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16.10.07
il fascino maledetto dello scrittore (part XXXVII)
smagrito
di Giuseppe Braga
sono nel laboratorio eliografico, ho una tavola in mano e sto parlando con s., titolare dell’ufficio. poco distante, diciamo a non più di tre metri, due consulenti esterni, ormai da considerarsi interni, nel senso che lavorano qui dentro più o meno da quanto ci sto io, che consultano alcune tavole del piano regolatore.
di punto in bianco, una dei due, la intravedo appena, interrompe la sua occupazione, alza gli occhi su di me, comincia a squadrarmi. io faccio finta di nulla, ma me li sento, i suoi occhi addosso. e la cosa mi infastidisce un po’. manco il tempo di dirle qualcosa, che è lei che s’intromette. strabuzza le pupille, mi punta l’indice contro e fa, preoccupata, quasi urlando, oggettivamente isterica, quasi avesse visto un cazzo di fantasma.
“ma come sei dimagritooo! oddiooo!!! e come sei pallidooo! oh madonna! ma stai beneee? cosa t’è successooo?”
ho mollato la tavola nelle mani dell’imbarazzato s., l’ho fulminata con lo sguardo, ho girato i tacchi e me ne sono andato.
va bene tutto, ma era la decima persona, quel giorno che.
Posted by Giuseppe Braga at 16.10.07 07:50
Comments
Giuse, ci sono passato anche io. Dopo una lunga convalescenza era orribile sentirselo continuamente ripetere e, ogni volta, andare allo specchio a controllarsi.
Poi, però, pian piano passa e tutto si sistema.
Ciao
Matteo
Posted by: matteo at 16.10.07 08:33
Già. Lo so. Ci vuole tempo e pazienza. Hai ragione Matteo. Ma soprattutto ci vorrebbe l'appettito, per metter su qualche chiletto, e quello invece scarseggia...
Posted by: giuse at 16.10.07 12:59