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04.12.06
il fascino maledetto dello scrittore (part IV)
Ovvero
di Giuseppe Braga
La porta si apre, entra il capo, mi vede al computer, mi saluta, diffidente, poi fissa il tavolo luminoso. Vuoto, specchiante, sgombro da tavole e disegni. Rialza lo sguardo su di me e mi domanda secco.
A che punto siamo con l’aggiornamento del P.R.G.?
Direi a buon punto, faccio io senza scompormi troppo.
Quante Varianti, ancora?
Non molte, faccio sempre io e mi metto fissare, neutro, insieme a lui, il tavolo luminoso. Il cui ripiano non sta illuminando nulla e sta specchiando il bellissimo neon.
Ovvero?
Circa metà.
Ovvero?, con un’intonazione leggermente più cupa.
Be’, sì, insomma, vediamo, non molte, ecco, sì…, intanto, preoccupato dalla cupezza che ho riscontrato nel tono della voce del capo, mi sono alzato e adesso sto consultando, un po’ meno neutro, l’elenco delle Varianti che mi restano da fare. Le conto, anche a me il numero esatto sfugge, sperando che non siano troppe.
Ovvero?, sempre più cupo.
Una quindicina, ecco.
Cosa? Ancora quindici?, mi fa cupamente cupo il capo, tamburellando le dita sul tavolo luminoso che non sta illuminando le Varianti che dovrebbe illuminare.
Vediamo, riconto, forse quattordici, ecco…, cerco di limitare i danni, insomma.
Sono troppe!
Evidentemente non ha funzionato la mia strategia, direi di no.
Dacci dentro che il tempo stringe!
Va bene capo, e armeggio con le tavole, sarà meglio darsi una mossa, ecco.
Lui smette di tamburellare, si volta e se ne va.
Mai confessare due verità in un colpo solo, ai propri capi.
Posted by Giuseppe Braga at 04.12.06 11:00