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17.10.07
Quando si dice cantar chiaro
di Giuseppe Braga
Ieri sera, insieme ai ragazzi del gruppo, ci siamo ritrovati in pizzeria. Era da quasi tre mesi che non li vedevo. Li ho trovati bene. Affamati e con le idee chiare. Io mi sono mangiato un trancio (normale, non abbondante) col crudo rucola e grana. Sono riuscito a finirlo. E già questa è una notizia. Due birre medie e un caffè. Al tavolo, rilassati ma consapevoli che i nodi stavano per arrivare al pettine, abbiamo parlato di un sacco di cose, vaghe e inessenziali, persino di politica. Poi ci siamo infilati in saletta e ce le siamo cantate. C’erano da chiarire alcune faccende. Che in realtà quasi subito è diventata una sola.
Ieri, per farla breve, molto – sottolineo e relativizzo molto il molto – in piccolo rispetto ai drammi veri della vita, ho vissuto una serata molto parecchio difficile, imbarazzante, per certi versi piuttosto penosa. Ma siccome non sono nato ieri, siccome non mi ritengo uno stinco di santo, siccome penso di non essere esente da colpe, sia nello specifico che in generale, siccome tante e tante altre cose, ecco, io un po’ me l’aspettavo, di viverla, una serata del genere. Me l’aspettavo e un po’ forse non vedevo proprio l’ora che arrivasse. E infatti avevo già deciso. Ciò non toglie che è stata una serata penosa.
Quando all’improvviso, dopo un tot di anni nei quali credi di essere stato, non dico il perno centrale, ma come minimo uno dei punti fermi della band, scopri che, per una metà abbondante della band stessa, sei tutto l’opposto, dico, scopri tutto l’opposto in una botta sola, il minimo che ti possa prendere è una gran botta allo stomaco. A me poi, mentre tornavo a casa, m’è venuta anche un po’ di malinconia, ma questo rientra nella mia natura molto parecchio malinconica, sapete come siamo fatti, noi, fascinosi scrittori maledetti.
Non sei centrato per il progetto.
No, non prenderla così. Non è un aut-aut. Ma noi pensiamo che tu sei tagliato più per altre cose.
Non ti piacerebbe fare altre cose? Ad esempio cambiare genere? Noi potremmo pensare di tenere in piedi un progetto parallelo. È un peccato che tu te ne vada, dai. Ma perché te ne vuoi andare?
C’è pure da dire che non sei mai stato presente come avresti dovuto alle prove.
Hai preso il gruppo quasi come fosse un hobby. Il gruppo non è un hobby!
Noi la viviamo in maniera viscerale. Noi ci abbiamo perso le notti. Noi ci crediamo nel progetto.
Ci abbiamo speso dei bei soldi in strumentazione.
Tu non ti sei comprato nemmeno il leggio.
Non hai mai imparato a memoria i pezzi.
Facevi fatica a cantare i Coldplay, ammettilo. Non dire che non te ne sei mai accorto.
Ah, non te ne sei mai accorto?
Abbiamo ricevuto critiche al riguardo. Il punto debole eri tu.
Forse abbiamo sbagliato a non dirtelo subito, ecco.
Però io, già due anni e mezzo fa, l’avevo capito. Tu coi Coldplay non c’entravi un cazzo.
Forse ho sbagliato, ecco forse ho aspettato un po’ troppo a dirtelo.
Poi è arrivato L., tu eri ammalato, noi avevamo due date e non potevamo farcele scappare.
L. è stata la manna dal cielo.
E poi abbiamo visto che con lui va molto meglio. Non è mica una colpa di nessuno, questa.
Quindi il progetto Coldplay, dal mio punto di vista, può proseguire solo con lui.
Anche dal mio. Lui mi da tanti stimoli nuovi.
Con L. vedo grandi prospettive.
L. ha grosse potenzialità vocali.
Oh, intendiamoci, non è un obbligo proseguirlo, eh!, il progetto Coldplay, si capisce.
Che se tu ci dici che vuoi restare… ecco, potremmo provare a fare altre cose.
Tu canti meglio gli U2, dai che lo sai anche tu.
Certo che con tutti i soldi che abbiamo speso per la strumentazione, per fare le basi perfette, per ricreare i suoni originali, sarebbe un peccato mortale abbandonare il progetto Coldplay.
Dai, non prenderla così. Noi stiamo parlando di progetto, non di gruppo, parliamo di due cose diverse, tu resti uno di noi. Il gruppo va oltre a queste cose. Anzi, per noi è quasi uno shock sapere che ti vuoi prendere una pausa di riflessione. Ma come mai, scusa?
Eh, già. Ci mancherai tanto.
Già mi manchi, a me.
Però, tornando a noi, sai che c’è?
C’è che tu li interpreti troppo i pezzi, noi abbiamo bisogno di uno che li canti in maniera più precisa e più simile all’originale.
L. è più affidabile. Non ha mai mancato a una prova. È volenteroso, studia canto. È molto più preciso e quadrato di te. Non sbaglia gli accenti. Si applica. Cerca di migliorarsi sempre, tu ti eri un po’ seduto, sembravi appagato. Non andava più bene. Ci stavano venendo a mancare gli stimoli. Ma un po’ le sai anche tu, ‘ste cose, è vero?
È la dura condanna di chi decide di essere una cover band.
Essere fedeli agli originali. A costo di perderci le notti e di sputare sangue.
Hai troppi impegni, poi.
Non ce la faresti a starci dietro. Una prova a settimana non è sufficiente. È vero che lo sai?
Adesso poi abbiamo un’agente. Le abbiamo chiesto bei soldini. Dobbiamo alzare il tiro. Aumentare il livello. Puntare in alto.
È una sfida con noi stessi.
Va bene la passione, va bene l’amicizia, ma adesso noi dobbiamo fare il salto di qualità.
A noi ci aspetta il semiprofessionismo.
Adios amigos, buona musica a tutti voi.
Posted by Giuseppe Braga at 17.10.07 09:40
Comments
Bè devo dire che questa pièce mi ha dato l'impressione che sotto sotto e in un certo senso sia forse più disincantata di altre. E voglio aggiungere che se in un recentissimo passato sono stato anche un pò critico, l'ho fatto in senso costruttivo. Sono solo un curioso lettore,che si sforza di essere un qualsiasi distaccato, osservatore.
Una tua risposta/opinione è cosa molto gradita.
Ciao.
Posted by: giuseras at 17.10.07 11:14
NON SO PERCHE' SU QUESTA SEZIONE DEL BLOG NON APPAIA ALCUNA OPINIONE, PERCIO' LA RIPORTO DI NUOVO QUI. CIAO.
Bè devo dire che questa pièce mi ha dato l'impressione che sotto sotto e in un certo senso sia forse più disincantata di altre. E voglio aggiungere che se in un recentissimo passato sono stato anche un pò critico, l'ho fatto in senso costruttivo. Sono solo un curioso lettore,che si sforza di essere un qualsiasi distaccato, osservatore.
Una tua risposta/opinione è cosa molto gradita.
Ciao.
Posted by: giuseras at 17.10.07 11:26
giuseras, più che disincantata, è vera - nel senso che all'incirca è andata pressoché così. io ci ho aggiunto una venatura ironica, se vuoi, ma la sostanza è quella. mi sono, insomma, limitato ad attingere a ciò che avevo/ho vissuto. e le critiche, ci mancherebbe, fai bene a farle. ciao, a presto.
Posted by: giuse at 18.10.07 09:02
Ti ringrazio per l'intesa e... sono quasi tentato di scrivere un racconto (quanto breve non so) occultamente dedicato, m' è venuto in mente ieri, stando a casa si è più creativi. Per ora ce l'ho in testa: m'è venuto pensando sulla falsariga
-bene elaborata- di quelle poche note che t'avevo anticipato prima delle vacanze (sai... Cesare Draghetti... non sò se ti ricordi...); quando e se deciderò di scriverlo, ti mando, se vuoi, l'incipit. Il titolo, pensato ieri e che potrei dirti subito,ma che potrebbe anche cambiare (su tuo consiglio) è: "DELITTO D'AUTORE". Non so se mi spiego, è intrigante...
Ciao, aspetto tua risposta. Adesso, però, vado a leggermi "Poet'Astri" (2). Ciao.
Posted by: giuseras at 18.10.07 17:24
Giuse, è il caso di dire che te le hanno suonate proprio chiare, e bene!
Ciao
Matteo
Posted by: matteo at 19.10.07 15:26
L'altra sera ho sognato che suonavo col mio ex gruppo e ad un certo punto spaccavo il basso dentro l'amplificatore e gridavo:"M'avete rotto i coglioni con 'ste sigarette!! se volete fumare andate fuori!come cazzo vi viene in mente di fumare in una stanza 5X4 senza finestre??" e me ne andavo sbattendo la porta
non bisogna fermarsi a fare sempre le stesse cose; arriva un momento in cui bisogna accettare la trasformazione e lasciare le strade già battute.altrimenti è tutto autocompiacimento.
Posted by: My_name_is_Mud at 23.10.07 22:14
Mud, la tua infinita saggezza mi disorienta.
p.s. vuoi una sigaretta?
Posted by: giuse at 24.10.07 09:39
ECCO QUI IL RIMANDO DALL'ULTIMO MIO POST IN "IL FASCINO MALEDETTO DELLO SCRITTORE".
Certo che Mud è forte - come direbbe Celentano.
E non solo per la trovata riguardo il suo nickname: "MY_NAME_IS_MUD", che trovo singolare e veramente divertente; ma,pure, per quello che dice nel suo post. Che condivido in pieno. In tutti i campi: "continuare a ripetersi è, a un certo punto,solo compiacimento". Per questo per un pò mi asterrò dall'intervenire nel blog. Dove col rischio forse di intasarlo, volevo essere timidamente una voce fuori dal coro. Perchè come si dice nel film "Adieu,l'ami" di Herman, con C.Bronson e A.Delon visto ieri sera tardi, "gli amici e i nemici sono la stessa cosa: una torcia può dare luce, ma in un ambiente chiuso il suo fumo può asfissiarti". E visto che il tema di "quando si dice cantar chiaro" era la musica chiuderò così, con questo puzzle di frasi emulativo di R.Zimermann.
"Mi assenterò da questo blue blog (melanconico luogo)dove ho tentato scioccamente di non compiacere e se un giorno ci vedremo per strade o su un treno diretto verso ovest e sarò famoso, la risposta è facile: potremmo far finta di non esserci mai incontrati.(B.Dylan)
Posted by: giuseras at 28.10.07 14:31
grande giuseras!
p.s. non ci abbandonare, però...
Posted by: giuse at 28.10.07 19:04
Graie per il complimento e ok, non abbandono(dopotutto, non è ancora scacco matto) e potrei voler finire così questo post, anche se...
"don't think twice it's alright"
(ma non credere che vada bene così - B. Dylan)
Ciao.
Posted by: giuseras at 29.10.07 18:08