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25.09.07

la cura

(parte seconda)


di Giuseppe Braga

La farmacista mi aveva visto arrivare di nuovo con un’altra ricetta e aveva fatto una faccia sorpresa. Ah, addirittura le punture… già, mi hanno prescritto queste. Le queste in questione si sono ben presto rivelate delle bombe micidiali. La vicina di casa si era prestata a farmi le iniezioni ed era arrivata subito. Pareva contenta di dare il suo contributo alla risoluzione del problema che ormai stava coinvolgendo, di voce in voce, tutta la via. Ognuno diceva la propria. Che vi risparmio volentieri.

La vicina aveva miscelato il liquido con la polverina, aveva preparato la siringa, io mi ero predisposto per l’operazione, abbassato quanto bastava i pantaloni e zac, avevo sentito nulla, una mano alquanto delicata, devo ammetterlo. Sentito nulla sul momento, ma sentito male per tutto il pomeriggio seguente. Ovvero, la bomba era proprio una super bomba che mi ha steso fino a sera. Non so esattamente cosa ci stava dentro e non ci tengo a saperlo, il principio attivo e le altre menate del genere, so solo che sono stato parecchio male. A letto, incapace di alzarmi, senza un briciolo di forze. La cosa ridicola è che la febbre mica era scesa, la febbre m’era salita fino a trentanove e mezzo. Di notte poi, aveva cominciato a prendermi un fortissimo mal di testa che poi proseguiva anche durante il giorno. Roba bella pesante. Andava e veniva a suo piacimento, un po’ come la febbre, a prescindere dalla cazzo di tachipirina (che proseguivo diligentemente a prendere due, tre volte al dì). Il giorno dopo, la prima domenica di settembre, altra puntura e altro pomeriggio steso a letto con trentanove e mezzo. A quel punto, nuovo cambio di strategia, verso sera, esausto e sfibrato, avevo chiamato il 118.
Solerti, avevano consigliato vivamente di correre al pronto soccorso più vicino, ormai era una settimana che avevo la febbre, quelle punture non si prescrivono così alla leggera, che gliele ha date?, è un azzardo prescriverle così, cosa stavo aspettando?, questo era stato il loro commento.
Al pronto soccorso più vicino, a una ventina di chilometri di curve, dopo un paio d’ore di attesa, ero stato visitato da un dottore piuttosto scrupoloso. Subito m’aveva infilato uno di quei termometri laser nell’orecchio e ne era uscito un buon trentotto e sette. Ero in media. Al che, aveva chiamato l’infermiere e gli aveva chiesto di portarmi un bicchiere con una trentina di gocce di novalgina. Me l’ero bevuto sperando servissero a qualcosa. Non solo: analisi del sangue e radiografia al torace. Non bastasse, una bella flebo, che mi aveva visto un po’ disidratato. Al torace, nonostante i rumorini che aveva sentito la guardia medica e nonostante il radiologo che mi sembrava appena uscito da un aperitivo sui navigli, non avevo nulla. Al contrario, le analisi del sangue avevano evidenziato qualche anomalia. E dicendo qualche, utilizzo un bell’eufemismo. Il dottore era arrivato coi risultati dopo circa un’ora. Io avevo trascorso quell’ora circa, steso su un lettino in una camera vuota, con le pareti scrostate e un certo senso di sporcizia generico. Con la flebo ancora attaccata al braccio. Lui era entrato, s’era seduto sul letto di fianco al mio, molto confidenziale e, scorrendo i responsi, aveva mostrato tutte le sue perplessità. Vede, qui c’è qualcosa che non va. Io avevo cominciato a sudare freddo. In quell’ora steso sul lettino mi avevano preso a circolare in testa strani pensieri, quella cazzo di febbre che non se ne andava stava cominciando a minare le mie già poche certezze. Cazzo avevo preso? Fosse stata un’influenza se ne sarebbe andata. Con tutti quegli antibiotici che m’ero ingurgitato… il dottore, guardando i risultati delle analisi, aveva proseguito. Vede, ci sono alcuni valori molto mossi, altri completamente fuori norma. Sarebbe? Ha le transaminasi letteralmente sballate. Non saprei che dirle. Il triplo di quel che dovrebbero essere. Quindi? Non so proprio cosa dirle, sono decisamente sballate. E perciò? Non riesco a spiegarmelo. Dottore, in poche parole, a cosa potrebbe essere dovuto tutto ciò? Non saprei proprio dirle. Dottore, potrebbe essere un’epatite? Potrebbe, sì.


[segue]

Posted by Giuseppe Braga at 25.09.07 11:13

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