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10.04.07

il fascino maledetto dello scrittore (part XX)

pausa pranzo alla milanese

di Giuseppe Braga

Ho incontrato il mio amico Lapo (che non c’entra nulla con quell’altro Lapo, sia ben chiaro!) sotto i portici di fronte alla Stazione Centrale, era in giacca di velluto pure lui, ma la sua beige. Fumava una sigarettina delle sue, solo tabacco però. Ci siamo salutati e avviati al selfservice Antares, che dovrebbe essere una costellazione, se non mi sbaglio. Ma questo Antares sta per terra (c’ha anche una sala sotterranea), in via Vittor Pisani, tutta cemento e palazzoni perlopiù anonimi, e non nel cielo stellato.

Mentre andavamo, sempre sotto ‘sti portici alti alti, direi piuttosto imponenti, vagamente fascisti, ho girato la testa di novanta gradi verso sinistra, non so perché, sarà stato il mio fluido e infallibile intuito magico che mi guida sempre verso i vips d’ogni razza modalità e specie, e chi t’ho visto, di grazia? No, dico, chi t’ho visto? Be’, insieme al barista – stavamo attraversando i tavolini di un bar all’aperto, cioè, all’aperto ma sempre sotto gli imponenti portici – e con la sua, immagino, fidanzata, un tipino morettino grazioso, ma non l’ho vista bene e quindi non ci posso giurare, be’, lì, insieme a loro due, che si salutavano, c’era nientedimeno che Lorenzo (il cognome non lo so e non voglio saperlo), Lorenzo, come Lorenzo chi? Ma Lorenzo, cazzo, Lorenzo, già!, Lorenzo del Primo Grande Fratello…! Cazzo, Lorenzo, era davvero proprio lui, già… mannaggia che emozione, ragazzi!

All’Antares, riacquistata la necessaria calma, ma ancora un poco scosso, ho fatto la fila ordinato col vassoio in mano e quando è arrivato il mio turno ho chiesto un piatto tris, che poi sarebbe l’unica tipologia di piatto che in quel precipuo selfservice, tu, cioè io, ovvero noi, dipendenti dell’amministrazione comunale, possiamo permetterci di prendere (usufruendo del badge).

Il piatto tris è siffatto: è un piatto regolarmente circolare come quasi tutti i piatti, ma al suo interno suddiviso in tre settori. Non valicabili, i settori.

Fatta la fila, presi il vassoio, le posate, un panino piccolo piccolo, un bicchiere di plastica e una bottiglietta d’acqua da mezzo litro, tutto consentito, mi son messo in coda al banco delle pietanze. Avevo già le idee piuttosto chiare. Io all’Antares ci son già andato un po’ di volte e più o meno quando son lì mi mangio sempre le stesse cose.

Ovvero.

un settore del piatto tris me lo faccio riempire col roast beef.
un altro con un contorno a scelta, di solito patate arrosto, stavolta mi son lasciato andare e le ho prese fritte.
e poi con un primo che solitamente però non mangio mai. Troppi intingoli nei primi piatti che fanno all’Antares.

Capitemi però, è disdicevole prendere un primo (ma anche un secondo o un contorno, s’è per quello) e lasciarlo lì nel piatto, capitemi. Non che io non ci avessi tentato. Ma loro, gli addetti alle pietanze dell’Antares, sono sempre stati irremovibili. Il piatto tris va riempito in ogni suo settore. Non importa se tu li implori e dici loro che avanzerai tutto quel settore (specificatamente quello dedicato al primo) e quindi è inutile che te lo riempiano, a loro non frega una beata mazza. Loro i tre settori li devono riempire per forza, da contratto, insomma.

Fatti mettere due secondi, allora, no? Potreste dirmi voi.
Fosse così facile, dico io…

Be’, a sto punto dovete sapere ogni cosa, a questo punto, sì, non voglio che ci siano segreti o fraintendimenti tra noi. A questo punto me la canto. Allora. Non è che il piatto tris si può riempire a proprio piacimento, così, a cazzo, un settore di roast beef, un altro di arrosto e magari una fetta di torta al cioccolato. Eh no, il piatto tris va riempito con un preciso e studiato criterio. Ovvero. Con un primo, con un secondo e con un contorno. L’unica deroga consentita è: un secondo e due contorni. Che è poi quello che ho fatto io oggi. Già. Alla fine mi son preso quattro fette di melanzane, belle asciutte senza sughi e brodaglie strane, fatte alla griglia… tiè!

Un’altra possibilità che qualche volta ho visto fare al mio amico Michele, una scappatoia alla regola fissa del piatto tris, comunale pure lui e dunque condannato al tris, è quella di prendersi due primi e un secondo. O due primi e un contorno. Ma a me par esagerato, dai, tutta quella pasta, e poi i primi sono troppo incasinati di sugo e condimento e non mi attirano manco un po’.

Lapo invece non è comunale, beato lui, e può spaziare come meglio crede. E infatti ha spaziato. S’è preso un bel piatto unico (oblungo e non tondo, attenzione!) con mezzo pollo arrosto abbondante e una gran montagnola di patatine fritte. Pure la maionese s’è preso, due bustine! E ce le ha sparate sopra, a casaccio, sia sul pollo che sulle patate… per non parlare dei cinque, dico cinque panini!, che s’è sbafato, quel porco.

Sia quel che sia, abbiam mangiato, tutto bene, all’aperto, sotto il tendone dell’Antares che sta sotto i portici larghi e imponenti e un po’ fascisti di via Vittor Pisani. Parlato un po’ di tutto, con Lapo. Pollo arrosto incluso. Alla fine tutto bene, già, mangiato quasi tutto (avanzata solo una fettina di melanzana). Ci siamo alzati sazi e felici e siamo andati a berci un caffè nel primo bar che stava sulla strada. Poi Lapo s’è arrotolato un’altra sigarettina delle sue, se l’è accesa e, sotto il sole davanti alla Stazione Centrale, fuori dai portici imponenti e fascisti, all’aria aperta insomma, con un cielo azzurro stinto tipicamente milanese, la gente frettolosa e le auto che fremevano in attesa del verde, ci siamo dati appuntamento alla prossima pausa pranzo.

Che ormai era giunta l’ora. Che io c’avevo il mio bellissimo ufficio che m’aspettava, a me. Che già quasi ne sentivo la nostalgia, già...

Posted by Giuseppe Braga at 10.04.07 14:32

Comments

Ecco chi era quel tipo, mentre t'aspettavo l'ho visto e ho pensato "Questo lo conosco", così come sicuramente anche lui avrà pensato "Ma guarda, il cantante e il batterista dei Fix You"...

Posted by: Lapo at 11.04.07 09:11

Minchia, Lorenzo del grande fratello 1. O era il 2. O era il 3. Azz adesso non ricordo più, comunque bella visione, complimenti, miga bae (mica palle) come dicevano i pitura freska... :-))

Posted by: matteo at 12.04.07 17:26

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