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26.10.07

Largo ai giovani

[questo racconto, scritto qualche anno fa, lo inivai a un concorso indetto dall'ATM (Azienda Trasporti Milanesi), e ancora son qui a chiedermi il perché non fu selezionato... mah, valla a capire, la gente]

di Giuseppe Braga

Io non provo nessun sentimento ostile nei confronti degli anziani. Quando stanno al loro posto nessuno dice niente, io per primo.

Ho sedici anni, frequento la terza ragioneria e vivo a Milano. Preferisco non dirvi come mi chiamo, sapete, i miei nonni sono ancora vivi, tutti e quattro, e sotto le feste mi tornano utili. Anche quei lontani prozii di Vercelli, adesso che ci penso.

Di anziani (cercherò di chiamarli così, mi hanno insegnato che i vecchi meritano rispetto) a Milano ce ne sono una cifra. Li vedi dappertutto, ma in particolare sui mezzi pubblici. E qui sta la fregatura. Perché, fin quando i miei non mi comprano il motorino - forse m’arriva per Natale -, anch’io devo prenderli, i mezzi pubblici.

Che poi, tram e autobus (anche la filovia, s’è per questo) li preferisco decisamente alla metropolitana, su questo non ho dubbi. Sarà per via della superficie, suppongo. La metropolitana corre sottoterra, viaggia sotto case, strade, semafori, negozi, incroci e mercati rionali. E laggiù il buio è totale, le stazioni fredde e le scale per risalire, troppo lunghe e ripide (anche per il sottoscritto, figurarsi per un ottantenne). Quelle mobili poi, non funzionano mai. Dai finestrini del metrò non vedi niente e la gente non si guarda, legge il giornale o fissa il pavimento.

Dunque, autobus!

E quando sei seduto, tranquillo e rilassato col tuo giornaletto o stai semplicemente guardando fuori (sull’autobus puoi guardare fuori quanto vuoi), eccoli lì che arrivano. Ti si piazzano a pochi centimetri di distanza e sospirano, cioè tu non li vedi se non alzi la testa, ma li senti sospirare. Un lamento continuo. Che poi hanno, fateci caso, soprattutto le donne, sempre delle borse esagerate. Più grosse di loro, per la miseria! Borsoni, sacchi della spesa, non so che. Ma per forza l’autobus devono prendere per andare a fare le compere?

Ma io lo so. Sostanzialmente giocano a farti sentire in colpa.
Sei seduto, sei giovane, ti devi alzare.
Sono vecchio, sono in piedi, mi devo sedere.

A ogni ora del giorno loro sono lì. In piedi. Alle fermate, pronti a salire. Per sedersi. Andranno a trovare qualcuno all’ospedale o magari al cimitero.
Chi lo sa, forse salgono solo per rompere.

Beh, ora vado, che se no rimango in piedi anche oggi.
E speriamo che a Natale i miei vecchi me lo regalino, ‘sto cavolo di motorino.

Posted by Giuseppe Braga at 26.10.07 13:48

Comments

Forse perchè non è nulla di ché?

Posted by: matteo at 26.10.07 17:17

la mia effettivamente era una domanda retorica...

Posted by: giuse at 27.10.07 10:02

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