« I miei lettori mi scrivono / 9. Francesca Pagliarulo | Main | Scatto incisivo »
12.07.06
vecchio Scontrino, quanto tempo è passato...
[lo sappiamo, ad alcuni non è piaciuto, qualcun altro non l'ha capito, altri ancora, invece, fortunatamente, hanno gioito ed esultato, qualcun altro ancora - parenti stretti, perlopiù - addirittura ha gridato al capolavoro... ecco, oggi lo ripropongo, per la prima volta sul web!, eccolo qui, è lui, il famigerato pezzo apparso nella raccolta Scontrini. E voi che ne dite? gb]
Piccolo Mondo Ikea
Breve Romanzo Popolare dei nostri giorni
di Giuseppe Braga
Prologo
EUREKA, CHE BELLA SCOPERTA!
All’IKEA trovi tutto.
Anche per dormire.
Cap. 1
IL PROBLEMA DEI PROBLEMI
Lo scorso inverno, il dormire sembrava essere diventato il problema dei problemi, per la mia fidanzata. Il nostro letto non le piaceva più. All’improvviso, era diventato scomodo. Sfogliando il catalogo che avevamo in casa, ho cominciato a pensare. È stato verso pagina 50 che ho avuto l’idea. Senza dirle niente, vado e le faccio trovare una sorpresa. Quando torna a casa, la scopre e resta di sasso. Questo ho pensato.
Prologo (Parte Seconda)
L’ANTEFATTO
Era da molto tempo che non facevo un bel regalo alla mia fidanzata. Quale migliore occasione per accontentarla? Senza considerare il particolare, non trascurabile, che poi, nel bene e nel male, ne avrei usufruito anch’io.
Cap. 2
UN ALTRO, NON INDIFFERENTE PROBLEMA: IL TRASPORTO
Ho chiesto in prestito la Polo a mio fratello. L’ho presa e mi serviva solo per quel pomeriggio, non per un mese. Lui m’ha detto: “Bene, bene, prendila pure, figurati, prendila, ci mancherebbe, prendila pure, però attento, non c’è molta benzina dentro, il serbatoio è quasi a secco.”
“Come”, ho chiesto io, “vuoi dire che non ce n’è proprio più o…”, lui m’ha interrotto e ha fatto no, no, ha fatto no con la testa, “di benzina”, ha detto, “di benzina ce n’è, però attento, che non so se c’arrivi all’IKEA.”
Cap. 3
ELEMENTARI (E NECESSARIE) NOZIONI GEOGRAFICHE
L’IKEA si trova a Corsico (Milano) in via Marchesi 4, nelle vicinanze della Nuova Strada Vigevanese. Io vivo a Baggio (non il calciatore, ma un quartiere della periferia sudovest di Milano) e in linea d’aria saranno cinque chilometri, a esagerare. Corsico, in poche parole è vicinissimo. Voleva dire che era davvero a secco. Però a me serviva la macchina e la Polo andava a fagiolo. Ha le due barre in alto, sul tettuccio, e tu le puoi usare come portapacchi. Senza contare che ha il portellone dietro e se vuoi, lo apri, abbassi i sedili e di roba ce ne infili parecchia. Sta di fatto che ho dovuto fare venti euro di benzina. Il prezzo da pagare per dormire, m’ha detto scherzando. Meno che in albergo, mi sembra d’aver pensato fugacemente tra me e me, quand’ero al distributore.
Cap. 4
FINALMENTE IKEA!
All’IKEA, dopo il benzinaio, sono arrivato e, effettivamente, c’era di tutto. Soprattutto per dormire, ho pensato chiaramente, avvicinandomi al reparto notte. Pure sul mangiare non scherzano e l’ho pensato lucidamente, attraversando le cucine. Per ogni arredo della casa era così. Giardino e bagno inclusi. Accessori ovunque.
Cap. 5
PARENTESI POETICA
Cercai in quel luogo
Perso nel tempo
Vagolando tra immensi spazi
M’inoltrai nella Notte
Cap. 6
ZUPPA MISTA ALLA SVEDESE
Impressionante. Letti d’ogni risma, non è che posso star qui a dirli tutti. Qualcuno però sì: Alesund, Robin, Noresund, Malm, Brekke, Visdalen, Ekeberg, Vestby.
Cap. 7
DIRETTO ALL’OBIETTIVO
Ma io ne cercavo uno in particolare. La mia fidanzata s’era fissata. Voleva il letto alla giapponese. Ero all’IKEA per quel motivo lì. Giapponese. Pensa un po’.
Cap. 8
RIFLESSIONE A MARGINE, UN PO’ AMARA
Ci vorrei andare in Giappone. Vorrei proprio andarci, io. E constatare se in Giappone dormono per davvero così. A dieci centimetri dal pavimento. Col freddo che ti entra nelle ossa e la fatica che fai per alzarti da quota zero, la mattina. Vorrei vedere. Ma lì forse, m’è venuto spontaneo pensare, sono tutti bassi e hanno meno problemi a sollevarsi dal letto, loro. La mia fidanzata poi, è alta uno e cinquantotto e qui il cerchio si chiude.
Cap. 9
PRIMA BREVE DIGRESSIONE (PER PUNTI ESSENZIALI) ORIENTALEGGIANTE
Gli origami, l’incenso indiano Sandesh di Bangalore, la pratica zen, le biciclette, il tiro con l’arco, la meditazione trascendentale, la carta di riso, il buddismo, Siddharta, le ombre cinesi, i samurai, le bacchette, i bonsai, l’ultimo imperatore, il kung fu.
Il Futon.
Cap. 10
PUNTI DI VISTA
Sul dizionario l’ho trovato tra futilità e futures.
Futon /giapp. fw’ ton / [vc. giapp.; 1997] s. m. inv. · Grossa trapunta che si può stendere sul pavimento o su un basso supporto rigido e usare come materasso.
Sul catalogo IKEA, invece, s’andava giù per le spicce.
Per il massimo della flessibilità, adattalo alle tue esigenze: il tuo futon può diventare divano, una chaise longue oppure un comodo letto.
Cap. 11
QUESITI ESISTENZIALI, PER NIENTE NECESSARI AL FINE DELLA VICENDA
E il kimono? Dove vado a prenderlo, il kimono? A voler essere precisi, coerenti e precisi, se vuoi dormire alla giapponese, anche vestirti come loro, dovresti.
Finisce che dovrò comprare pure quello, ho melanconicamente pensato.
Cap. 12
SECONDA (ALTRETTANTO BREVE) DIGRESSIONE CULTURALE
Forse è tutta colpa di Hermann Hesse.
La mia fidanzata li ha letti tutti i libri suoi. Io, per restare nell’ambito giapponese, mi sono limitato a leggere un millelire di Stampa Alternativa di Mishima, che però m’ha stroncato sul posto. Con quella roba eclatante che aveva fatto poi, con me aveva chiuso. Mai piaciuti i bonzi piromani guerrafondai. Da quel giorno, lottatori di sumo e manga a parte, ho cominciato a diffidare del Giappone.
Cap. 13
LA SCELTA
Allora ero lì e ce n’erano tre di modelli di divani/letto futon. Uno scadente (il nome parlava da solo, Grankulla) che ho scartato subito. Visto che avrei dovuto dormire a quota zero, che almeno fosse di qualità. Per gli altri due ho dovuto riflettere. Poi ho fatto la prova. Mi ci sono sdraiato sopra. Chi se ne frega delle persone che mi guardano, ho pensato, io mi ci sdraio sopra e faccio il collaudo. Prima di comprarlo devo essere sicuro di star comodo. Ci avrei dormito io, non quelli che mi stavano guardando. Dico comodo, tanto per dire. Perché meglio che un letto di quelli tradizionali, non penso che ci sia, e no, non lo penso proprio.
Alla fine, sguardi o non sguardi, l’ho provato e ho scelto.
Cap. 14
SCHEDA TECNICA, FATTI NON PAROLE
Il bello dei futon IKEA è che sono regolabili in diverse posizioni. Per stare seduti… sdraiati… addormentati. Scegli tu, in base al tuo momento. (pag. 54 del catalogo)
JARNAVALLA/MUNKARP divano futon con fodera Lindan in 100% cotone, asportabile e lavabile, e materasso MUNKARP in schiuma di poliuretano. In acciaio laccato con struttura in faggio massiccio trattato con mordente marrone. Schienale regolabile. Cm. 140x104, h cm 76.
Misure letto: cm 140x200
Cap. 15
TRE SEMPLIFICAZIONI NECESSARIE
Jarnvalla è la struttura.
Lindan fod, il rivestimento.
Munkarp futon, il materasso.
Cap. 16
LA RISOLUZIONE DEL PROBLEMA DEI PROBLEMI
Il rivestimento l’ho preso blu scuro, così nasconde le macchie. Nel cestone ce n’erano una decina, ho cercato di prendere quello che mi sembrava il meno toccato dagli altri. Ho scavato un po’ e l’ho estratto. Ho controllato che il cellophane ci fosse tutto. Bello sigillato l’ho preso. In questi tempi non sai mai come comportarti, meglio essere previdenti.
La struttura pesava abbastanza, ma l’ho messa sopra al carrello piuttosto facilmente. Anche qui controllato ogni cosa. Tutt’apposto. Potevo andare.
Il futon, come la struttura, si trovava nel reparto Selfservice, settore C, fila 5. Arrotolato e sottovuoto. Quando l’ho visto non credevo che si poteva gonfiare fino a diventare una roba dove ci si dorme sopra.
Cap.17
PICCOLO GRANDE MONDO IKEA!
Futon, dormire alla giapponese, all’IKEA, azienda svedese, si può trovare. Il mondo è piccolo, e se hai la carta VISA a disposizione, di più.
Cap. 18
IL VIL DANARO
I prezzi neppure sono stato a guardarli, i prezzi. Ho solo pensato una cosa. I regali (di più le sorprese) alle fidanzate si fanno senza stare a guardare i prezzi.
Cap. 19
INTRAVEDO LA LUCE (E’ TEMPO D’ANDARE)
La coda è filata via piuttosto veloce. Gente sì, ma scorreva. Alla cassa la ragazza m’ha sorriso. Mentre passava il rilevatore sul codice a barre, m’ha detto che ero la nona persona, quel giorno, che acquistava il Futon Jarnvalla.
In poche parole andavano a ruba. Non che m’abbia fatto un grand’effetto, saperlo, però le ho contraccambiato il sorriso. Per educazione, più che altro per quello.
Cap. 20
SIMPATICAMENTE, ALLA CASSA
Poi m’ha chiesto, sorridendo simpaticamente (dava per scontato che non avrei pagato in contanti), carta o bancomat? E simpaticamente ha battuto lo scontrino. Se paghi con la carta, simpaticamente, sembra che non spendi, ho simpaticamente pensato io.
Fine
segue…

Appendice con finale aperto
Primo Epilogo
HAPPY END
Meno male che le istruzioni allegate sono in italiano. Meno male.
Riconsegnata la Polo a mio fratello, mi sono messo a montarlo e in un paio d’ore era pronto. Futon giapponese. Stasera la mia fidanzata sarebbe rimasta a bocca aperta!
Secondo Epilogo
FINALINO INTERLOCUTORIO
Quando rimetti ordine alle cose, o almeno provi a farlo, dovresti prevederli, gli imprevisti. Perlomeno metterli in conto. Io questa volta non l’ho fatto. Stasera (m’è capitato mentre riordinavo i cassetti) ho ritrovato un vecchio scontrino dell’anno scorso. Sta a vedere, ho pensato distintamente, sta a vedere che è proprio quello.
Lo tengo in mano e lo guardo. Salto tutto il resto e mi concentro a metà.
T O T A L E euro 274,00
CARTA VISA 274,00
RESTO 0,00
Un tuffo al cuore mi prende. Certo non per i soldi spesi. Anche se.
Avevo fatto tanto per rimuovere il passato. Tanto avevo fatto, ma.
Ora, in un lampo, tutto è riaffiorato in superficie.
Come farò adesso?
Terzo (e ultimo) Epilogo
CONCLUSIONE STRAZIANTE
All’IKEA non ci sono mai più tornato. Escluderei anche il fatto di poterci tornare in futuro. Solo brutti ricordi. L’IKEA con me ha chiuso per sempre.
Il kimono (alla fine, nonostante tutto, per coerenza e amor di precisione credo, l’avevo comprato) l’ho dato a mia madre. In camera ho rimesso il mio vecchio letto. Modello tradizionale, due piazze in acciaio laccato. Lo comprai un sacco d’anni fa, era in offerta da Gran Casa. Tanto per dire, non mi ricordo neanche più quando.
Quello che mi ricordo perfettamente invece, è che due mesi dopo averle regalato il Futon Jarnavalla, quella stronza della mia fidanzata m’ha lasciato.
Posted by Giuseppe Braga at 12.07.06 15:39