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06.12.06

I miei lettori mi scrivono / 12. Giuseppe Rasconi

Impressioni a ruota libera

di Giuseppe Rasconi

Ho parlato con diversi amici che come me hanno letto “Ma tu lo conosci Joyce?” e ripensando ad alcuni episodi, l’avventurarsi e le peripezie dell’aspirante scrittore in cerca di successo, nei meandri kafkiani delle scuole di scrittura e della vita, non potevamo non scoppiare a ridere.

Devo anche ammettere che alcuni giorni fa, quando ho finito di leggere il libro, m’è un po’ dispiaciuto. Non sono un divoratore di romanzi, per intenderci, di quelli che ne leggono quattro/cinque al mese, al massimo nello stesso periodo riesco a leggerne uno o poco più. Un romanzo, a me piace assimilarlo, senza fretta, viverlo e per quanto possibile memorizzarlo. E pur avendone letti molti, sono pochi i libri per i quali ho provato dispiacere perché finissero; per quel che mi riguarda si contano sulle dita della mano.
Devo dire che all’inizio “Ma tu lo conosci Joyce?” mi sembrava rivolto ad una stretta cerchia di persone, velato, che richiedeva anche un certo impegno per entrare in sintonia con l’atmosfera: le citazioni, i personaggi, quelli famosi e non, la libreria Tikkun.
Poi, come in un giorno in cui la nebbia dirada lentamente, si è manifestato a poco a poco, straordinario.
Dall’inizio per me un po’ uggioso, si apre gradualmente, con le serate fuori città dell’aspirante scrittore e l’atmosfera Kafkiana e divertente degli indimenticabili primi successi: Pioltello con la “Gazzetta della Martesana” , Genova per “Terre di mezzo” e Zanè per la presentazione dell’antologia di “Scontrini”. Ma è da "Voce del verbo Rollare" in poi, che il romanzo spicca veramente il volo, decolla in modo geniale, in un crescendo di situazioni comiche, e un po’ amare ("Gli editori, questi sconosciuti") e autoironiche e veramente spassose (tant’è che mentre stavo leggendo in un treno un po’ affollato l’episodio di “Cose pelose” e di C.D., non sono riuscito a trattenermi dal ridere, fortuna che c’era mia moglie, mi sarebbe proprio scocciato mettermi a ridere da solo, davanti agli altri passeggeri).
In questo romanzo mi sono per molti aspetti immedesimato, come in “Certezze Ma-tematiche” dove quel che c’è scritto m’ha in gran parte coinvolto, e che posto sapientemente in fondo al libro, provoca in persone come me, il dispiacere che a questo punto sia finito.

Posted by Giuseppe Braga at 06.12.06 09:00

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