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20.11.07

il fascino maledetto dello scrittore (part XLIII)

chi va e chi viene

di Giuseppe Braga

qui è andato via il sole ma in compenso è tornato il mio capo, diciamo, puntualizzando, che mi sto riferendo al mio vecchio, di capo, e che comunque, pur essendo vecchio e superato dal nuovo, continua a essere il mio capo. Forse per nostalgia. Chi lo sa. Oggi vuole che faccia l'ennesima correzione a una tavola che ho già rifatto e modificato una decina di volte e che ormai mi sta uscendo dagli occhi. Non ne posso più. Ma siccome lui resta, pur nostalgicamente, il mio capo, mi metto diligentemente al lavoro. Lui se ne rallegra, esce e si raccomanda. Come se ce ne fosse bisogno.
Guarda che è una Variante che deve andar via il prima possibile.

Mezz’ora appena ed ecco che entrano in ufficio l’architetto F. e il suo collaboratore B.

A che punto sei con le piste ciclabili?
Lo sai che abbiamo l’urgenza.
Direttamente dall’alto.
Le piste ciclabili sono una priorità dell’amministrazione.

In qualche maniera, dopo qualche sudore freddo e tentennamento, prendo tempo, io sono un mago nel prender tempo. Ma di tempo non è che sia riuscito a prenderne molto. Domani ritornano. E io le piste ciclabili non le ho proprio toccate. Loro, sia come sia, sono talmente prioritari che, dopo avermi ridcordato la priorità, se ne vanno di corsa (a piedi) anche loro.

Nemmeno lo spazio di tirare il fiato e arriva lui. L’altro mio capo, quello vero, quello attuale, il mio capo propositivo e ottimistico.

Scusa la domanda, mi fa.
Prego, gli faccio io.
Ma tu adesso cosa stai facendo?
In che senso, scusa.
Voglio dire, per chi stai lavorando?

Non mi lascia il tempo di rispondergli e mi chiede se ho voglia di andare a lavorare nel suo ufficio, che ci sarebbe bisogno. Io lo guardo e glielo dico. Non posso non dirglielo.

C’avrei le piste ciclabili, prioritarie per l’amministrazione e la Variante urgente, prioritaria per Z. Mi spiace, ma non mi posso proprio muovere da qui.
Ma come, ma cosa c’entra Z., ma come, ma cosa c’entrano le piste ciclabili, adesso!

Si blocca. Monta un’espressione quasi offesa. C’è rimasto male. Si vede. A me un po' spiace, ma non ci posso far niente. Io sono un modesto esecutore. Un semplice disegnatore. Uno che prende ordini. Lui ringhia e sbuffa. Ora mi sembra meno ottimistico di prima.

Così non va bene, dice. Così non va bene, non va bene, no che non va bene così. Ripete tra sé, e intanto se ne va.

Che cavolo, è lui il mio capo. C’ha ragione. Come si permettono. Quasi quasi oggi, per solidarietà, nel dubbio, non faccio nulla.

Posted by Giuseppe Braga at 20.11.07 11:14

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