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19.09.06

I miei personaggi mi scrivono / 7. Con tutti i crismi

di Paolo Gravellini

Ecco sì, allora non me lo sono inventato. E' documentato nel libro di Braga. Quella sera lessi. E prima ancora scrissi il mio primo (e unico) racconto. Lo volevo che rispettasse tutti i crismi appuntati sui miei fogli senza righe quadretti. Le note delle precedenti lezioni. Quasi una formula esatta (i crismi). Eppure il ricordo di quella serata di Tikkun, scappato dall'ufficio che è tardi, mi insospettisce.

- Chi legge stasera? - Buttò lì la Signora Dettaglio.
- Tocca a te, dai, avevi promesso che lo facevi -, mi disse qualcuno alle spalle, forse Braga stesso.
- Leggo io, se nessun'altro ha portato qualcosa naturalmente -.
Nessun'altro aveva portato qualcosa, sarebbe stato meglio che qualcun altro avesse avuto qualcosa da leggere, mi sarei tirato indietro mostrando generosità, spirito di gruppo e umiltà, - no figurati leggi tu, io non ho niente di speciale – avrei detto. Non c'era più scampo invece, toccò a me.
I compagni aspiranti si rilassano, gli occhietti fissi su di me, sentiamo, sentiamo un pò, è la prima volta per questo qui. Alcuni sono spettatori al colosseo, sangue. Gli altri, genitori al saggio di danza della figlioletta, compassione. Qualsiasi capitombolo, compassione.
Mi feci forza. Sapevo di aver messo tutti gli ingerdienti giusti nel racconto, avevo seguito gli appunti, pure Kennedy c'era (la Storia). Due epoche che si rincorrono attraverso il legame padre figlio, riscatto della memoria del primo, Kennedy non muore a Dallas.
Dopo le prime righe riesco a sentirmi, sono anch'io seduto di fronte con la fretta di farmi un'opinione su quello che ascolto, ma non mi capisco, è troppo complicato. Vedo qualcuno nelle prime file che si sistema sulla sedia, la storia non funziona, non offro appigli, non accompagno, troppa fatica, stupido.
Terminai quasi sottovoce. Volevo scusarmi. Rinaldo mi fissò dubbioso, Lucia comprensiva le-prime-volte-va-sempre-così. Fioccarono le domande: ma che foto era quella che cercava? Perchè Kennedy è dal Woytila? Che fine ha fa fatto la ragazzina?
Come sempre quando mi sento braccato ringhio: si capiva benissimo… qui era charo che… assolutamente era voluto l'elemento di disturbo…
Poi rinunciai. Fu ben in vista la mia bandiera bianca. Quindi ecco la fase degli incoraggiamenti: - beh, però potresti riscriverlo, l'idea era buona -, qualcun altro: - bisogna allenarsi, scrivere è per il 90% un lavoro da artigiano -.
Tornai a sedermi, anche Braga mi incoraggiò: - la descrizione della ragazzina era forte, comunque-.
Però. Forse ricordo male. Ho riletto il racconto da solo concentrato obiettivo, bisogna lasciar passare del tempo prima di rileggere. Mi sembra tutto chiaro. Forse mi diagnosticarono tutti un talento evidente, la Signora Dettaglio disse che bisognava assolutamente pubblicarlo. Qualcuno chiese come era nata l'idea di non far morire Kennedy per un caso fortuito.
Ritornai al mio posto e Braga commentò con una pacca sulla spalla e un sorriso.
Ecco, di sicuro ci fu solo il sorriso.


Paolo Gravellini

Posted by Giuseppe Braga at 19.09.06 07:34

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