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16.02.08

Tempi migliori?

[Questo mio articoletto è uscito ieri nel quotidiano Il Mattino di Padova]

Leggo nei giornali: uno studente del Liceo «Tito Livio» di Padova ha avviato un blog nel quale si è divertito a raccontare la vita scolastica, senza risparmiarsi giudizi e commenti appuntiti su compagni di scuola, professori e preside. Quando la cosa è stata scoperta, il blog è stato oscurato (da chi?, mi domando: è intervenuta addirittura la polizia postale?) e il ragazzo si è beccato un 6 in condotta. (I fatti, peraltro, risalgono almeno all’anno scorso. Il ragazzo ormai è felicemente diplomato e sta all’Università).

Spiegazione per i non informatizzati. Dicesi «blog» un particolare tipo di «sito internet», gestibile con estrema facilità, che permette la pubblicazione di notizie, immagini, piccoli filmati, sciocchezze, profonde riflessioni e altro. La maggior parte delle persone che «hanno un blog» lo usano come una sorta di diario in pubblico. Gli italiani che «hanno un blog», o che almeno hanno provato ad averlo – come tutte le cose, anche i blog hanno bisogno di cure – sono stimati attorno ai due milioni.

Ora, le domande che mi faccio sono due. Prima domanda: perché al preside e ai professori del «Tito Livio» non è venuto in mente di aprire a loro volta un blog e screditare a suon di ironia lo studentello provocatore? Un uomo solo – e un ragazzo, per di più – contro un intero corpo insegnante adulto e navigato, non avrebbe certo avuta vita facile. E poi, in questioni d’onore, l’occhio per occhio e il pan per focaccia mi sembrano ancora vigenti. Sinceramente mi stupisce che la scuola abbia reagito (stando a quel che ho letto nei giornali) semplicemente censurando e punendo. Sospetto che ci siano modi più divertenti, e forse più pedagogicamente fruttuosi, di agire.

Seconda domanda: perché, in un Paese dove si vende quasi un milione di copie di un libro come La casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella – libro nel quale con molta enfasi si dà a intendere, in soldoni, che senza distinzione tutti coloro che ci governano sono ladri e farabutti o, nel migliore dei casi, veri cretini – si va invece a punire l’autore di un blog nel quale si sbertucciano i professori? Visto che il Liceo «Tito Livio» – nel quale mi onoro di avere a suo tempo studiato – dispone di un bel chiostro, non sarebbe stato più opportuno, e all'altezza dei tempi, erigervi un monumento al giovanotto?

Nel 1939 Giovanni Mosca pubblicò un libro intitolato Ricordi di scuola. Ricordi, s’intenda, di un giovane insegnante. Il libro ebbe grande successo e si trova ancora in libreria (nella Biblioteca Universale Rizzoli). Il racconto d’apertura è più o meno così: il giovanissimo Mosca viene spedito come supplente in una classe ritenuta terribile. Appena entrato e salito alla cattedra, Mosca nota un ragazzo che palleggia un’arancia. Intuisce. Il ragazzo lancia l’arancia. Mosca si scosta – si scosta, notate: non si abbassa – di quel tanto che basta. L’arancia si spiaccica sul muro. A quel punto, nel silenzio teso, si sentì volare una mosca. Mosca prese la biro, ne tolse il refil, appallottolò un frammento di carta, caricò il pezzo, e al primo colpo abbatté l’insetto. Applausi, e classe adorante.

Altri tempi, si dirà. Certo. Qualcuno mi dimostri che erano tempi migliori.

Posted by giuliomozzi at 16.02.08 12:45

Comments

credo che non restasse molto altro da fare ad un consiglio di classe e ad un preside oltre a non fare assolutamente niente, che sarebbe un fatto anch'esso. non è facile gestire il nuovo che avanza in una scuola vecchia decrepita. si badi: il nuovo che avanza basta e avanza o avanza e basta nel senso degli avanzi: avanzi di galera. io sarei per i tempi migliori in cui un consiglio di classe si riuniva per giudicare l'operato degli studenti, per verificare lo stato delle cose come programmi e compiti in classe. ma mi adeguo, non capendo, ad una scuola che fa altro. che altro potevano fare: aprire un blog per prendere per i fondelli un moccioso birbantello, di quelli cresciuti a birra canne moccio e moccia? per mettersi al suo livello, come se già non ci dovessimo abbassare tutti i giorni al livello dei "tre metri sottoterra"?
la scuola è decrepita, lo dicono tutti. tutti quelli che non ci lavorano o che ci stazionano muggendo quattro-cinque ore al giorno. agli altri, per esempio ai prof., che lavorano, va ancora abbastanza bene com'è.

Posted by: lucy at 16.02.08 15:43

domenica 17 febbraio 2008
RaiTre ore 20.10 (& imancitaina di secondi)
CHE TEMPO CHE FA
ospiti: Gian Antonio Stella (il signor "SCHEI") & Boris Pahor & il suo Necropoli(...per non dimenticare, per conoscere, per capire...)
BellaDomenica.

Posted by: stilla maris at 17.02.08 09:59

Ricordi di scuola.

Giulio ha sovrapposto i suoi ricordi di scuola a quelli di Mosca: infatti al tempo di Mosca si usava la fionda e non la cerbottana fatta con la biro, più tecnologica ma meno efficace.

Posted by: Tiuke at 20.02.08 10:37

Ma dopo il colpo Mosca ha detto: "Dai la cera, togli la cera"?

Posted by: sgrignapola at 21.02.08 03:08

Chiedo venia. Sto invecchiando.

Posted by: giuliomozzi at 22.02.08 10:37

Su LA7 c'è il nemico per antonomasia...nn sta portando le lancette indietro di 30anni...ma sta sfiorando i tempi dell'inquisizione...PAZZESCO!!! TREMENDAMENTE PAZZESCO!!!

Posted by: stilla maris at 22.02.08 21:33

sarà finanziato dal Vaticano???

Posted by: stilla maris at 22.02.08 21:35

Ricordi di scuola è uno dei libri più belli che mi sia capitato di leggere: letto per la prima volta alle medie e riscoperto con grandissimo piacere pochi anni. Chiusa questa parentesi, mi sembra che la reazione dell'istituto sia stata assolutamente fuori luogo (e secondo me anche illegittima): se è vero che esiste la libertà di opinione non vedo perché uno studente non può avere un blog in cui commenta la sua vita scolastica...
Anzi, da ex allievo resto molto stupito nel vedere che il vecchio giornale scolastico, Agorà non è diventato un quotidiano online: probabilmente gli studenti stessi non sono così informatizzati come si potrebbe pensare...

Posted by: Giacomo Brunoro at 02.03.08 21:13

Rileggendo il mio commento, scritto al volo ieri sera, viene da pensare che io sia tutto tranne che un ex allievo del Tito Livio: sintassi improbabile, sgrammaticato e con una punteggiatura imbarazzante. Questo era da quattro con il tremendo matitone bicolore, non ci sono dubbi!

Posted by: Giacomo Brunoro at 03.03.08 17:15

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