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21.05.07
il fascino maledetto dello scrittore (part XXVII)
consulenti
di Giuseppe Braga
nella vita, si sa, ogni cosa, unità fattore ingrediente elemento, quantificabile (per dimensioni, spazi, distanze, ecc.), al di là di ogni classificazione, è estremamente soggettiva. Parametri oggettivi dichiarati e universalmente riconosciuti non sono facili da avere. Un minuto può essere vissuto come fosse un’eternità o come fosse un attimo. Dieci metri, idem. Banalità, direte voi. Banalità, sì, lo dico anch’io.
Ecco, però basterebbe saperlo, intendo dire, sapere con chi si ha a che fare e come la pensa il tuo interlocutore. Ma solo per avere un terreno cognitivo e conoscitivo condiviso. Il mio nuovo capo per esempio, prendiamo lui per esempio. Propositivo, ottimista, entusiasta con l’indice nerboruto e peloso. Per lui quindici persone in una stessa stanza, pur grande e luminosa (e polverosa, ci aggiungo io), per lui non sono molte, quindici persone. Per me non saprei dire, invece, sul momento non ve lo saprei dire. Una volta che sarò lì, insieme agli altri quattordici (e al plotter e al server e alle stampanti e alla fotocopiatrice e a qualcos’altro di sicuro), ve lo saprò dire, ecco.
Perché prima o poi, ecco, io al nono piano, nello stanzone insieme ai consulenti, ci dovrò andare. Mi tocca, già. Questione di tempo, soggettivo, il tempo (e delle correzioni agli aggiornamenti del P.R.G. che dovrò fare… che fin quando non le faccio, le belle correzioni, dal mio attuale ufficio, io da lì non mi muovo, ecco).
Posted by Giuseppe Braga at 21.05.07 07:29