« Su Radio Alt la lettura della prima pagina di: "Ma tu lo conosci Joyce?" | Main | I miei personaggi mi scrivono / 2. Marcello Baraghini »
15.06.06
I miei lettori mi scrivono / 4. Matteo Ninni
Mani sul tavolo, Giuseppe Braga.
di Matteo Ninni
Sono anche io un aspirante scrittore. O meglio, io lo sono ancora, mentre il buon Giuseppe Braga ormai è nell’olimpo dei pubblicati e ne siamo quasi tutti entusiasti, quasi perché tra gli aspiranti scrittori sono parecchi quelli invidiosi, che girano con i coltelli da cucina in tasca. Quanti ne ho visti.
Anche io ho frequentato covi di aspiranti scrittori e proprio in un covo di questi ho conosciuto il nostro, vostro Giuseppe Braga.
Bravo ragazzo, che ne dicano le vecchiette, forse impressionate dal suo look molto dark con quel capello nero lungo e gli occhiali spessi e la maglietta e i pantaloni rigorosamente neri.
Un vero indiano metropolitano dark ben disposto verso la letteratura.
Che poi io, il G.B., sono anni che non lo vedo. E quindi, come si fa con le persone che non ci sono più, i defunti, ho in testa una sua immagine che potrebbe essere un falso clamoroso, una di quelle costruzioni della mente, un braga idealizzato, insomma.
Oltretutto non sono più tanto sicuro che abbia mai portato gli occhiali. Né che porti sempre tutto nero addosso. Nella copertina del libro, ad esempio, non ce li ha gli occhiali. Però io me lo ricordo così. Bravo ragazzo.
Quando ho saputo che il Giuseppe Braga avrebbe pubblicato un libro, che me l’ha detto lui, ho subito pensato alle sue mail che tengo conservate nella cartella di posta arrivata.
Sono mail in cui mi dava consigli sui miei racconti, proprio mentre frequentavamo lo stesso corso di scrittura, il covo di cui parlavo sopra, immortalato per sempre nel suo best seller.
Mi sono detto, tu pensa se il Giuseppe Braga ci muore, grandi funerali, discorsi ufficiali, onorato dalla stampa nazionale, da una piazza di Milano e dall’insegna di un negozio di bigiotteria dark. Io avrei delle sue mail.
AH!
E’ solo questione di scegliere il momento giusto, il decennio dalla morte, il quarantennio dalla nascita, l’inaugurazione di una scuola di scrittura con il suo nome, l’apertura in via Torino di “Ma tu lo conosci Joyce – Bigiotteria Dark”.
Sono convinto che nella vita bisogna avere un piano e questo è un buon piano.
Prima cosa, chiedere a un avvocato o a un notaio di certificarmi l’autenticità di quelle mail. Seconda cosa, io c’ero. Sono testimone di buona parte di quello che in “Ma tu lo conosci Joyce” il nostro Giuse racconta. La libreria Tikkun io l’ho vissuta. Le valige di Paraz’ zeppe di ritagli io le ho viste. Della Signora Dettaglio ho l’indirizzo mail. Ho conosciuto la “simpatica ragazza che legge sempre lei” e “la bambina già vecchia”, credo o comunque ho ben presente due esemplari della stessa razza. Io in questo libro mi sono sentito a casa. L’ho visto prima nella realtà di tutti i giorni, come un compagno di trincea di Rigoni Stern, o un collega delle poste di Bukowsky, o Alberto Granado in moto con il Che. Potrei proporre un “dietro le quinte” per le pagine della cultura del Corriere, un “Io che ho visto Giuseppe Braga prendere appunti sul suo taccuino”. Insomma se il G. B. schiatta sono soldoni.
Quindi.
Bravo Giuseppe Braga!
Continua a scrivere! (E a bere…).
E tutti voi continuate a leggerlo.
Con affetto – Matteo Ninni.
Posted by Giuseppe Braga at 15.06.06 13:25