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24.07.07
il fascino maledetto dello scrittore (part XXXIV)
io la amo, questa città!
di Giuseppe Braga
alla fine, oggi, in ufficio, me ne sono venuto in auto. non c'avevo il sentimento d’infilarmi sotto terra. e allora, niente metrò. a dire la verità ci ho pensato su un po', ma poi al momento, ho girato a sinistra, e via, ho imboccato la strada verso il palazzo. traffico intenso ma scorrevole. invece delle facce abbattute e tristi che avrei incrociato se avessi preso il metrò, automobilisti già belli incazzati e mattinieri che scattavano sulla coda del rosso per guadagnare secondi preziosi. una volta giunto in zona, mi sono totalmente dedicato alla ricerca del parcheggio. un lavoro, di questi tempi.
potrei dire: pensavo peggio. sono riuscito a trovarlo più facilmente, meno male, di quel che pensavo. peggio, appunto. ho girato un po', d’accordo, ma l'ho trovato con discreta agilità, senza strisce del cavolo, una specie di miracolo urbano di mezz’estate. poi ho fatto colazione nel bar self-service dove talvolta vado a mangiare in pausa pranzo e non volevo credere alle mie orecchie. cappuccino e brioche: due euro e quindici (2,15 €)! me lo sono fatto ripetere due volte, ma cazzo, da non crederci... non bastasse, il tipo alla cassa, bel furbetto di merda, mi si perdoni, ha pure cercato di fregarmi trenta centesimi, fingendo di confondere una moneta da cinquanta (che gli avevo dato) con una da venti. tanto, avrà pensato, furto per furto... ora mi chiedo, me lo chiedo sempre, tutte le volte in cui incappo in queste piccole disavventure: li incontro tutti io, ‘sti furbastri, oppure c’ho proprio una faccia da pirla che invoglia sfrenatamente alla truffa? be’, col dubbio che mi solleticava il cervello e col cappuccio che stava scivolando nello stomaco, ho bevuto, ho salutato con una smorfia, sono uscito, ho percorso, occhi bassi e alleggerito di qualche moneta, un buon tocco di via M. G., già immersa nello smog, poi gli occhi li ho alzati e sapete cosa?, il palazzo stava lì. sempre più incombente, sempre più inevitabile, sempre più sporco. e alla fine mi ha inghiottito. senza pietà. anche oggi. che ero venuto in auto.
Posted by Giuseppe Braga at 24.07.07 10:26