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29.12.06

il fascino maledetto dello scrittore (part IX)

colpo di genio
di Giuseppe Braga

La mia fidanzata talvolta ha geniali colpi di genio. Anche sotto natale, il suo cervello, questo glielo riconosco, non conosce vacanza e gira a mille. Serviva la mensola per il bagno, ecco cosa. Dunque, non restava che l’IKEA. Ma è ovvio – il vent’otto di dicembre, alle tre e mezza del pomeriggio –, che c’è di meglio di…

restare imbottigliati, prima in tangenziale, ormai siamo qui, proviamo, dai, mi sembra sciocco tirar dritti e uscire alla prossima e tornare indietro, eh già, poi sulla rampa d’uscita, lì non si può tornar indietro nemmeno volendo, a meno di non possedere super poteri o la super car, e poi ancora, sempre più schiacciati tra altre auto e furgoni e camioncini, con taluni stronzi che cercano di passarti a destra e a sinistra per guadagnare tre miseri metri, tu sempre chiuso nell’abitacolo coi piedi alternativamente sui freni e sull’acceleratore e sulla frizione, sei in discesa sulla rampa di uscita della tangenziale ovest, wow, clacson e tubi di scappamento a gogò, ehilà!, e la tua fidanzata che si osserva attorno perplessa, quasi sorpresa, candidamente stupefatta, e ti fa col tono di chi si trova lì per puro caso, eppure l’avevano detto anche al telegiornale, e te lo dice distrattamente, sinceramente stupita, ci hanno fatto due servizi, sia a Studio Aperto che al TG3 Regione, duecentomila milanesi in partenza per le feste, mah, tu non l’ascolti e resti concentrato sulla guida, pensi a quelle due cartelle che, male che andava saresti riuscito a metter giù, nessun capolavoro s’intende, ma due oneste paginette quelle sì, ecco, ma c’hai poco da pensare alle cartelle e alle oneste paginette, c’è un furgoncino che cerca di tagliarti la strada da sinistra, l’infame bastardo, vai di clacson, e poi via, avanti adagio, tutti in coda, ancora, la precedenza a chi arriva da destra, ovvio, mi raccomando, ma tanto qui arrivano da tutte la parti, se ne fottono delle precedenze, ancora e sempre solo autovetture, intorno, pure un tir davanti, adesso, vacca puttana, già, un fottuto incubo, ancora e ancora in coda e tornare indietro non si può, eh già, corsia unica senza possibilità di svolta, ah be’ sì, ma certo, un po’ di ottimismo facilita, che mica tutti sti stronzi andranno tutti dove stai andando tu, che sulla strada Vigevanese ci stanno anche DECATHLON, ESSELUNGA, EMMELUNGA, CASTORAMA BRICO, ORME, CARREFOUR, SCARPE E SCARPE, TRONY, KATIA ARREDAMENTI, METRO, KIABI, ah be’, sì, già, certo, e sono solo i primi che ti vengono in mente, questi, ah be’, sì, ma ecco, finalmente, sì, ecco il cartello: PARCHEGGIO IKEA, meno male, dai che ce la facciamo, forza, su, coraggio, qualche stronzo adesso andrà dritto, eh già, ma stai attento!, dai!, che gli stavi andando addosso!, ma scusa!, ma se non avevi voglia di accompagnarmi, bastava che me lo dicevi, eh!, invece di fare il muso e rischiare gli incidenti!, eh già, e tu resti concentrato, pensi anche allo zen, situazioni, queste, in cui aiuta parecchio lo zen, dai che ci sta il cartello del parcheggio, resisti, tra poco si svolta a destra e alè, saluti la gran massa degli stronzi automobilistici che inevitabilmente si spalmerà come marmellata appiccicosa sugli altri magazzini, eh, già, ma non adesso, prima della svolta per il parcheggio, passeranno ancora altri cinque, sei minuti abbondanti di smog e clacson, le auto ora sono tutte bloccate, ferme, ma che succede, be’, sì, già, un momento, lo scoprirai tra altri sette, otto, arrotondiamo, va, dieci minuti, ah, il parcheggio principale è esaurito, eh, ci hanno messo pure il cartello: è completo, già, già, e va bene, che si fa?, no dai, siamo arrivati fin qui, non possiamo mica tornare indietro, eh no, no, no, certo che no, ma che, scherziamo?, suvvia, forza, suvvia, avanti, forza, fatti coraggio, ancora un pochino, si procede a passo d’uomo, e tu adesso li vedi bene gli altri stronzi, quelli a piedi, gli stronzi fortunati, che si dirigono verso il magnifico e desiderato magazzino d’arredamenti svedese, gioiosi, saltellanti di felicità, e chi invece, se ne sta uscendo, fortunati pure loro, ehi, ma guardali quelli, coi carrelli pieni colmi strabordanti di pacchi e pacconi e inscatolamenti vari, all’IKEA ti impacchettano davvero bene la merce, questo bisogna dirlo, ma chissà che cazzo avranno dentro, chissà che cazzo avranno comprato, ma cazzo, tu lo pensi e ti viene da pensarlo senza motivi particolarmente etici o retro pensieri moralistici, che non sei il tipo nemmeno sotto natale, ma cazzo, natale era tre giorni fa, cazzo, chissà che cazzo…, ecco, ah be’, tu invece adesso devi fare la rotatoria, tenerti a sinistra e decidere se buttarti nel parcheggio o no, guardi la tua fidanzata, pensi alla cazzo di mensolina del bagno, la riguardi, è lei, è la tua fidanzata, sì, occhi incupiti ma non sconfitti, be’, ormai siamo qui, eh già, buttiamoci allora, dentro la mischia senza paura, vai, su, forza, col tizio con la pettorina arancione che ti fa cenno, avanti, avanti, c’è posto, avanti, il parcheggio ha ancora posti auto liberi e tu ti butti, ingenuo e fiducioso, natale era tre giorni fa, suvvia, tu gli credi, che se lo dice quel tizio con la pettorina arancione, tu di lui ti fidi, dai, lui avrà ben chiara la situazione del parcheggio e invece, come volevasi dimostrare, non so cosa ma è bello dirlo, ecco, come volevasi, il parcheggio è intasato, ingorgato, congestionato, auto messe a cazzo di cane di traverso in mezzo fuori le righe attaccate ai lampioni nelle curve e… e tu ti destreggi come puoi in quel labirinto di lamiere e specchietti e pneumatici e paraurti e clacson e… speri di riuscire a venir fuori illeso, al più presto, da quel ginepraio maledetto, anche se sai che così non sarà… eh, già, be’... buone feste, gente!

Posted by Giuseppe Braga at 29.12.06 13:00

Comments

Al giorno d’oggi scrivere “Lo ZEN e l’arte di acquistare all’IKEA” è da considerarsi prima di tutto un dovere morale ma anche una grande trovata; intanto col tuo colpo di genio abbiamo già bella e pronta la prefazione : ))

Posted by: cmalox at 29.12.06 14:07

che poi uno aspetta proprio le feste per rilassarsi, eh. se non ci fosse l'ufficio per riposarsi...

Posted by: Matteo at 29.12.06 17:56

sante parole, eheh... a tal proposito, tremo al pensiero che all'ikea, prima o poi (temo a breve!), ci dovrò tornare... eh, la mensolina, ormai, va comprata... non ci son santi (neppure sotto le feste), eh!

Posted by: giuseppe braga at 30.12.06 09:01

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