« segnalazione | Main | segnalazione da manuale »

26.06.07

il fascino maledetto dello scrittore (part XXX)

presenze

di Giuseppe Braga

fate conto che sia un incubo, oppure un’allucinazione dovuta al caldo torrido e pazzesco al quale siamo sottoposti in questi bollenti giorni, fate conto che sia una roba del genere, tanto non lo state vivendo voi, giusto?, fate conto sia così e sentite questa…

sono con un tizio alto, il mio capo, che io so, non so come ma lo so, non essere il mio capo, un tizio che si è fatto passare per anni per mio capo, ma che io l’ho scoperta troppo tardi ‘sta cosa qui, un bel tipo che si chiama Z*, che fa il capo, a prescindere, alto, elegantissimo nonostante i trentacinque gradi, magro, asciutto e con un filo di barba, dalle movenze dinoccolate, col pennino stilografico che gli spunta dal taschino della camicia, un po' snob, quasi dandy, roba che Oscar Wilde ci andrebbe matto per uno così, be’, sono in corridoio con questo bellissimo tizio alto che mi blocca, poco elegantemente, ostruendomi il passaggio e che mi fa, il tizio alto, col tono di voce che hanno tutti i capi, perentorio e sogghignante: finisci l'aggiornamento, forza, scusa, ma che ci fai in giro per il corridoio, dai, su, che ti manca ancora una variante, solo una, dai che è l’ultima, forza, che ci fai in giro a bighellonare? Non dirmi che hai altre cose da fare che tanto io… forza, finisci l’aggiornamento, dai… che se non ci riesci, entro oggi, diciamo entro mezz’ora, puoi sempre fare gli straordinari!

Io in realtà, sempre in questo sogno allucinante dovuto al gran caldo che ovviamente non ha nulla a che fare con la realistica reale realtà, io mi trovo in corridoio non per diletto, ma perché sto seguendo le orme di un collega esperto e stagionato che somiglia a un orco affamato, che guarda tutti con occhi famelici, occhi da acquolina in bocca. L’orco è un orrido essere a tre teste e sette mani, è un ottimo disegnatore anche per quello, già, instancabile lavoratore, pelato ma non per colpa sua, e un po' sudaticcio, con lunghissimi peli del naso che gli fuoriescono dalle narici (ah, a guardarlo bene, di narici ne ha quattro), un orco lavoratore che tra poco andrà in pensione, ma che fino all'ultimo ha fermissima e ben chiara l’intenzione di rompere i coglioni a più colleghi possibile… l’orco pretende che gli faccia una serie di disegni, una cinquantina, e che glieli faccia entro mezz’ora, altrimenti promette di farmi a pezzi a mani ignude (ne ha sette, farebbe molto in fretta, gli credo sulla parola) e di sbranarmi (entro mezz’ora).

Poi mi distraggo un attimo, provo a svincolarmi e mi dirigo verso il bagno. Ma il bagno è chiuso, sbarrato con lo scotch, incredibile!, pare sia intasato, si sussurra (voci di corridoio). E soprattutto me lo suggerisce una vocina interna al mio orecchio sinistro, esso sì, il mio orecchio intendo, intasato di cerume. Dimentico rapidamente il bagno intasato, mi distraggo ancora e non so come, ma mi ritrovo seduto alla mia postazione, * piano, stanza 1**, spalle alla vetrata bollente e battuta dal sole cocente (ottimo conduttore di calore, il vetro), sudante, grondante e gemente, sono lì, seduto spalle al vetro, col mio capo, quello vero, quello garantito e unico, il capo entusiasta e propositivo, sono lì col mio capo e coi suoi colleghi pazzi (le sue fidate guardie del corpo, una mezza dozzina di guardie del corpo scelte, agghindate da guerrieri ninja) che gli dan manforte e che mi parlano tutti insieme, a dirla tutta mi stanno urlando nell’orecchio, il destro, quello libero dal cerume, me lo stanno urlando e intimando e minacciando, con le lame dei ferri sguainate e taglienti, poggiate sulla mia gola: vogliono un avvio del procedimento, sì, una pratica, una specie di pre-variante, insomma un cazzo di disegno che devo fare subito, immediatamente!, in barba all’orco orrido, quadrinariciuto e peloso, ma non è solo questo, loro questo disegno lo vogliono enorme, grossissimo, un super quadrante di Milano, un formato extra large, assurdamente enorme e sproporzionato, una scala impropria, un lenzuolo che non uscirà mai da nessun plotter esistente, questi qui lo vogliono subito!, perlomeno entro mezz’ora, ecco, perché si tratta di un’urgenza urgentemente urgente che urge portare all’assessore, una roba in scala 1:1, un pezzo di città a grandezza naturale, oddio, nel quale, per sfuggire a quei ninja del cazzo, sapete cosa, mi ci infilo dentro anch’io e… oplà, eccomi trapassato nel mondo reale, quello bidimensionale, fatto di carta, quote altimetriche, strade, piazze, inchiostro di china e…

Posted by Giuseppe Braga at 26.06.07 13:25

Comments

Coraggio Giu, tanto sono sicura che la tua giornata è finita.. La mia ncora no, e sto seriamente prendendo in considerazione l'idea di compiereun atto folle e irragionevole, così, tanto pre il gusto di variare, e per fare pausa. bandius. bah .

Posted by: silvia at 26.06.07 16:27

Mi sembra di rileggere un pezzo di Voltolini, in questo sogno/realtà così caotico e complesso. Può essere?
Ciao Giuse

Posted by: matteo at 27.06.07 17:11

Intanto spero che Silvia non abbia fatto alcuna strage... ah!

Per quanto riguarda Voltolini, io Voltolini lo conosco (nel senso che l'ho visto e ascoltato a un paio di lezioni della scuola di scrittura che ho frequentato e nel 'Joyce' l'ho persino citato, in un episodio memorabile, direi), ma di lui, ahimè, non ho letto nulla. Matteo che faccio, lo prendo come un complimento, l'accostamento, vero?

Posted by: giuse at 27.06.07 19:08

Post a comment




Remember Me?