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02.07.08

Viaggi a buon mercato (2000)

di Giuseppe Braga

Lasciatemi dire. A me viaggiare non piace. O, per meglio precisare, non come lo intendete voi. I miei viaggi sono esercizi virtuosi. Avete capito bene: virtuosi. Non ho sbagliato, non volevo assolutamente intendere, come avrete senz’altro pensato, virtuali.

Sono al supermercato e ho il cestello, attenzione ho detto cestello, che il carrello mi impiccia. Troppo grande e scomodo (e poi quelle stupide monetine), quindi non lo prendo mai. Meno spesa faccio, meno soldi spendo, non so se. Preferisco risparmiare io, con questi chiari di luna. Adesso sono le nove e venti del mattino e sono pronto. Il biglietto non mi serve. Le mie sono tutte corsie preferenziali.

Primo viaggio: Arance di Sicilia.
Secondo viaggio: Miele d’api (e certo che è d’api!) di castagno, Abruzzo.
Terzo viaggio: Emmental, Svizzera facile.
Quarto viaggio: The Lipton, Inghilterra o India, fate voi.
Quinto viaggio: Pane di Altamura, Puglie e tavoliere delle.
Sesto viaggio: Tonno in scatola, Norvegia, anche se fa freddo.
Settimo viaggio: Lattine di birra (pacco da otto), Germania, Olanda, Scozia, Belgio, Irlanda, ecc. (Interrail, credo mi convenga quello).
Ottavo viaggio: Prosciutto, latte e parmigiano; Parma, Bologna e dintorni.
Nono viaggio: Banane. Africa, credo.
Decimo viaggio: Primex supersottile (confezione da dodici), fa niente anche se li fanno a Corsico, dietro casa mia. Quegli affari servono sempre.
Undicesimo viaggio: Wurstel, Monaco di Baviera, Germania del sud. Fiche a mazzi.
Dodicesimo viaggio: Senape (da mettere sopra ai wurstel), non lo so.
Tredicesimo viaggio: Paella valenciana – quattro porzioni abbondanti – lo dice il nome.
Ultimo viaggio: Pomodori in scatola. Se li trovo, Campbell (come la gran figa nera che stava con Briatore), conseguentemente Andy Wharol, quindi Stati Uniti d’America, perciò New York. Precipuamente Manhattan. La Grande Mela, quella della Val di Non… che tanto preferisco le fragole. Israele, forse. Ogni modo sto con l’Intifada. ‘Fanculo.

Ho finito. Torno a casa. Pago con carta bancomat. Globalizzazione, I suppose.

Posted by Giuseppe Braga at 02.07.08 14:35

Comments

(non c'entra una minchia ma dovevo scriverlo)

Oggi mentre andavo in ufficio con già 38 gradi alle 9 del mattino lo scooter s'è fermato e non è più ripartito.
sono rimasto freddo.
il mio piano era semplice : porto il mezzo in panne presso il rivenditore dal quale l'ho acquistato non meno di 6 mesi fa e usufruendo dei servizi della di lui officina faccio rientrare nella garanzia stipulata."Che problema c'è ?"mi sono detto io
sereno sereno ho chiamato l'europe assistance (rientra nella mia garanzia,mi sono detto, è gratis), ho aspettato la mia oretta sotto il sole e l’afa finchè è arrivato un sud americano palestrato che mi ha detto in modo sgarbato che ci volevano 30 euro per portare la moto dove volevo io altrimenti lui la portava al meccanico più vicino.
."Che problema c'è o amico emigrato dall’america latina in cerca di fortuna nel belpaese?Forse i tuoi modi sgarbati derivano da una non perfetta conoscenza della lingua italiana e quindi eccoti i tuoi 30 euro.spero ti bastino per comprarti quella confezione gigante di daflon che tanto desideravi"mi sono detto io.Però quando mi sono avvicinato alla portiera per salire sul carro attrezzi e lui nel suo simpaticissimo idioma mezzo italiano mezzo sudamericano mi ha detto “Macchesstaiaffà?? Vieni pure tu??io devo fà altri giri e sò in ritardo” allora io lì mi sono chiesto “Che problema c’è? Baldanzoso carioca forse credi che io mi sollazzi sotto questo sole equatoriale e che mi faccia il tragitto fino all’officina a piedi??forse perché tu hai passato l’infanzia in una favela io devo crepare sull’asfalto liquefatto di questa merdosissima urbe del cazzo?? ”

Dopo aver ribadito la mia volontà di non voler morire sciolto sull’asfalto e siamo partiti alla volta dell’officina; funanbolico amigo di rio della plata! che giri, che strada che hai fatto! Nonostante avessi tanto di impianto di navigazione mi hai fatto fare il giro turistico che di solito tentano di farmi fare i tassisti quando mi scappa la cadenza milanese.Non hai aperto bocca in mezz’ora di macchina,se non per cristare contro il tom tom ed imprecare contro il traffico.Ogni tanto sbuffavi guardavi l’orologio per sottolineare che ti stavo facendo perdere tempo.Que joia, que beleza!

Alla fine siamo arrivati; hai compilato un modulo dove io ,seguendo le tue indicazioni, avrei dovuto firmare come cliente e ricevente.Quando poi ti ho chiesto perché nel campo descrizione del guasto del modulo mi hai scritto “graffi da usura” sei scoppiato a ridere e mi hai detto “Amigo, questi non li legge nessuno!Puoi scrivere ciò che ti pare!”.Ahahahah.Le matte risate.

Que beleza, que joia!

Però.

Quando purtroppo è arrivato il trsite momento dell’addio ed io con la mia faccia più a qulo possibile ti ho detto “Grazie mille per l’aiuto, scusami per tutto il tempo che ti ho fatto perdere…ah comunque se da qua giri a destra e fai il raccordo uscendo sulla Cassia ci metti 10 minuti a tornare dove eravamo” un po’ ti sei adombrato cangaceiro del sertao


(seguirà con cosa è successo con Romeo er meccanico)

Posted by: Mud at 02.07.08 21:29

in realtà c'entra col post, dai, anche il tuo è stato un bel viaggio, anzi due. il primo con lo scooter è durato poco, vabbè, però poi ti sei rifatto col carro attrezzi del cangaceiro...

facci sapere gli sviluppi.

Posted by: giuse at 03.07.08 08:16

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