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29.05.08
non
di Giuseppe Braga
non si può amare una persona a cui non si crede
non si può credere a una persona che non si ama
non si può pensare che l’amore risolva tutto
non si può, l’amore molto spesso è una bufala, e le mozzarelle c’entrano poco, stavolta
non ci si può affidare ciecamente all’amore
non si può, si rischia di finire fuori strada e di rimanere appiedati
non ci si può nemmeno affidare alle incomprensioni
le incomprensioni esistono solo quando vogliamo farle esistere noi
non si può pretendere di avere sempre ragione, di dio ce ne sta, forse, soltanto uno
non si può, nemmeno appellandosi a quel sentimento oscuro, palpitante e vivido chiamato amore
non si può e basta
non è necessario chiedere scusa
non è nemmeno necessario dare ragione
non serve fare giochetti strani
non serve appellarsi al sesso, il sesso non può essere una scorciatoia
non aiuta nemmeno leggere gli oroscopi
non serve far finta di niente
non si può nemmeno stare sempre in prima linea, col fiato sul collo e col mitra puntato
non ci sono ricette che servono a vivere meglio
non è nemmeno una buona teoria quella di tirare a campare
non è sufficiente vivere giorno per giorno, non è sufficiente, pare di no
non lo è, però aiuta a portare il culo a casa, ogni sera
non c’è peggior cosa che ritrovarsi con le ali spezzate, in un giorno di maggio o di settembre, fa lo stesso
non ce n’è, le figure retoriche aiutano sempre e cavano dagli impicci
non c’è redenzione, senza prima avere peccato
non c’è salvezza in ogni caso, temo, ed è un vero peccato
non c’è, no, a prescindere dal peccato
non c’è scampo, lo dicono anche i Maya, e il duemiladodici è sempre più vicino
non c’è acqua calda nello scaldabagno
non c’è, ma quello è un problema solo mio
non ci sono problemi irrisolvibili se si pensa in grande
non ci sono, forse, già, ma il problema è quello di riuscire a pensare, anche in piccolo
non ci sono pensieri deboli
non ci sono pensieri forti
non ci sono pensieri, in generale, diciamo così che facciamo prima
non ci sono principi azzurri
non ci sono rese dei conti senza feriti e sangue sui marciapiedi
non ci sono strappi e tagli e interruzioni senza cuori infranti
non ci sono dolori reumatici se si ha un buon personal trainer
non c’è finale peggiore che un finale senza fine
non ci sono speranze solo quando non le si vogliono avere
non c’è vera felicità senza che prima non si sia sputato sangue e sofferenza e sudore e
non c’è sperma che tenga
non si può essere veramente pienamente felici senza aver mangiato polvere e raschiato con le unghie cemento e fango e terra
non so se sottoscriverei ciò che ho appena scritto
non ho mai avuto la fortuna di avere una visione leggiadra e semplice della vita
non ci sono mai riuscito, nemmeno nei momenti migliori, figuriamoci negli altri
non ci sono lacrime di gioia se prima non si è riso con amarezza
non c’è felicità dove c’è il disincanto
non c’è felicità nel voler essere a tutti i costi felici
non c’è felicità quando la si pretende a tutte le ore
non ce n’è, la felicità, ti colpisce e arriva nel momento in cui smetti di cercarla
non ci sono regole scritte, le vere regole, nella vita, sono quelle non scritte
non ci sono aspettative rubate quando non si hanno aspettative
non è per niente bello non avere aspettative nella vita, la vita è fatta di aspettative
non ci sono amori senza inciampi
non basta l’amore, nemmeno il sesso è sufficiente
non sempre l’impazienza è una virtù
non lo è nemmeno la pazienza, in taluni casi, anche se è più probabile che lo sia
non so parlare, me ne rendo sempre più conto ogni giorno che passa
non so vivere il mio tempo, nemmeno quello degli altri, e questo è un gran casino
non so nascondermi
non so dove andare
non esiste gioia più grande, davvero, che vedere la propria figlia sorriderti
non ci si deve accontentare, credo, nella vita, ma a volte, accontentarsi aiuta a sopravvivere
non è paragonabile con null’altro, ciò che si prova per i propri figli
non lo è, e se dico questo è perché ne sono ben convinto
non credo, comunque, di essere un modello, armani non c’entra, cercate di capirmi, per favore
non esistono sacrifici inutili, nemmeno quelli che all’apparenza sembrano inutili
non ho mai smesso di credere nel potere salvifico della fantasia e dell’immaginazione
non credo che mai smetterò
non lo credo, no, a costo di sembrare infantile, ingenuo e stupido
non credo ai conti correnti
non penso che conti correre, nella vita, spesso la lentezza, sulle lunghe distanze, si rivela una virtù
non conosco la verità, me la cavo meglio con la menzogna
non so se la definizione di bugiardo sia esatta, ma potrebbe addirsi piuttosto bene al sottoscritto
non credo che ne farei un dramma, evidentemente me la sarei meritata
non basta, l’amore delle volte non basta, me lo hanno detto più di una volta
non so, invece, io la ritengo la pietra d’angolo, sempre ovunque e comunque
non so, è probabile che mi sbagli, non sono mai stato uno molto pragmatico, testardo sì, pragmatico un po’ meno, ognuno c’ha i suoi difetti
non ce l’ho con nessuno, sia ben chiaro, piuttosto ce l’ho con me stesso
non sono uno di quelli che si nasconde dietro a un dito, ma per necessità di sopravvivenza, m’è capitato di farlo, lo ammetto
non sono molto tollerante, ma tollero quasi tutto
non ho quasi mai fame, ma la fame mi attira, come tutti, dai
non mangio molto, lo ammetto, ma bevo parecchio, spesso in maniera sregolata
non amo i superalcolici, però, se volete farmi contento offritemi una birra, grazie
non ho paura di morire, no, piuttosto ho una fottutissima paura di vivere
non credo di essere un santo, anche se mi chiamo Giuseppe
non credo molto nei santi, ma questo l’ho già detto
non credo nella redenzione, chi rompe paga e i cocci sono i suoi
non saprei bene, ma qualcosa mi dice che dovrò cagare sangue
non penso, sostanzialmente, di essere una testa di cazzo, anche se me lo hanno detto in molti e forse una riflessione a proposito, dovrei anche farla
non penso di essere un rompicoglioni, vedi sopra
non mi piace quando mi insultano gratuitamente
non credo che mi piacerebbe dover pagare qualcuno per venire insultato, però
non so mai scegliere e quando lo faccio quasi sempre sbaglio
non so argomentare i miei buoni argomenti
non so, figuriamoci quelli pessimi
non credo di aver mai convinto nessuno nella mia vita
non so vendere, a comprare non mi ci metto neppure
non so fingere ma lo faccio comunque brillantemente e con discreto successo
non ho mai cose interessanti da dire, sono la disperazione di chi mi sta vicino
non le ho, le cose interessanti, anzi, a ben rifletterci, non ne ho nemmeno di poco interessanti
non parlo mai, insomma
non c’ho nessuno vicino, infatti
non fa una grinza, insomma
non è un vezzo, lo giuro, piuttosto un limite, temo, insormontabile
non rinnego le brutte figure, che l’elenco sarebbe infinito o giù di lì
non ho una gran fiducia nel futuro, ma se mi sforzo ad averla è solo per mia figlia
non guardo mai in faccia alla realtà, onestamente preferisco guardarle il culo, alla realtà
non ho mai creduto a chi per prima cosa guarda il sorriso, gli occhi, le mani e le fossette delle guance
non ci ho mai creduto, perché son sempre io, il primo a dirle, ste stronzate
non credo che esisterà mai una perfetta sintonia tra uomo e donna
non so, ma io li vedo, perfettamente compatibili, ma su due pianeti paralleli e distinti
non so, questioni gravitazionali, immagino
non ci metterei la mano sul fuoco, però, che non sono mai entrato nel cervello di una donna
nel cervello, ho detto
non mi manca il senso dell’ironia, nemmeno nei momenti peggiori, di questo me ne do atto da solo
non sono sarcastico, lo giuro, e nemmeno sardonico, anche perché ignoro l’esatto significato della parola
non riesco ad affidarmi ciecamente alle parole, alla fine dei conti, per me valgono di più le azioni
non credo che questo deponga a mio favore, e non devo certo andare di fronte a un giudice per averne la conferma
non mi sono mai fatto un acido, nemmeno una pasticchetta
non aiutano a creare l’aura da scrittore fascinoso e maledetto, lo so, ma che ci volete fare, sotto sotto sono un ragazzo dai sani principi
non chiedetemi quali, di principi, però, che qui, moralmente parlando, capitemi, tutto è molto soggettivo
non mi è mai piaciuto l’r&b, intendo, quello dei negrazzi coi catenoni e delle bellone seminude che si strusciano e gattonano lascive nei video di mtv, tanto per capirci
non ho mai letto Bevilacqua, Coelho e Moccia, ma non escludo di farlo in tempi brevi
non vorrei mai vedere mia figlia lasciva e gattonante in televisione, ma i desideri di un padre, rispetto a quelli di una figlia, contano come il due di picche con la briscola di fiori
non sono un moralista, e nemmeno un coglione, mia figlia ha un anno e di tempo ne ho, per convincerla
non sono un padre modello, però le voglio davvero bene, anzi, posso tranquillamente dire che la amo spassionatamente
non credo di essere uno scrittore
non basta aver pubblicato un libro per definirsi tale
non vorrei infierire, non sono nulla per farlo, ma mi fanno pena quelli che credono di esserlo, e si definiscono tali, senza averne i titoli
non so e forse mi sbaglio, ma i titoli non sono riconducibili alle pubblicazioni, ma a uno stato dell’animo, a una condizione spirituale e a uno spessore intellettuale che si formano, quando si formano, con gli anni, con il lavoro e con la fatica
non ho dubbi su questo, io sono parecchio lontano
non ho dubbi nemmeno nel dire che ci sono alcuni presunti critici che farebbero meglio a guardarsi meno nello specchio e a scopare di più, le loro pulsioni primarie ne uscirebbero rinfrancate
non ho mai perso tempo con loro, non voglio certo contraddirmi proprio ora
non ho mai compatito nessuno, però si fa sempre in tempo, ecco
non ho mai vinto nulla, nemmeno al gratta e vinci
non ho mai saputo mantenere le promesse, fortuna ne ho fatte poche
non credo d’essere mai stato un modello di perseveranza e di irreprensibilità
non credo che andrà meglio, in futuro
non saprei, ma onestamente io mi sconsiglierei a me stesso, fate un po’ voi
non so amare, nemmeno gli animali, figuriamoci i miei simili
non ho la forza necessaria per affrontare decorosamente questa vita
non penso nemmeno le prossime, ammesso ci siano
non so, credo però che ci sia un difetto di fabbricazione all’origine
non esistono tensioni senza forze contrapposte
non mi piacciono i processi sommari
non ho tempo ma mi piace perder tempo
non mi piace menar il can per l’aia ma lo faccio fin troppo spesso
non voglio perdere, ma sono un perdente
non temo i fallimenti, solo perché li conosco ormai fin troppo bene
non esistono le chat line, basta crederci, anche contro l’evidenza
non esistono abbandoni
non esistono addii
non esistono arrivederci
non esistono, e basta
non esiste il rimorso
non esiste il rimpianto
non esiste il senso di colpa
non esiste la pena
non esiste la disgrazia
non esiste nulla, al di fuori di te
non avere fretta, le cose si sistemeranno
non avere paura, se non si sistemeranno, vorrà dire che doveva andare così
Posted by Giuseppe Braga at 16:05 | Comments (4)
27.05.08
Virginia on my mind
Sigle
di Giuseppe Braga
Ho provato con varie sigle. Che non si creda e che non mi si venga a dire che non abbia provato. Io le mie belle prove le ho fatte. Ma succede solo col TG5. Davvero, lo dico per davvero, veramente. Quando parte la sigla del TG5, lei s’incanta, si ferma di colpo, alt!, anche se sta mangiando, giuro!, incredibile ma vero verissimo per davvero, interrompe ogni qualsivoglia attività nella quale è impegnata e si volta inebetita ipnotizzata con occhi da pesce lesso verso lo schermo, ovunque esso sia.
Sempre creduto, scusate la piccola parentesi forse pedante o forse fuori luogo, sempre creduto che dentro alla tele ci stiano nascosti i più terrificanti messaggi subliminali. Dentro la tele, sì. Proprio lì. Messaggi che mirano ad andare a colpire direttamente le menti più sensibili, più ricettive, più fragili e in-formazione. Bastardi che sono quelli dentro la tele.
Posted by Giuseppe Braga at 14:08 | Comments (0)
21.05.08
Reading alla bolognese
Domenica prossima, 25 maggio, all'Arterìa, vicolo Broglio, 1/E – Bologna, alle ore 21.00, nell’ambito della rassegna letteraria Salotto Post Litteram, organizzata da Arterìa Gruppo Opìfice, reading di Ma tu lo conosci Joyce?. Sarò accompagnato da Ferro Guerra (basso), Lapo Calosi (batteria) ed Ettore Menguzzo (chitarra).
Posted by Giuseppe Braga at 09:01 | Comments (3)
13.05.08
il fascino maledetto dello scrittore (part XLIV)
perdonatelo, che non sa quel che dice
di Giuseppe Braga
brunetta non sa quel che dice. non so voi, ma io oggi ci sto dando dentro tantissimo, appena arrivato, manco la giacca mi son levato, ho acceso il pc, mi son rimboccato le maniche e mi son messo sotto, sto sudando di brutto, sì, son tutto sudato come un cammello sudato che s'è perso nel deserto, già già, neanche un attimo di pausa e son qui dalle otto precise (vi faccio controllare il badge, se non mi credete), fatica fatica fatica solo e soltanto tanta fatica, manco un caffè, manco una sigaretta (non sottilizziamo, io non fumo, ma questo non c’entra), neppure una sbirciatina su internet. sto concentrato sul monitor. brunetta non sa quel che dice. nel dubbio, per una conferma, solo una cosa ho controllato, sapete cosa? prima ho messo in stand by per non perdere nulla di ciò che avevo fatto e poi mi son guardato intorno, già. e lo posso dire con serena pacata onestissima tranquillità. brunetta non sa quel che dice. tutti i colleghi del mio piano (e li ho contati, ci stanno tutti, altro che assenteisti!, tutti ci stanno!) son lì, motivati reattivi concentrati, li ho visti con questi occhi qui, dovete credermi, chini piegati curvi sulle loro scrivanie, tutti a darci dentro come forsennati. brunetta non sa quel che dice, i funzionari pubblici sgobbano come matti folli indemoniati. il brunetta ministro non è credibile. mi spiace per lui ma non sa quel che dice. è molto più credibile, oltre che intonata, la brunetta dei ricchi e poveri, ve lo assicuro io. e adesso scusatemi, vi saluto, che c’ho da finire la mia partita a tetris. alla faccia di brunetta. che ne sa lui delle insidiose difficoltà intrinseche del quinto livello? sto a un passo dal record, per la puttana miseria...
Posted by Giuseppe Braga at 11:03 | Comments (0)
12.05.08
Virginia on my mind
Quando me l'ha fatta addosso
di Giuseppe Braga
La prima volta intendo dire ma è stato bello e puzzolente nemmeno poi così tanto come si potrebbe immaginare che i neonati fin quando bevono solo il latte diciamo quindi intorno fino ai sei mesi la cacca che fanno non è poi così tanto puzzolente. Quella volta per me indimenticabile ero seduto sul divano e me la tenevo stretta tra le braccia appoggiata sulle gambe e mentre la guardavo cercavo di decifrarne le smorfie e soprattutto cercavo di capire chi diavolo fosse e più che altro da un certo momento in poi pensavo a quanto calore emanasse un frugoletto di quelle dimensioni che mi stava quasi racchiuso nei due palmi delle mani ma che da sotto il culo emanava sprigionava molto parecchio incredibilmente elevato calore. Poi ho avuta l’accortezza di controllare cosa fosse quella sensazione stranissima di calda appiccicosa caldissima umidità che mi si stava allargando tra la pancia e le cosce e in quel momento cioè quando l’ho alzata un pochino ecco che in quel momento l’ho capito bene e l’ho sentito ancor meglio. Quei cavolo di pannolini che non tengono un cavolo. Forse le alette, già. Colpa loro. Ero tutto quanto bello smerdato addosso.
Posted by Giuseppe Braga at 14:03 | Comments (0)