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17.10.06
le mani addosso
di Giuseppe Braga
Stanotte ho sognato un personaggio del mio libro. Credo - vado a memoria - sia la prima volta, spero non diventi un’abitudine. Era la Signora Dettaglio, vi tolgo i dubbi. Ci incontravamo in un luogo che era l’incrocio tra la casa di mio zio E. e gli uffici della casa editrice. Ero fermo in corridoio (che fosse la 'famosa' anticamera?), con un plico in mano, in attesa.
A un certo punto avvertivo la sua presenza e così, mi voltavo per salutarla. Lei, per tutta risposta, senza nemmeno lasciarmi il tempo di capire, m’aggrediva, mettendomi le mani addosso. Menava le mani e intanto sorrideva, la cosa evidentemente la divertiva parecchio. Io invece non ridevo e mi sentivo soffocare. Con le sue mani, non v’erano molti dubbi, che erano belle grosse e pesanti, la Signora Dettaglio, poco signorilmente mi permetterei di sottolineare, stava cercando di strangolarmi.
In qualche maniera, facendo ricorso alle mie energie segrete, per fortuna, riuscivo a resistere. Ma lei, dettaglio non da poco, era un osso duro e mi stringeva forte forte. Alla fine, in un modo o nell'altro, riuscivo a divincolarmi e a staccarmi dalla sua presa. Incazzato e fuori di me (va bene tutto, ma essere strangolato – seppur in sogno – dalla Signora Dettaglio, no…), sorpreso dall’accoglienza, mi lasciavo andare e cominciavo a insultarla pesantemente. Lei non era da meno, devo ammetterlo, e di male parole ne conosceva un sacco, pure più di me. Morale della favola, dopo un ferocissimo e urlatissimo botta e risposta, onestamente irriferibile, nel quale tiravamo in ballo senza remore genitori, amici intimi, figli, nipoti, mariti, fidanzate e mogli, le ho gridato, col fiato che m’era rimasto, che non era per niente sportiva (eufemismo) e ho battuto svelto in ritirata per evitare il peggio.
Ho dunque percorso a ritroso il corridoio, a passo spedito, senza voltarmi, e mi sono ritrovato, come per magia (questo indubbiamente è il lato meraviglioso dei sogni), nella cucina di mio zio E. Al suo posto però, sui fornelli, intento a cucinare delle uova al tegamino con la pancetta, c’era Giulio Mozzi. Appena vistomi così conciato, arruffato, sconvolto, col collo segnato e col fiatone, disinteressandosi delle uova, aveva posato la forchetta e mi aveva squadrato con un’occhiata severa. Poi m’aveva domandato, non posso nasconderlo, decisamente seccato: ma che è successo, di là?, ma ti pare il modo di gridare quelle cose lì? Guarda che t’hanno sentito tutti, eh! Scusa, ma ti facevo una persona molto più equilibrata, molto più razionale, molto più riflessiva…
Io, che con la coda dell’occhio tenevo sotto controllo il corridoio sperando che non tornasse alla carica la Signora Dettaglio, gli rispondevo per le rime, tagliando corto. Anzi cortissimo. Gli dicevo, fuori dai denti, che, se avevo gridato quel che avevo gridato, era perché avevo le mie buone, sacrosantissime ragioni. Punto e stop. E che più tardi, magari, gli avrei spiegato tutto. Magari, più tardi. Le uova intanto, insieme alle striscioline di pancetta, sfrigolavano sul fuoco e a me era venuta un’acquolina in bocca che…
Poi sono uscito dal sogno e mi sono svegliato di soprassalto. La sveglia stava suonando all’impazzata, ho ripensato alle zucchine ripiene (dettaglio: di uova, pangrattato e pancetta) che avevo mangiato la sera prima e ho guardato l’ora. Erano le sei e mezza, dovevo alzarmi.
Be’, che ne dite? Devo preoccuparmi?
Posted by Giuseppe Braga at 17.10.06 14:48
Comments
secondo me ti ha inconsciamente colpito, nel racconto dei ragazzi, la vecchia bambina che se l'era presa per essere stata citata; da qui il sogno con la rivolta dei personaggi del tuo libro, emblematica per tutti la signora dettaglio, più citata della vecchia bambina, ed anche più autorevole. poi mozzi, colui che ti ha dato "autorità" di scrittore e che quasi sembra ricredersi vedendoti sguaiato e sopra le righe, tu che perdi il controllo, e in tutto questo la cena della sera prima che evidentemente t'era piaciuta ma era un pò pesante e che comunque fa tanto intimità e clima familiare...
non credo sia grave. immagino capiti a molti scrittori di sognare che i personaggi prendano il sopravvento. se poi sono reali, come nel tuo caso, le probabilità che si materializzino diventano maggiori. questo sogno vuol dire che hai paura, braga? :-)
Posted by: psYcho at 17.10.06 21:31
be', grazie per l'interpretazione del sogno, direi molto parecchio plausibile... non ho propriamente paura (per ora), diciamo però, che comincio a guardarmi alle spalle, eheheh...
Posted by: giuseppe braga at 18.10.06 07:28
Io imputerei alle zucchine ripiene una parte considerevole in tutto ciò; non preoccuparti, solo evita le uova, magari per un po':-))
Posted by: cmalox at 18.10.06 08:30