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30.12.06
a chi
(new year’s day... Ma tu lo conosci Joyce?)
di Giuseppe Braga
inutile che io stia qui a girarci intorno, per me, quest’anno, è stato un anno indimenticabile (anche e soprattutto grazie a voi). Senza alcun dubbio, molto parecchio formidabile, eh già! Visto che i giorni sono quelli giusti, allora, colgo l’occasione d’augurare un gran bel nuovo anno a chi… già, a chi…?
a chi ha letto il libro, a chi l’ha letto perché l’ha comprato, a chi l’ha letto perché se l’è fatto imprestare, a chi gli è piaciuto, a chi non troppo, a chi gli ha fatto molto schifo, a chi gli ha fatto molto parecchio ridere, a chi ha riso mentre stava in metropolitana, a chi l’ha letto a voce alta al suo fidanzato che non legge nemmeno i libri scritti da persone che conosce, a chi conosceva Joyce ed è stato tratto in inganno dal titolo, a chi, giuro, non lo farò mai più, a chi lo conosceva e non è stato tratto in inganno, a chi ne ha scritto, e non era un mio parente, tengo a precisarlo, parlando di rara e intelligente comicità, a chi l’ha usato come zeppa sotto la gamba del tavolo, povero tavolo, a chi ha invitato a evitarlo, nemmeno lui è mio parente, a chi ha invitato altre persone a leggerlo assolutamente, a chi ne ha comprati sette in un colpo solo, a chi m’ha invitato a presentarlo, a chi mi inviterà a farlo, a chi non c’ha nemmeno proprio pensato, ma che, sei scemo?, a chi m’ha scritto bellissime struggenti indimenticabili mail, a chi me ne ha scritte di molto meno belle, ecco, a chi ho avuto modo di conoscere, a chi m’ha ringraziato per averlo scritto, a chi ha avuto il coraggio di pubblicarlo, a chi mi ha aiutato a renderlo un vero libro, a chi l’ha sottolineato coi cerelli colorati, a chi gli ha fatto le orecchie alle pagine, a chi m’ha chiesto se l’avessi scritto tutto da solo, a chi m’ha tolto il saluto, a chi ha preso a guardarmi in maniera diversa, a chi m’ha dato del ciarlatano, a chi m’ha dato dello scrittore, a chi s’è sentito offeso perché citato, a chi s’è offeso perché non lo è stato, a chi mi vuole bene, a chi così così, a chi no, a chi lo leggerà senz’altro, a breve, a chi ha fatto orrore la faccia della copertina, a chi invece è piaciuta da morire, a chi s’è entusiasmato per la leggerezza e la semplicità, a chi l’ha trovato leggerino e semplicistico, a chi ha detto che ho fatto gossip, a chi ha detto invece, che ho scoperchiato un mondo, a chi non risponde alle mail, a chi finge di non aver letto il libro, a chi spera non se ne parli più, a chi gli ho regalato un ironico pamphlet sull’universo della scrittura e della creatività, a chi… a chi io sorriderò se non a te, a chi piacciono le citazioni, a chi non lo sapesse quella di prima lo era, a chi, ovvio, dopo averlo letto, ha bofonchiato tra i denti, ma questo lo scrivevo anch’io, a chi, anche, di sicuro l’ha detto e l’ha pensato, ma ormai scrivono proprio tutti, eh già, a chi gli è andato di traverso, a chi ha rosicato un po’, a chi sta ancora rosicando, a chi rosicherà, a chi sostiene che c’è del talento in quelle pagine, a chi sostiene che il talento, in quelle pagine, nemmeno col lanternino, a chi mi vuole bene, a chi s’accorge che l’avevo già scritto, a chi, dopo averlo letto, gli è venuta una voglia matta di scrivere, a chi frequenta le scuole di scrittura con più o meno profitto, ciò non importa, a chi non le ha mai frequentate, a chi si sente un po’, a torto o a ragione, una signora dettaglio, a chi non ci tiene a esserlo, manco a pagarlo, a chi ha parlato di esordio folgorante, a chi mi ha chiesto chi fosse Joyce, a chi l’ha trovato troppo semplice, a chi l’ha trovato eccessivamente cervellotico, a chi l’ha trovato difficile, a chi l’ha trovato bello, ma di nicchia, a chi l’ha definito ironico e scanzonato, a chi l’ha trovato desolatamente banale, a chi pensa che il mondo è bello perché vario, a chi non pensa, a chi piace criticare le cose altrui e mai le proprie, a chi le cose proprie le tiene nascoste e non le fa vedere a nessuno, a chi le cose proprie le fa leggere a tutti, a chi viaggia sempre in treno, a chi pensa che io sia un coglione, a chi ne è convinto, a chi è così, meglio non toglierle nemmeno per scherzo, ‘ste certezze, a chi l’ha definito come il più divertente e irriverente vademecum dell’aspirante autore, a chi m’ha intervistato, esperienza fenomenale, unica ed esaltante per me, temo un po’ meno per lui/lei, a chi m’ha fatto le domande, a chi mi ha dato le risposte, a chi gli è piaciuto a pezzi, a chi di più la prima parte, a chi molto di più la seconda, a chi è così arrogante che crede di poter dire quel che gli passa per la testa col tono di un profeta, a chi farebbe bene ad abbassarla un pochino, la propria testa pseudo-profetica, a chi gli piace fare le pernacchie, soprattutto a quelli di cui sopra, a chi prrrrrr…, ah, marò che bello!, a chi, ci siamo capiti, a chi avrebbe voluto farlo a pezzi, a chi l’ha messo tra i suoi autori preferiti, a chi… grazie, troppa grazia, a chi l’ha incastrato tra Bocca e Busi, a chi non fa una piega, a chi l’ha perso in piscina, a chi dal parrucchiere, a chi l’ha trovato in biblioteca, a chi l’ha regalato alla mamma, a chi ha detto che ci stavano troppe parolacce, a chi l’ha letto in tram, a chi s’è stancato dopo tre pagine, a chi l’ha letto tutto d’un fiato, a chi gli è spiaciuto d’averlo finito e una volta terminato l’ha ricominciato daccapo, a chi, dopotutto non era poi male, a chi c’ha trovato troppe ripetizioni, a chi, anche qui, eh già, a chi non è mai contento, a chi si sente una bambina e non vuole invecchiare, a chi si sente Kafka e non si vuole svegliare, a chi è così, io lo lascerei dormire, a chi vuol dimagrire e pensa che la scrittura creativa sia un buon metodo, a chi s’è complimentato per alcuni passaggi geniali, a chi s’è divertito molto ma non è arrivato a dir tanto, a chi non ci credeva che l’avessi davvero scritto io, a chi ha fermato per strada mia madre dopo ch’era uscita mezza pagina sul Corriere della Sera, a chi è piaciuta più la mezza pagina che il libro, a chi guarda sempre avanti, a chi non si piange troppo addosso, a chi sa rialzarsi, a chi tiene botta, a chi sa sorridere delle debolezze, sia proprie che altrui, a chi piace giocare e ridere di sé… ehi, ma alla fine non siamo tutti sulla stessa barca? Be’, sì, già, allora… auguro a tutti quanti questi a chi un nuovo anno, molto parecchio ricchissimo (davvero!) di grandi, scintillanti, mirabolanti soddisfazioni…
peace and love
tante care cose a voi, arrivederci nel duemilasette
Posted by Giuseppe Braga at 30.12.06 17:36
Comments
auguri anche a te, beppe, e a noi tutti che nel 2007, il tuo nuovo romanzo, aspettiamo.
Posted by: Matteo at 30.12.06 21:58
grazie Matteo, tante buone cose anche a te, per tutto.
Posted by: giuseppe braga at 31.12.06 13:10
Tanti cari auguri a te, Giuse
Posted by: matteo at 01.01.07 11:04
Auguri, Auguri, Auguri! Grazie mille Giuse, da chi ha conosciuto l'autore, da chi ha ricevuto una dedica, da chi ha passato una serata speciale... e qui lascio i puntini perchè non mi ci metto neanche, ma auguri e arrivederci al 2007!
Cri
Posted by: cristiana at 04.01.07 10:57
Auguri, Auguri, Auguri! Grazie mille Giuse, da chi ha conosciuto l'autore, da chi ha ricevuto una dedica, da chi ha passato una serata speciale... e qui lascio i puntini perchè non mi ci metto neanche, ma auguri e arrivederci al 2007!
Cri
Posted by: cristiana at 04.01.07 11:00
Caro Giuseppe,
non ho letto il libro, ma andrò a cercarlo e lo comprerò. Non capita tutti i giorni d'imbattersi in un collega che scrive. Eh sì, purtroppo pure io sto a lavorare in comune e eh sì menomale pure io scrivo anche se più di poesia che di prova. L'ultimo mio lavoro, una breve silloge, s'intitola pensa te... Rosso Mobbing...il che dice tutto. Ciao Sandra
Posted by: Sandra at 29.01.07 10:10