Ne uscirò come sempre
Ne uscirò
Da me
Niente lava più bianco sai
Più della paura che hai
Di perdere il tuo seno caldo su di me
Durerà finché non smetterai
Mi pulirò
Mi asciugherò
Mi piegherò per te
Io sono senza pace
Ma se non ti piaccio più per che cosa piangerai
Io sono senza voce
Per cos’altro mi terrai
Per cos’altro mi vorrai
Ne uscirò come sempre
Ne uscirò prima o poi
Mi pulirò
Mi asciugherò
Mi piegherò per te
Posted by Giuseppe Braga at 11:10