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18.12.06
il fascino maledetto dello scrittore (part VI)
di Giuseppe Braga
Spacco
Il bagno degli uomini ce l’ho di fianco al mio ufficio, per la precisione, la parete divisoria che mi separa dal bagno, ce l’ho davanti a me. La vedo tutti i giorni. Ieri mattina, saranno state le otto e qualche minuto, hanno cominciato a spaccare. Nulla in contrario, il problema era che io non avevo ancora fatto a tempo ad andarci, in bagno. Dopo un quarto d’ora trascorso a riflettere sul da farsi, mi decido.
Mi alzo, esco dall’ufficio, svolto a destra e ci passo davanti, un metro e mezzo di parete e poi ecco la porta del bagno. È aperta. Distrattamente butto l’occhio dentro. Stanno devastando il contro-soffitto. A colpi di martello. Emigro in un altro piano. Pur con tutta la mia buona volontà, in bagno ci devo andare, cazzo.
Poi ci penso.
C’è qualcosa di irresistibile e di affascinante, nascosto nel nostro bagno, qui all’ottavo piano, quello che confina col mio ufficio. Forse delle pepite d’oro, dei diamanti, delle polverine strane, che so, panetti di coca, boh!, non saprei… quello che so è che, periodicamente, con un periodo che è sempre più ristretto, qualcuno arriva e inizia a martellare, darci dentro di brutto, spaccare su tutto e creare macerie. Forse è una specie di caccia al tesoro e io non lo so, ecco. Lo dico perché è andata così anche ieri. Lo dico perché è da ieri che mi dico: hanno spaccato, d’accordo, avranno avute le loro buone sacrosante ineccepibili ragioni, poi, adesso sistemeranno. Lo dico perché, invece, loro, hanno spaccato, devastato sarebbe più corretto dire, il contro-soffitto, mezza mattinata a spaccare, una frastagliata voragine di un metro quadro, nel mezzo del contro-soffitto, almeno un metro quadro, polvere ovunque, detriti nella tazza e negli orinatoi, polvere nei lavandini, impraticabilità di campo effettiva, migrazione in altri bagni in altri piani, e quelli giù a spaccare, allegri, che poi quando hanno finito c’ho ributtato l’occhio dentro, così, per curiosità più che per bisogno: un disastro di macerie, una scaletta dimenticata, un bel martello di quelli pesanti poggiato alla parete e un buco enorme, in mezzo al soffitto, da dove adesso, se ci butti l’occhio, si vedono tubi e cavi e fili volanti e putrelle arrugginite. Bello, tutto molto bello, indiscutibilmente bello, una roba da professionisti. Ma poi? Perché, soprattutto: perché hanno spaccato e rotto in quella maniera? Chi lo sa, a me, noi, ovviamente non ce l’hanno detto. Noi dopotutto chi siamo. Perdite dall’alto, dal soffitto, non ce n’erano, almeno, io non le avevo mai viste e io in quel bagno (be’, per chiamarlo ancora così, ci vuole molta parecchia fantasia) ci vado perlomeno due, tre volte al giorno (non pensate male, talvolta lo frequento solo per lavarmi le mani, eh!).
Sia come sia, oggi, stamattina, speranzoso, credevo che qualcosa fosse cambiato. M’illudevo, ecco. Manco a dirlo, quando ci ho buttato l’occhio, ho constatato che è restato tutto com’era ieri. Detriti, polvere e resti di macerie per terra, il grosso buco in alto… si accettano scommesse: quando lo chiuderanno, sto cazzo di buco?
p.s. questo pezzo è stato scritto due settimane fa. Si accettano altre scommesse, l’hanno riparato, secondo voi?
p.p.s. quella sopra, tecnicamente, si può definire una domanda retorica.
Posted by Giuseppe Braga at 18.12.06 07:34