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31.07.07

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

realtà incontestabili
[parte tredici]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera ama il cibo, il sesso, bere la birra ghiacciata e dormire fino a tardi. Al contrario, detesta alzarsi presto la mattina, caricare la lavatrice, fare i mestieri di casa e dovere andare a lavorare tutti i giorni.

Mia cugina Piera sembra una sprovveduta, ma in realtà è una che ha già capito tutto della vita.

Posted by Giuseppe Braga at 14:30 | Comments (4)

30.07.07

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

terzo grado al quadrato
[parte dodici]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera oggi è di cattivo umore. Ha appena sentito per telefono sua madre, sua madre che, come al solito le ha fatto il terzo grado. Sua madre che poi sarebbe mia zia Adele, zia di terzo grado, come livello di parentela, intendo. E pure come livello di rottura di palle.
io: stavolta che ti ha fatto?
mia cugina Piera: il solito. Una testa così. Dice che mi devo accasare, che ormai ho l’età, che se non mi sbrigo resto zitella.
io: e tu?
mia cugina Piera: alla fine non ce l’ho fatta più e le ho detto che mi sono fidanzata.
io: ma che cosa dici, non è vero!
mia cugina Piera: sì, ma perlomeno per le prossime due settimane sto un po’ tranquilla.

Posted by Giuseppe Braga at 09:28 | Comments (0)

26.07.07

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

precisi e circostanziati
[parte undici]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera: vuoi sapere che cosa sogno, io, per il mio futuro?
io: certo, cuginetta mia, non sto nella pelle.
mia cugina Piera: il mio è un sogno semplice semplice semplice, non ti aspettare nulla di che…
io: non mi aspetto nulla, no. Aspetto solo che tu me lo dica.
mia cugina Piera: sei pronto?
io: sono tutt’orecchi, guarda…

mia cugina Piera: mi piacerebbe trovare un uomo affascinante dolce sensibile premuroso bellissimo un vero maschio comprensivo serio ma ironico e spiritoso responsabile affidabile amante della natura e…
io: ah, perché, c’è pure un seguito?
mia cugina Piera: e… e con lui andare a vivere in campagna, magari in un vecchio cascinale in collina, magari in Toscana e…
io: e magari farci un agriturismo, dico bene…?
mia cugina Piera: ma bravo! Ma come fai a saperlo?
io: così, mi sono buttato…
mia cugina Piera: sì, sì farci un bell’agriturismo, poche camere, un piccolo ristorante e poi…
io: e poi?
mia cugina Piera: avere almeno due figli, tre gatti, quattro cani. Se ci scappa anche un cavallo.
io: qualcos’altro?
mia cugina Piera: direi che potrebbe bastare.
io: hai detto niente…

Posted by Giuseppe Braga at 10:53 | Comments (1)

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

sogni
[parte dieci]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera ha un sogno nel cassetto.

Posted by Giuseppe Braga at 10:48 | Comments (0)

24.07.07

il fascino maledetto dello scrittore (part XXXIV)

io la amo, questa città!

di Giuseppe Braga

alla fine, oggi, in ufficio, me ne sono venuto in auto. non c'avevo il sentimento d’infilarmi sotto terra. e allora, niente metrò. a dire la verità ci ho pensato su un po', ma poi al momento, ho girato a sinistra, e via, ho imboccato la strada verso il palazzo. traffico intenso ma scorrevole. invece delle facce abbattute e tristi che avrei incrociato se avessi preso il metrò, automobilisti già belli incazzati e mattinieri che scattavano sulla coda del rosso per guadagnare secondi preziosi. una volta giunto in zona, mi sono totalmente dedicato alla ricerca del parcheggio. un lavoro, di questi tempi.

potrei dire: pensavo peggio. sono riuscito a trovarlo più facilmente, meno male, di quel che pensavo. peggio, appunto. ho girato un po', d’accordo, ma l'ho trovato con discreta agilità, senza strisce del cavolo, una specie di miracolo urbano di mezz’estate. poi ho fatto colazione nel bar self-service dove talvolta vado a mangiare in pausa pranzo e non volevo credere alle mie orecchie. cappuccino e brioche: due euro e quindici (2,15 €)! me lo sono fatto ripetere due volte, ma cazzo, da non crederci... non bastasse, il tipo alla cassa, bel furbetto di merda, mi si perdoni, ha pure cercato di fregarmi trenta centesimi, fingendo di confondere una moneta da cinquanta (che gli avevo dato) con una da venti. tanto, avrà pensato, furto per furto... ora mi chiedo, me lo chiedo sempre, tutte le volte in cui incappo in queste piccole disavventure: li incontro tutti io, ‘sti furbastri, oppure c’ho proprio una faccia da pirla che invoglia sfrenatamente alla truffa? be’, col dubbio che mi solleticava il cervello e col cappuccio che stava scivolando nello stomaco, ho bevuto, ho salutato con una smorfia, sono uscito, ho percorso, occhi bassi e alleggerito di qualche moneta, un buon tocco di via M. G., già immersa nello smog, poi gli occhi li ho alzati e sapete cosa?, il palazzo stava lì. sempre più incombente, sempre più inevitabile, sempre più sporco. e alla fine mi ha inghiottito. senza pietà. anche oggi. che ero venuto in auto.

Posted by Giuseppe Braga at 10:26 | Comments (0)

23.07.07

i miei lettori mi scrivono / 13. Dimitri Tollini

Dimitri ha letto il 'Joyce' e, in tempo reale, mi ha scritto queste due mail che riporto qui sotto.

Ciao, questa è veramente la tua mail? (pag. 65 del tuo romanzo)
Se la risposta è si, vorrei farti complimenti preventivi... sono solo a pag. 97, ma me lo sto "bevendo".
L'ho comprato un po' di tempo fa... e ieri sera mi ha "chiamato" :-)
Intenso, vibrante e fortemente evocativo. Mi assomiglia molto, moltissimo.
Grazie
[19/7/07]

Ciao Giuseppe, ho letto tutto, fino all’ultima riga. Un caleidoscopio ecco cosa mi è sembrato.
Dentro, tra i tuoi frammenti, anche pezzetti della mia vita e gran parte dei miei sogni, colorati e lucidi.
Un caleidoscopio ed un viaggio con una meta precisa e senza un arrivo, ma solo la partenza.
Mi è piaciuto moltissimo.
Io scrivo per la tv ('La prova del cuoco' tra gli altri programmi… a pag 167 mi è preso un colpo) e come tutti sogno il tuo sogno.
Grazie del ringraziamento finale, originale e tenero, che ricambio.
Mi hai fatto stare bene per un giorno e mezzo, mica è poco!
Ciao e spero di ri-leggerti presto.
Con stima, vera.

Dimitri Tollini
[20/7/07]

Posted by Giuseppe Braga at 19:25 | Comments (5)

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

ipocondrie quotidiane
[parte nove]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera è un pelino ipocondriaca.

mia cugina Piera: hai visto, hai visto cosa m’è uscito qui?
io: dove?
mia cugina Piera: qui, qui sul collo, ma non ci vedi?
io: che cosa, questa roba minuscola qua?
mia cugina Piera: ma che dici, è enorme!
io: a me non sembra…
mia cugina Piera: ma tu che ne sai, di medicina, tu! Tu minimizzi sempre, tu!
io: fammi vedere meglio…
Allungo la mano, le sfioro il collo e la roba minuscola mi rimane appiccicata al dito. Lo osservo attentamente. Glielo mostro.
io: guarda che era un pezzetto di pomodoro.
Lei lo guarda e si rasserena di colpo. I lineamenti del viso si distendono come d’incanto. Poi mi fa, candida e fresca come una rosa di campo.
ah, sì. Può essere, può essere, sì. Sai, ieri ho fatto un po’ di passata…

Posted by Giuseppe Braga at 08:10 | Comments (4)

18.07.07

oggi

quarant'anni, tre mesi e sei giorni

virginia e papà.JPG

(senza condizionale...)

Posted by Giuseppe Braga at 08:58 | Comments (6)

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

cultura generale
[parte otto]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera ha un’avversione per tutto ciò che ha a che fare con la sfera cultural intellettuale. Non le do torto a priori, io. Però certe volte…

io: hai visto ieri che ci stava Omar Pamuk alla Milanesiana?
mia cugina Piera: chi, cosa, dove scusa?
io: niente, niente lascia stare…

Posted by Giuseppe Braga at 07:05 | Comments (0)

16.07.07

caldissimi (e inutili) quesiti estivi

era sabato pomeriggio? ero al Carrefour? in quello di Assago? ho visto davvero due cinesi che trasportavano due carrelli della spesa? erano carrelli strapieni di pacchi di birre? Tuborg o Heineken? da sei o da otto? quanti pacchi? saranno stati, complessivamente, una trentina di pacchi? forse quaranta? cosa ci facevano due cinesi un sabato di metà luglio, alle tre del pomeriggio, al Carrefour di Assago? già, e io che cazzo ci facevo lì? ero lì veramente o era un sogno? perché trasportavano tutte quelle birre? dove le stavano portando? avevano così tanta sete? perché non birre cinesi? allora lo sanno anche loro, i cinesi stessi intendo, che le loro birre cinesi fanno schifo? ma non era tutto, lo sapete? ci credete se vi dico che distanziato di qualche metro ci stava un altro cinese? sì? un altro? e che si stava trasportando, giulivo e operoso, su un carrellino? che cosa? una lavatrice? hai visto mai? ma era una lavatrice o una lavastoviglie? quali attinenze hanno le birre con le lavatrici? e con le lavastoviglie? e cazzo c’entrano i due cinesi con le birre? e le lavatrici con i cinesi? volete dunque forse dirmi che i cinesi non fanno tutto a mano, lavatrici – o lavastoviglie – incluse?

secondo me quaranta gradi si sentono eccome se si sentono… e poi dicono che il caldo non da alla testa…

Posted by Giuseppe Braga at 15:35 | Comments (2)

12.07.07

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

uomini
[parte sette]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera è un bocconcino ambito da molti maschi. Nonostante il peso, nonostante il carattere, nonostante sia del segno della Pesci, astrologicamente parlando un segno da prendere con le molle, mia cugina è molto ambita.

Lei finge e dissimula, ma io li vedo, gli occhi degli uomini che le si puntano addosso, quando siamo per strada. Quasi imbarazzante come cosa, questa cosa qui. Lei, la mia cugina Piera, ha un fortissimo ascendente sugli uomini di mezza età. Specificamente per gli uomini che stanno oltre, la mezza (età). Ce ne sta uno in particolare, che da qualche mese le fa spietatamente il filo.

io: così ieri, finalmente s’è dichiarato.
mia cugina Piera: oh, s’è per quello l’aveva già fatto…
io: ah, sì? Mica me l’avevi detto!
mia cugina Piera: non sono tenuta a dirti tutto, io.
io: certo, hai ragione… però adesso dimmi com’è andata, dai!
mia cugina Piera: mi vergogno un po’.
io: e perché?
mia cugina Piera: sai, Alfio è un uomo maturo e molto sensibile, non mi va di ironizzare sui suoi sentimenti.
io: ma se c’ha solo cinquantasei anni, è un ragazzino, dai!
mia cugina Piera: in effetti è giovanile, dici proprio bene. E ha un animo tanto nobile.
io: quindi?
mia cugina Piera: mi ha invitata a cena, ristorante di classe, ci stava anche il violinista solo per noi due, solo pesce, poi riaccompagnandomi a casa, in auto, davanti al portone, me l’ha detto.
io: cosa?
mia cugina Piera: che per lui sono come una dea, che per lui sono come la Venere del Botticelli.
io: uomo d’arte, il signor Alfio, eh?
mia cugina Piera: e smettila, dai… ha un cuore delicatissimo, una classe che tu te la sogni.
io: sì, vabbè, ma poi?
mia cugina Piera: poi ho schivato un suo bacio che stava per arrivarmi dritto in bocca e sono scappata su in casa.
io: e perché?
mia cugina Piera: a me mica piacciono i vecchi.

Posted by Giuseppe Braga at 09:24 | Comments (0)

10.07.07

il fascino maledetto dello scrittore (part XXXIII)

A volte ritornano

di Giuseppe Braga

Finalmente sono arrivato alla fine, finalmente. L’aggiornamento al P.R.G., intendo quello. L’ultimo scoglio ce l’ho qui davanti. Appiccicare i nuovi cartigli, con i codici e le intestazioni aggiornati, alle tavole dei Verdi Privati e a quelle Radar. Una dozzina in tutto. Scendo in laboratorio eliografico e mi faccio dare le tavole. I cartigli ce li ho già sul mio tavolo luminoso. Ma ci sta un problema.

Il mio rotolo di scotch trasparente è quasi finito. Ne ho bisogno di un altro. Altrimenti, ciccia. Cerco nei cassetti, ma come sospettavo, niente. M’affaccio nell’ufficio di fronte e chiedo se per caso… no, ci spiace, non ne abbiamo. Devi chiedere in segreteria, sono loro che adesso tengono il materiale di cancelleria.
Percorro il corridoio speranzoso. Busso ed entro. Chiedo alla segretaria. Lei mi dice sì, certo. È gentile. Ma ho il vago sentore che non abbia inteso completamente il tipo di scotch che mi serve. Apre l’armadio e mi porge un rotolo. Come immaginavo. È scotch, effettivamente è un rotolo di scotch, non ci piove che è scotch, quello che mi sta porgendo è proprio scotch. Ma non è la tipologia precisa di scotch che serve a me. Glielo dico, lei ci rimane un po’ male. Insiste, prendilo comunque, mi fa.
Le dico: a me serve quel particolare tipo di scotch trasparente che poi, una volta applicato sul disegno, dopo averne fatte le copie eliografiche, non si vede.
E perché non si vede?
Perché è trasparente.
Ma anche questo è trasparente, e lo alza mettendolo controluce.
Sì, trasparente è trasparente, ma in realtà è un po’ giallino, vedi?

Alla fine ne conviene anche lei e dopo una breve discussione troviamo un accordo a metà. Lo scotch che voleva rifilarmi è trasparente ma non troppo. Ed è troppo giallino per l’utilizzo che ne devo fare. A denti stretti lo ammette anche lei. Io però assumo un’aria contrita e malinconica, piuttosto depressa. Che ne convenga la segretaria mi importa fino a un certo punto. Io il mio problema di scotch ce l’ho ancora. Lei mi vede un po’ pensieroso e sembra spremersi per trovare una soluzione e per non farmi proprio uscire da lì a mani vuote e senza speranze. Poi ecco che si illumina. Ha avuto un’idea.

Dovresti provare a chiedere a Cozza, mi fa lei.
Cosa, cosa, cosa? Cooozzaaa???
Sì, certo, lui ha ancora del materiale. Lo tiene in uno scatolone non so bene dove.
Ma…
Dovresti provare con lui, sì.

Io sbianco, cioè, io non è che mi veda, ma più che altro lo sento. Sento che mi sto sbiancando, ho anche un forte giramento di testa. Mi appoggio allo stipite della porta, alzo gli occhi al soffitto e sospiro.

Cosa c’è, qualcosa non va?, mi fa quasi preoccupata.
Niente, niente…

Cozza. Ancora lui. Ho già capito, tocca che dovrò andarmelo a comprare da me, sto cavolo di scotch trasparente…

Posted by Giuseppe Braga at 12:30 | Comments (0)

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

apparenze
[parte sei]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera settimana scorsa ha compiuto trentatré anni. ma non li dimostra proprio. ne dimostra almeno, almeno, dico esagerando, trentadue.

Posted by Giuseppe Braga at 09:10 | Comments (0)

09.07.07

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

dio cibo
[parte cinque]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera sta sorseggiando un caffè al banco del bar. mentre gira col cucchiaino, butta l’occhio sulla vetrinetta delle brioche e ha un irrefrenabile attacco di nostalgia.

ah, la costiera amalfitana…
come hai detto?
ah, la pastiera napoletana…
ecco, volevo ben dire…

Posted by Giuseppe Braga at 07:13 | Comments (0)

05.07.07

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

domande esistenziali
[parte quattro]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera: lasciamo stare, va…
io: mi sembra di capire che ieri sera non sia andata esattamente come speravi.
mia cugina Piera: la cena, a dire il vero, è andata benissimo.
io: cosa gli hai cucinato?

mia cugina Piera: bruschette al pomodoro come antipasto, paccheri cozze e patate, gamberetti saltati in padella col rhum, verdure grigliate e fragole con panna.
io: però!
mia cugina Piera: ripeto, la cena gli è piaciuta. Ha fatto pure il bis, lo stronzo.
io: ma dai!
mia cugina Piera: ci siamo persin baciati, dopo, a lume di candela, sul divano…
io: caspita che romantici!
mia cugina Piera: mi ha persin detto che gli piacevo tanto tanto, ma tanto assai.
io: giura! E lui com’era?
mia cugina Piera: un tipo. Forse non bello ma senz’altro affascinante.
io: al dunque?
mia cugina Piera: non se ne parla proprio. Fidanzato da sei anni e mezzo, convive da quattro.
io: che stronzo! Però gli piacevi tanto assai…
mia cugina Piera: ti sei mai chiesto perché tutti mi vogliono e nessuno mi piglia?
io: effettivamente no…
mia cugina Piera: cretino che sei…

Posted by Giuseppe Braga at 06:01 | Comments (0)

04.07.07

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

allarme rosso
[parte tre]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera mi telefona allarmata. I casi sono due, o ha saltato il pranzo o sta per vedersi con un uomo.

C’ho da chiederti una cosa.
Dimmi.
A te, cos’è che piace mangiare?

Boh, dipende… perché me lo stai chiedendo?
Te l’ha mai detto nessuno che a una domanda non si risponde con un’altra domanda?
Intendi dire quello che hai appena fatto anche tu…?
Senti, lasciamo stare questi giochetti retorici, per favore.
D’accordo…
Ecco, bravo.
Ti rifaccio la domanda, c’è qualcosa che ti fa impazzire, a tavola?
Vuoi cucinare per me? Carina che sei...
No, scusa, hai proprio frainteso.

Ecco, si trattava della terza variante, riassuntiva delle due precedenti: mia cugina Piera sta per invitare un uomo a cena.

Posted by Giuseppe Braga at 08:57 | Comments (0)

03.07.07

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

oroscopi
[parte due]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera legge sempre gli oroscopi. Da quando me l’ha detto, mi ha attaccato la mania anche a me. Il problema è che mi ci faccio condizionare, poi, da ‘ste cose qui, io.

Oggi andiamo bene, mi fa.
In che senso, scusa?
Nel senso che Mercurio e Marte regalano energia e intuito. Su tutti i fronti. Sia nel lavoro che negli affetti.
Molto bene, posso andare tranquillo, allora.
Veramente mi riferivo al mio, di oroscopo.

Dopo un paio di secondi d’indecisione, non resisto e glielo chiedo.

E il mio, cosa dice il mio?

Lei mi fa una smorfia mica tanto bella, anzi, proprio brutta la smorfia che mi fa mia cugina Piera.

Allora?
Oggi c’hai grossi problemi con la Luna, sì.
Ovvero?
Spendi troppo e sei nervoso.
Ma dai! Ma se sono calmissimo, io! E poi... e poi non c’ho una lira, non c’ho!
Sei pure malinconico, polemico e manchi grossolanamente d’intuito.
Ma va là…
Non ho finito, ci sarebbe anche un’ultima cosa.
Sentiamola...
Evita le imprudenze e pensa alla salute, che è meglio…

Ma chi cazzo li ha mai inventati gli oroscopi?

Posted by Giuseppe Braga at 13:01 | Comments (0)

il fascino maledetto dello scrittore (part XXXII)

sempre i migliori che…

di Giuseppe Braga

all’ora di pranzo, ieri. sto rientrando nel Palazzo col mio sacchetto di plastica (contenente un panino con la cotoletta, una bottiglietta d’acqua e un dolcino – capitemi, per tirarmi un po’ su), sono nell’atrio ascensori e sento un gran vociare provenire dal basso, dalla sala gialla, quella preposta alle grandi occasioni, commissioni edilizie incluse, e allora m’affaccio

e guardo e vedo un fottio di gente, un brulicare che sembravano formiche, un insieme di voci che altro che i cori bulgari, almeno mezzo Palazzo era lì, sembrava di stare in una di quelle notti magiche e grazie al cielo mai vissute, una di quelle notti che solitamente vedo al tg3 regione, una di quelle notti alle colonne di San Lorenzo, sembrava d’essere precipitati nella pazza loca movida milanese, sembrava, ed erano solo le tredici e trenta di un qualsiasi lunedì di inizio luglio, era, gente con bicchieri e piatti e tramezzini e tartine in mano, gente che faceva andare le ganasce allegramente, ma che era successo?, mi son chiesto e poi mi son risposto, semplice, era semplice, era che G****, l’anziano commesso del Palazzo, un personaggio noto, simpatico e popolare, uno di quelli sempre col sorriso e con la battuta pronta, a suo modo una rarità, l’unico tra i commessi che girava ancora indossando la divisa (a seconda delle stagioni, grigia o blu), se ne stava andando in pensione, ecco il perché di tutto quell’affollamento, era la sua festa, era, una grande, grandissima festa, direi, già, già, una vita passata a far su e giù per ascensori, ventiquattro piani esclusi gli interrati, su e giù a consegnar pratiche e plichi e faldoni e buste e pacchi e pacchetti, una vita trascorsa a percorrere in lungo e in largo i corridoi, a bussare alle porte degli uffici, a chiedere permesso, una vita di buongiorno e buonasera, come andiamo oggi, be’, altro che, se la meritava eccome, una festa così…

Posted by Giuseppe Braga at 07:52 | Comments (0)

01.07.07

le imperdibili avventure di mia cugina Piera

obiettivo di peso
[parte uno]

di Giuseppe Braga

mia cugina Piera è convinta d’esser grassa. Hai voglia a dirle che non è vero, che il suo rapporto altezza/peso è perfettamente nella norma, che la sua massa corporea è in linea con le tabelle e le statistiche pubblicate su ogni rivista, di settore e non. Lei si vede grassa. I fianchi, mi dice. E io le guardo i fianchi e le dico, no, i fianchi vanno benissimo così come sono, fidati. Allora lei mi fa, le gambe, guarda che gambe ciccione che mi sono venute. S’alza un po’ la gonna e si strizza le cosce. E io gliele guardo, le cosce. E le trovo ben fatte, molto ben fatte, già. Certo, ovvio, un po’ di cellulite ci sta, mica nego l’evidenza, io, nemmeno se mi trovo di fronte a mia cugina. Però, sai che c’è, s’armonizza col resto. Glielo dico, certo che sì. Lei fa spallucce e sentenzia, come se non avesse sentito. Ma va là, là, quello che mi dici tu non conta! E perché?, le chiedo con sincero stupore. Be’, facile, tu non sei obiettivo.

Che forse ha ragione lei. Che per me, mia cugina Piera è una bellissima ragazza. E le bellissime ragazze non dovrebbero curarsi del loro peso. Sia che sia troppo o troppo poco. Il peso è una congettura molto pesante che ci appesantisce soprattutto il cervello. Gli obiettivi di peso, nella vita, dovrebbero essere altri.

Posted by Giuseppe Braga at 18:38 | Comments (1)