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21.12.06

La Parabola di Natale

di Giuseppe Braga

Mio cugino ha comprato una nuova televisione. Trentadue pollici. Sistema dolby surround. DVD. Schermo piatto. Cristalli liquidi. È fantastica. Ci ha speso la tredicesima sua e quella della moglie. Non gli è bastato, il resto lo paga a rate, dilazionato nei prossimi diciotto mesi.

La tele è bellissima, l’ha piazzata in sala da pranzo al posto della libreria, tanto di libri mio cugino ne ha pochi. Ha disposto il divano, montato il mobiletto, collegato fili, cavi e poi ha acceso col telecomando ergonomico. Eravamo tutti quanti eccitati, figurarsi i bambini. Loro volevano vedere i cartoni di Natale, noi invece stavamo aspettando l’ultimo film con Bruce Willis, iniziava alle nove in punto e i bambini sarebbero andati a scartare i regali con le mamme, poche storie.
La tele era fantastica sì, ma non andava. O meglio. S’era illuminato lo schermo, ma non si vedeva niente. Sentivamo solo rumore, ogni canale era così. Fruscio. Allora abbiamo cercato le sintonie girando i tasti, ma non siamo riusciti. I bambini ridevano. Mio cugino quasi s’incazzava con loro. Intanto pensava al da farsi. Mio cugino è un tipo pragmatico, mio cugino. A un certo punto gli è venuto in mente di telefonare all’assistenza, già, certo, ovvio, s’è ricordato d’aver letto il numero in basso, in fondo allo scontrino. In piccolo, dopo ARRIVEDERCIEGRAZIE, diceva: ventiquattrore su ventiquattro. Era la vigilia di Natale, ma mio cugino ci voleva provare comunque. Mio cugino, meno male, è uno di quelli che gli scontrini non li butta mai. È andato in corridoio, ha preso il portafogli, l’ha aperto, ha estratto quel che serviva. Ha composto il numero fiducioso. Dalla tele intanto, usciva sempre e solo fruscio. C’era qualcuno dall’altra parte e così sento che iniziano a parlare. Mio cugino spiega cosa è accaduto. Poi parla l’altro. Mio cugino ascolta, poi mette giù. C’ha una faccia. Inizio a preoccuparmi, gli chiedo che hanno detto. Sconsolato, fa brutti cenni. Dice che così non va. Lo guardo, è depresso come poche altre volte. Dice che la televisione in questa zona non si può vedere perché manca una cosa. Me lo sta urlando, cercando di sovrastare il fruscio che ci fa da sottofondo. Manca una cazzo di cosa, ripete. Mentre è lì che tortura lo scontrino, gli chiedo qual è la cosa che ci manca. La parabola, mi dice con un filo di voce, ormai distrutto. La parabola. E ripetendolo, lascia scivolare sul pavimento i resti di quello che fino a poco fa era lo scontrino della sua fantastica nuova televisione trentadue pollici. Solo briciole di carta adesso, che svolazzano come coriandoli fuori stagione.

Stasera Bruce Willis ce lo sogniamo, porca di quella puttana.

Dissolvenza, fruscio.

Posted by Giuseppe Braga at 21.12.06 10:16

Comments

Bellissima la Parabola di Natale, mi spiace per tuo cugino ma è proprio una chicca questo pezzo!!

"Spacco": Giuse, magari ci hanno istallato una bella webcam, per girare tutto e farne poi un servizio sui servizi, la classica merdata insomma ;)

Posted by: cmalox at 29.12.06 13:35

I libri certo non tradiscono mai .. anche se una vigilia di Natale a leggere un libro è un po' triste, certo se avesse avuto una libreria più ampia si sarebbe incazzato di meno ed avrebbe avuto qualche soldo in più.

Comunque niente Bruce Willis ma uno stereo per far casino ce l'avrete avuto no ? Oppure un gioco da tavolo ? Va a finire che poi ci si è trovati costretti anche a parlare un po' tra parenti ... brrr! Mamma mia c'ho i brividi

Saluti

Posted by: Pirofila at 29.12.06 14:36

mio cugino non esiste, o meglio, un cugino così esisterà senz'altro da qualche parte, però io, per ora - purtroppo o per fortuna, boh! - non lo conosco, ecco... diciamo che il pezzo è pura fiction, per restare in tema... e però va pur detto che in questi giorni, libri e parabole e parenti a parte, in tele, ci stavano solo schifezze trite e ritrite... ah, proprio vero, non li trasmettono più i flim di una volta...

Posted by: giuseppe braga at 30.12.06 08:56

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