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03.07.07

il fascino maledetto dello scrittore (part XXXII)

sempre i migliori che…

di Giuseppe Braga

all’ora di pranzo, ieri. sto rientrando nel Palazzo col mio sacchetto di plastica (contenente un panino con la cotoletta, una bottiglietta d’acqua e un dolcino – capitemi, per tirarmi un po’ su), sono nell’atrio ascensori e sento un gran vociare provenire dal basso, dalla sala gialla, quella preposta alle grandi occasioni, commissioni edilizie incluse, e allora m’affaccio

e guardo e vedo un fottio di gente, un brulicare che sembravano formiche, un insieme di voci che altro che i cori bulgari, almeno mezzo Palazzo era lì, sembrava di stare in una di quelle notti magiche e grazie al cielo mai vissute, una di quelle notti che solitamente vedo al tg3 regione, una di quelle notti alle colonne di San Lorenzo, sembrava d’essere precipitati nella pazza loca movida milanese, sembrava, ed erano solo le tredici e trenta di un qualsiasi lunedì di inizio luglio, era, gente con bicchieri e piatti e tramezzini e tartine in mano, gente che faceva andare le ganasce allegramente, ma che era successo?, mi son chiesto e poi mi son risposto, semplice, era semplice, era che G****, l’anziano commesso del Palazzo, un personaggio noto, simpatico e popolare, uno di quelli sempre col sorriso e con la battuta pronta, a suo modo una rarità, l’unico tra i commessi che girava ancora indossando la divisa (a seconda delle stagioni, grigia o blu), se ne stava andando in pensione, ecco il perché di tutto quell’affollamento, era la sua festa, era, una grande, grandissima festa, direi, già, già, una vita passata a far su e giù per ascensori, ventiquattro piani esclusi gli interrati, su e giù a consegnar pratiche e plichi e faldoni e buste e pacchi e pacchetti, una vita trascorsa a percorrere in lungo e in largo i corridoi, a bussare alle porte degli uffici, a chiedere permesso, una vita di buongiorno e buonasera, come andiamo oggi, be’, altro che, se la meritava eccome, una festa così…

Posted by Giuseppe Braga at 03.07.07 07:52

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