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10.07.07

il fascino maledetto dello scrittore (part XXXIII)

A volte ritornano

di Giuseppe Braga

Finalmente sono arrivato alla fine, finalmente. L’aggiornamento al P.R.G., intendo quello. L’ultimo scoglio ce l’ho qui davanti. Appiccicare i nuovi cartigli, con i codici e le intestazioni aggiornati, alle tavole dei Verdi Privati e a quelle Radar. Una dozzina in tutto. Scendo in laboratorio eliografico e mi faccio dare le tavole. I cartigli ce li ho già sul mio tavolo luminoso. Ma ci sta un problema.

Il mio rotolo di scotch trasparente è quasi finito. Ne ho bisogno di un altro. Altrimenti, ciccia. Cerco nei cassetti, ma come sospettavo, niente. M’affaccio nell’ufficio di fronte e chiedo se per caso… no, ci spiace, non ne abbiamo. Devi chiedere in segreteria, sono loro che adesso tengono il materiale di cancelleria.
Percorro il corridoio speranzoso. Busso ed entro. Chiedo alla segretaria. Lei mi dice sì, certo. È gentile. Ma ho il vago sentore che non abbia inteso completamente il tipo di scotch che mi serve. Apre l’armadio e mi porge un rotolo. Come immaginavo. È scotch, effettivamente è un rotolo di scotch, non ci piove che è scotch, quello che mi sta porgendo è proprio scotch. Ma non è la tipologia precisa di scotch che serve a me. Glielo dico, lei ci rimane un po’ male. Insiste, prendilo comunque, mi fa.
Le dico: a me serve quel particolare tipo di scotch trasparente che poi, una volta applicato sul disegno, dopo averne fatte le copie eliografiche, non si vede.
E perché non si vede?
Perché è trasparente.
Ma anche questo è trasparente, e lo alza mettendolo controluce.
Sì, trasparente è trasparente, ma in realtà è un po’ giallino, vedi?

Alla fine ne conviene anche lei e dopo una breve discussione troviamo un accordo a metà. Lo scotch che voleva rifilarmi è trasparente ma non troppo. Ed è troppo giallino per l’utilizzo che ne devo fare. A denti stretti lo ammette anche lei. Io però assumo un’aria contrita e malinconica, piuttosto depressa. Che ne convenga la segretaria mi importa fino a un certo punto. Io il mio problema di scotch ce l’ho ancora. Lei mi vede un po’ pensieroso e sembra spremersi per trovare una soluzione e per non farmi proprio uscire da lì a mani vuote e senza speranze. Poi ecco che si illumina. Ha avuto un’idea.

Dovresti provare a chiedere a Cozza, mi fa lei.
Cosa, cosa, cosa? Cooozzaaa???
Sì, certo, lui ha ancora del materiale. Lo tiene in uno scatolone non so bene dove.
Ma…
Dovresti provare con lui, sì.

Io sbianco, cioè, io non è che mi veda, ma più che altro lo sento. Sento che mi sto sbiancando, ho anche un forte giramento di testa. Mi appoggio allo stipite della porta, alzo gli occhi al soffitto e sospiro.

Cosa c’è, qualcosa non va?, mi fa quasi preoccupata.
Niente, niente…

Cozza. Ancora lui. Ho già capito, tocca che dovrò andarmelo a comprare da me, sto cavolo di scotch trasparente…

Posted by Giuseppe Braga at 10.07.07 12:30

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