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21.07.08
un dito sì, ma magari nel culo
di Giuseppe Braga
lo ammetto, non ne posso più, e per dirlo io che sono uno che c’ha una pazienza che è difficile da immaginarsi la pazienza che c’ho io, vuol dire che il bicchiere è colmo, dai. Che io non mi capacito, purtroppo (per me) è da una quindicina d’anni che non mi capacito, lo ammetto (spero vivamente me ne aspettino un po' meno, ecco). Che quando parla del nord, quell’uomo ributtante che sembra uscito da un fumetto di Alan Ford, è come se ci avesse tutto il nord con lui, prima trecentomila coi fucili caldi, poi quindici milioni pronti a battersi per la libertà, e via di questo passo esponenziale galattico planetario.
Be’, sì, forse una parte di ragione ce l’ha, il ributtante, il nord gli sta dietro, è vero, ma nel senso che gli sta alle calcagna, che lo insegue e che se potesse lo investirebbe (auto, moto, furgoncino, camion o triciclo, è uguale) di brutto. Che io mi sento disarmato di fronte a uno così. Che non possiamo nemmeno dirgli che gli rifaremmo i connotati che ormai è tutto sbilenco e scombinato e storto di suo. Diciamola tutta, a me fa pure molta parecchia tenerezza, quasi pietà, ma nel senso buono della pietà intendo, quando lo vedo e lo sento bofonchiare frasi sconnesse che avrebbero bisogno di un traduttore simultaneo, che sembra sempre che gli manchi il respiro e che stramazzi a terra da un momento all'altro, a me mi fa una certa molta parecchia pietà. Ma poi finisce subito lì. Perché le spara talmente troppo grosse che anch'io che c'ho tanta pazienza adesso c'ho il bicchiere colmissimo strapieno e non ne posso davvero più. Ma quello lì, dico io, anziché starsene seduto a sfogliarsi il giornale (anche la padania se vuole, gliela comprerei volentieri io) in santa pace su una panchina del parchetto vicino casa sua, su tra i purissimi nordistici monti bergamaschi o magari gironzolare per baretti e farsi offrire un po’ di bianchini spruzzati, dico io, come dovrebbe fare, quello lì, invece, siede e occupa una bella poltroncina da ministro nella città dei ladroni (e lui per primo, che ha studiato tanto, dovrebbe conoscere la proprietà transitiva). Puttana ladra miseria. Che pena, che sconforto, che malessere, che infinita tristezza. Ma come ci siamo ridotti. Ma ce lo meritavamo davvero? Che abbiamo fatto di così terribile? Con lui, il detto la sai l’ultima, va modificato in la sai la penultima, perché già domani (se ci va male, magari pure oggi pomeriggio) ne sparerà un’altra delle sue, sempre più esponenziale, si capisce. E dire che non si può nemmeno dare la colpa al caldo, che questa è un’estate temperata.
Che io però, adesso che ho perso la pazienza, che io glielo direi, già, potessi glielo direi col cuore in mano per davvero, gli direi, invece di pensare ai professori che arrivano dal sud e che inquinano le scuole del nord e poverini i suoi studenti puri nordisti, che perché invece non pensa a suo figlio purissimo del nord bocciato non so più quante volte, tanto ignorante, e temo tanto pirla, come il padre, che se è medico chirurgo lui, il padre pirla intendo, allora io sono il direttore della nasa e concorro per un paio di nobel.
Ma caro ministro, e dico ministro tappandomi il naso, ma perché quel dito che continui ad alzare e brandire come simulacro di quell’altra cosa, cosa che ormai, sempre a naso, non alzi e brandisci più come ai bei tempi, ma perché quel dito medio del cazzo non te lo infili – e già che ci sei non te lo tronchi definitivamente – su per il culo e ci lasci in pace una buona volta per tutte?
Posted by Giuseppe Braga at 21.07.08 10:01