« Questo | Main | Rosa »

10.10.07

Un affare di soli adulti?

Sempre sui fatti di Rignano Flaminio. Oggi questo articolo in Repubblica.it. (Il mio articolo dell'aprile scorso in vibrisse; l'appunto di venti giorni fa qui nel diario).

Posted by giuliomozzi at 10.10.07 01:16

Comments

E' da notare che si è scritto di tranquillanti. La facilità, forse, con cui vengono somministrati o prescritti.

Posted by: carlo64 at 10.10.07 12:46

Bonini: da colpevolista a paladino della giustizia.L'ho trovato su Vivicentro.org e sono d'accordo.

Bonini e la storia tra adulti

Uno dei migliori giornalisti di Repubblica e una storia di abusi sessuali a danno di un numero imprecisato di bambini.

Inizia partecipando al dramma di chi il dramma lo sta vivendo. Chiude il suo primo articolo constatando con mestizia che si tratta di una storia tra adulti. Poi, all’improvviso, viene folgorato da un’intuizione: le indagini sono state fatte male. Già, perché se fossero state fatte bene, le indagini, forse si sarebbe trovata qualche foto raccapricciante nei computer, si sarebbero potute intercettare telefonate compromettenti tipo: “a che ora li facciamo uscire dalla scuola per abusarli?”,si sarebbero potuti trovare decine di testimoni che, spontaneamente, si sarebbero presentati ai carabinieri per dire:”Sì, io l’ho vista per strada con sei bambini. Indossava una gonna blu e aveva una camicetta a fiori. No, la marca della borsa non la ricordo, però so il suo nome e il suo indirizzo”.
Poi , si trova per caso a visionare spezzoni dei video girati dai genitori (in possesso solo della difesa) e ne ordina subito la trascrizione. Non si domanda, il giornalista, se vedere uno spezzone di un video amatoriale e disperato, possa falsare il giudizio o ledere qualcuno. Lui fa il suo lavoro, e pubblica la trascrizione, demolendo pezzo per pezzo i suoi autori, i suoi interpreti. Persone disperate che, per essere credute dai carabinieri, avevano cercato di fornire un documento di quanto raccontavano i loro bambini. Sono solo tre i video dei genitori, ma sembrano mille. Non sono stati fatti per incriminare qualcuno, ma per chiedere aiuto. Bonini, però, fa il suo lavoro. Poi , nella fase che precede l’incidente probatorio, Bonini torna ad occuparsi d'altro. I pelouches strusciati addosso dalla prima bambina nell’incidente probatorio, non devono suscitare una grande impressione nel giornalista Bonini, che tace. Poi, dopo il pronunciamento della Cassazione sulle scarcerazioni di maggio, Bonini trova per caso il cd dell’incidente probatorio o la sua trascrizione rimasta per errore sul tavolino di un bar del centro. E qui il giornalista torna a ruggire. Pubblica la trascrizione inframmezzata dai suoi commenti. Il giornalista- psichiatra e si avventura in analisi accurate delle parole della bambina quando racconta che "al castello c’è andata ieri notte". Dice Bonini: “Se "ieri" è una risposta "impossibile", "ieri notte" lo è ancor di più, perché i bambini si vogliono abusati in pieno giorno, sottratti alle loro classi durante la giornata scolastica.” Il neuropsichiatra infantile Bonini non sa che a cinque anni “ieri” è il passato, qualunque passato e la notte può anche essere una stanza buia, un ricordo buio, o solo un modo di dire. Ma non importa, tanto non lo licenzierà nessuno perché anche i giornali sono una “storia tra adulti” e, tra loro, gli adulti si capiscono perfettamente.

Posted by: Dylan at 16.10.07 23:16

Dylan, ti propongo un'ipotesi:
- *se* quando un bambino dice "ieri" questa parola può significare "qualunque passato",
- *allora*, quando lo stesso bambino dice "Tizio mi ha fatto la tal cosa", "Tizio" può significare "qualunque persona" e "la tal cosa" può significare "qualunque cosa". Sì o no?

Posted by: giuliomozzi at 17.10.07 08:59

No. Perchè la cognizione temporale nei bambini arriva più tardi, mentre la cognizione delle persone che hanno a che fare con loro, esiste sin dalla nascita. Prima il riconoscimento avviene attraverso l'olfatto, poi c'è il riconoscimento visivo, e infine, quando cominciano a parlare, al volto associano il nome. Conosco un bambino di cinque anni che sa tutte le marche delle auto ma se gli chiedi quando è stato in vacanza ti dice l'anno scorso, invece sono passati solo due mesi. Ma questo lo sa chiunque abbia dei figli e non c'è neppure bisogno di scomodare i neuropsichiatri infantili. Per quello che riguarda la fantasia dei bambini ti dirò che non è possibile inventare pratiche così perverse se non se ne è avuta esperienza diretta. Io stesso, non avrei saputo inventare le storie dei bambini di Rignano, perchè non fanno parte del mio bagaglio di conoscenze. Mi dirai, "E se avessero visto un film?" Bene, un genitore che mostra ripetutamente film pornografici a suo figlio potrebbe anche esistere, ma escludo che ne esistano 30 e tutti nello stesso paese. Ci sono comunque tante sentenze della Cassazione che confermano la credibilità dei bambini sotto i sei anni, e che anzi li ritengono ancor più credibili, proprio perchè in loro non può esserci un movente. La sentenza più recente è quella che ha annullato l'assoluzione di due suore condannate in primo grado a 9 e 10 anni per abusi sugli alunni dell'asilo di Cazzano Sant'Andrea. Trovi gli stralci in rete. Quel collegio la pensa in modo opposto rispetto a quello che ha emesso la sentenza di Rignano. Eppure è sempre la Cassazione.

Posted by: Dylan at 17.10.07 12:24

L'affermazione "Non è possibile inventare pratiche così perverse se non se ne ha avuta esperienza diretta" è, secondo me, falsa. Le "pratiche" inventate dai bambini spesso sembrano "perverse" agli adulti semplicemente proprio perché i bambini, non avendo alcuna esperienza, inventano di sana pianta. Poiché non sanno come si fa a far sesso, raccontano qualcosa che all'adulto sembra somigliare assai poco al sesso - e, se somiglia al sesso, somiglia a un sesso perverso. Un adulto che per fare sesso si traveste da coniglio, ha probabilmente una perversione. Un bambino che, richiesto di un racconto in cui ci sia del sesso, racconta che lo facevano travestire da coniglio, è forse un bambino che, non sapendo cosa dire, parla di qualcosa che è nella sua esperienza o nella sua immaginazione nata dall'esperienza: e tira fuori i peluche, gli animaletti ecc.

Scrivi: "un genitore che mostra ripetutamente film pornografici a suo figlio potrebbe anche esistere, ma escludo che ne esistano 30 e tutti nello stesso paese". Mentre ti sembra perfettamente credibile che nello stesso paese esistano 30 pedofili. Giusto?

Posted by: giuliomozzi at 18.10.07 14:19

Chiudo qui la discussione perchè non penso che tu sappia di cosa stai parlando. Non credo che tu abbia figli, perchè dimostri di non conoscere affatto i bambini. Non credo che tu abbia letto granchè sull'argomento. Credo anche che tu viva in un mondo di cui non hai compreso a fondo l'essenza. Comunque, ti allego la testimonianza di uno dei bambini dell'asilo di Cazzano( quello delle due suore prima condannate, poi assolte ma a cui assoluzione è stata annullata dalla Cassazione perchè i bambini non avrebbero potuto inventare particolari così scabrosi e precisi). Magari appendila in bagno, così se un giorno un tuo futuro figlio o tuo nipote verrà a raccontarti una cosa del genere, potrai farti una risata con gli amici. Ah, mi raccomando, non denunciare nessuno, se no la pedopornografia come si alimenta?
ROMA - La Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado (definendo le motivazioni “ILLOGICHE E CARENTI”) che aveva assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste” le due suore che in primo grado erano state condannate a dieci anni dal tribunale di Bergamo.I bimbi avevano descritto alcuni particolari molto intimi delle stesse, tra cui la cicatrice di una delle due che aveva subito una mastectomia.Poi la sentenza vergognosa, guarda caso a Brescia, le ha assolte dopo una camera di consiglio “lampo” di 40 minuti.Ora il processo è da rifare. Stralcio Testimonianza: "QUESTO SIGNOR OGNI GIORNO SI PRESENTAVA ALL’ASILO E SI FACEVA TOCCARE IL PISELLO CHE USCIVA DA UNA MUTANDA NERA CON UNA SPECIE DI BUCO.IL PISELLO…OGNI TANTO STAVA GIU’ MA QUANDO VENIVA TOCCATO CON LE MANI O CON LA BOCCA SI RADDRIZZAVA E QUESTO PISELLO, INSOMMA, AVEVA LA BOCCA E OGNI TANTO, SE NON SI STAVA ATTENTI, SPUTAVA IN FACCIA. …I MIEI AMICI DOVEVANO ANDARCI CON LE MANI E POI ANCHE LE MANI PUZZAVANO E LORO AVEVANO SCHIFO. LORO SI METTEVANO SU DI UNO SGABELLO APRIVANO LE GAMBE E NOI ANDAVAMO SOTTO IL GONNELLONE E DOVEVAMO TOCCARE E BACIARE LA PATATINA CHE PERò ERA SENZA PELI, PUZZAVA E AVEVA UN BUCO.POI A VOLTE SI VOMITAVA. DOMANDA:QUANDO HAI PARLATO DI PATATINA PARLAVI DI UNA SUORA SPECIFICA O DI TUTTE E DUE? DI TUTTE E DUE.

Posted by: Dylan at 18.10.07 15:02

Dylan, tu mi accusi, in sostanza, di essere un difensore dei pedofili e della pedopornografia. Queste accuse sono infamanti. Ti invito dunque a farmi conoscere (anche privatamente) la tua identità, in modo che io possa denunciarti. Così un magistrato stabilirà se esse sono vere o no.

Posted by: giuliomozzi at 21.10.07 17:13

Mi dispiace ma sono stato frainteso. Non mi permetterei mai di accusare nessuno. La parte finale del mio post era solo un'iperbole. Sono tanti gli innnocentisti a priori. Sono tanti anche quelli che non credono alle cose che raccontano i bambini, come la testimonianza che ho allegato al post precedente. Io a quella testimonianza ci credo, e l'ha ritenuta credibile anche la Cassazione. Mi sono chiesta soltanto cosa avresti pensato tu se tuo figlio, un giorno, fosse venuto a raccontarti quelle cose. Ho immaginato che non gli avresti creduto e che, quindi, non avresti sporto alcuna denuncia. Era un pensiero immaginario che, ovviamente, non ha nulla a che fare con la realtà tua o di chiunque altro. Per quello che riguarda Rignano Flaminio sono sempre dell'idea che i processi si fanno nelle aule e non in piazza, e per il resto si possono solo esprimere opinioni generiche.Per me a Rignano Flaminio i bambini sono stati abusati, ma "chi" lo ha fatto, deve essere la magistratura a stabilirlo.Accusando i bambini di essere bugiardi e i loro genitori di essere degli isterici, alcuni giornalisti a mio avviso non aiutano la comprensione di fenomeni del genere.
Mi dispiace per non essermi espresso con sufficiente chiarezza nel post precedente. Saluti

Posted by: Dylan at 22.10.07 08:17

Dylan, ti chiedo di dire esplicitamente:
- se mi ritieni o no un difensore dei pedofili;
- se mi ritieni o no un difensore della pedopornografia;
- se mi ritieni o no un innocentista a priori ogniqualvolta si parli di casi di sospetto abuso di minori.

Hai scritto: "Mi sono chiesta soltanto cosa avresti pensato tu se tuo figlio, un giorno, fosse venuto a raccontarti quelle cose. Ho immaginato che non gli avresti creduto e che, quindi, non avresti sporto alcuna denuncia". Ti chiedo di dire se ritieni che questa tua immaginazione (un espediente retorico sul quale non ho niente da ridire: qui parlo del contenuto, non della forma) fornisca una credibile rappresentazione di me, delle mie opinioni e dei miei comportamenti.

Quanto all'affermazione: "Non credo che tu abbia letto granché sull'argomento", ti invito a dire su quali tue conoscenze essa si basa, e se tu disponga di informazioni precise sui miei studi, sulla mia biblioteca, sulla mia frequentazione di corsi e convegni, eccetera.

(Voglio dire: uno può avere tanto studiato, e non aver capito niente. Ma se dici che non ha studiato, dici una cosa non vera).

Posted by: giuliomozzi at 22.10.07 12:38

Rispondo "no" alle prime tre domande. Alle altre non so cosa rispondere, non ti conosco. A volte quello che si ricava da qualche post può essere sbagliato o parziale. Comunque volevo parlare del caso di Rignano Flaminio e degli abusi sessuali sui minori, non di te. E' un argomento troppo serio e doloroso e non mi piace la superficialità con cui spesso viene trattato.
Qualche documento...e molti saluti.

- Abusi sessuali. Valida la testimonianza dei minori - CASSAZIONE PENALE, Sezione III, Sentenza n. 35224 del 21/09/2007

I bimbi che in tenera eta’, dichiarano di aver subito abusi sessuali possono essere una valida fonte di prova e le dichiarazioni dei genitori sui fatti loro riferiti dai figli hanno il peso di una testimonianza. Lo afferma la Terza sezione penale della Corte di Cassazione nella sentenza 35224/2007 accogliendo il ricorso della Procura Generale di Brescia presentato contro l'assoluzione disposta dalla Corte di Appello territoriale nei confronti di due suore accusate di aver abusato sessualmente di alcuni alunni nella scuola materna dove insegnavano. Condannate in primo grado dal Tribunale di Bergamo a 9 anni e sei mesi di reclusione, le religiose erano state assolte sul presupposto che tutta la vicenda era da attribuirsi alla suggestione di cui i piccoli e i loro genitori erano stati vittima.
Di diverso avviso e’ stata pero’ la Cassazione che ha dapprima rimarcato come una certa politica televisiva mediocre, irresponsabile e deliberatamente erotizzante per motivi commerciali ingenera in"molti genitori la convinzione dell’esistenza di pericoli anche dove non ci sono. Ma in ogni caso, e’ perfettamente configurabile e ammissibile la possibilita’ che il giudice consideri il bambino una fonte di prova. E’ ormai un dato indiscutibile nel panorama della giurisprudenza una piu’ rigorosa circospezione nell'acquisizione della prova riguardante le dichiarazioni di minori e di bambini: anche perche’ e’ lo stesso legislatore a prescrivere certe cautele nelle audizioni protette. Nella letteratura di un certo peso dottrinario non e’ agevole pensare a quei piccoli come a piccole persone capaci di sofisticate bugie e fantasticherie, perche’ la regola e’ che un bambino di quell'eta’ e’ strutturalmente incapace di occultare o di riprodurre falsamente i fatti di quelle sue prime esperienze".
Anche le testimonianze dei genitori sono poi legittime ove questi non si sono riferiti alla conoscenza che essi avevano avuto dei fatti di causa tramite altre persone, ma ad una loro cognizione diretta per essere stati diretti e immediati depositari delle confidenze dei figli.


Cassazione penale Sez. III Sentenza 18197 del 27/3/02
Sentenza con cui la Cassazione ha confermato una sentenza di condanna per violenza sessuale in danno di minore fondata sulle dichiarazioni rese dalla minore. Il ricorrente criticava, tra l'altro, il metodo d'indagine utilizzato dalla psicologa per raccogliere le stesse dichiarazioni, lo Statement Validity Analysis. La Cassazione ha respinto il ricorso ribadendo che le dichiarazioni dei minori, persone offese di asseriti abusi sessuali, possono rappresentare da sole, se formulate in modo convincente e non sospetto, prova idonea a confortare il giudizio di colpevolezza.

Cassazione penale Sez. IIISentenza 5423 del 12/12/01
Sentenza emessa a seguita di ricorso avverso ordinanza del Tribunale del riesame di Napoli confermativa di ordinanza di arresti domiciliari in ordine al reato di violenza sessuale in danno di minore, disposta dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il ricorso si fondava sull'essere stata adottata l'ordinanza sulla base delle dichiarazioni del minore, ritenuto dal ricorrente soggetto dotato di speciale attitudine alla menzogna. La Cassazione ha affermato che nei reati a sfondo sessuale, di cui il minore è frequentemente vittima, il suo contributo è normalmente insottraibile alla ricostruzione del fatto. Ed è perfettamente lecito estrarre dalle sue dichiarazioni elementi giustificativi della misura cautelare, anche se non vi siano riscontri esterni idonei a convalidarli.

Posted by: Dylan at 22.10.07 23:33

Dylan, scrivendo: "Alle altre [domande] non so cosa rispondere, non ti conosco", ammetti
- che hai affermato in precedenza "Non credo che tu abbia letto granché sull'argomento" senza avere la minima idea se tale affermazione corrispondesse al vero;
- che hai scritto in precedenza: "Mi sono chiesta soltanto cosa avresti pensato tu se tuo figlio, un giorno, fosse venuto a raccontarti quelle cose. Ho immaginato che non gli avresti creduto e che, quindi, non avresti sporto alcuna denuncia", senza avere la minima idea se tale tua immaginazione fornisca una credibile rappresentazione di me, delle mie opinioni e dei miei comportamenti.

Sull'argomento posso suggerire qualche lettura.
- Guglielmo Gulotta e Ilaria Cutica, "Guida alla perizia in tema di abuso sessuale e alla sua critica", Giuffrè 2004.
- Guglielmo Gulotta e Luisella De Cataldo Neuburger, "La carta di noto e le linee guida deontologiche per lo psicologo giuridico", Giuffè 2004.
- Giuliana Mazzoni, "Si può credere a un testimone? La testimonianza e le trappole della memoria", il Mulino 2003 (divulgativo).
- Tara Ney, "True and False Allegations of Child Sexual Abuse: Assessment and Case Management", Routledge 1995 (una specie di classico).

Sul tema della diagnosi forense in tema di abusi sessuali collettivi si è tenuto un simposio a Venezia il 21-23 settembre scorsi, con la partecipazione tra gli altri di: Francesco Bruno (Univeristà di Roma), Cristina Cabras (Università di Cagliari), Ernesto Caffo (Università di Modena, presidente di Telefono Azzurro e dell'European Society of Child and Adolescent Psychiatry), Giovanni Camerini (Università di Modena), avv. Domenico Carponi Schittar (Foro di Venezia), Marisa D’Alessio (Università di Roma), Luisella De Cataldo (presidente dell'Associazione italiana di psicologia giuridica), Anna Oliverio Ferraris (Università di Roma), Ugo Fornari (Università di Torino), Giuseppe Frigo (Università di Brescia), Filippo Petruccelli (Università di Cassino), Ettore Randazzo (ex presidente dell'Unione delle Camere penali), Lino Rossi (Università di Parma), Gustavo Sergio (Procuratore capo della Procura presso il Tribunale dei minorenni di Venezia), Giorgia Zara (Università di Torino).

Da questo simposio dovrebbe uscire (credo che sia ancora in corso di elaborazione) un documento con le "linee guida" per la diagnosi forense. Documento che (seguendo un percorso analogo a quello della "Carta di Noto") sarà poi sottoposto alle varie categorie professionali interessate (magistrati, avvocati ecc.).

Posted by: giuliomozzi at 23.10.07 15:45

Dal momento che, come saprai, quasi tutti i partecipanti al simposio di Venezia sono impegnati nella difesa di insegnanti e bidelli accusati di abusi sessuali ai danni di alunni delle scuole materne in qualità di legali o consulenti,( Verona-asilo di Ponton- 15 bambini a processo), Vallo della Lucania (asilo privato-30 bambini a processo), Brescia (Sorelli- 25 a proceso in primo grado), Brescia (materna Abba, una quindicina a processo), Asti (una dozzina a processo), Rignano (una trentina le denunce), Cazzano S. Andrea (una quindicina a processo),
è come se Berlusconi, Dell'Utri e Confalonieri si riunissero per un simposio sul conflitto di interessi e dettassero loro le linee guida da seguire.Non dirmi che non eri a conoscenza di questo piccolo particolare.Vogliamo parlare seriamente o raccontarci delle barzellette?

Posted by: dylan at 23.10.07 18:39

Stai dicendo, dunque, Dylan, che tutte queste persone consapevolmente lavorano affinché i pedofili in Italia abbiano mano libera? Se intendi dire questo, perché non li denunci tutti? E se non intendi dire questo, che cosa intendi dire?

Le semplificazioni non servono a niente. L'altro giorno ho ascoltato il racconto di una donna alla quale sono stati tolti, ormai dieci anni fa, i figli. Il padre (dal quale, al momento della sottrazione dei figli, la donna era già separata) era accusato di abuso. Il padre è stato condannato in primo grado, assolto in secondo e in terzo. La donna non è mai stata accusata di nulla. Dal momento in cui i carabinieri si sono presentati a casa sua, la donna ha potuto vedere i figli non più di una volta ogni tre mesi, per incontri di quaranta minuti circa, sempre alla presenza di operatori dei servizi che sorvegliavano lo svolgimento della conversazione (i ragazzi non potevano dire nulla che facesse capire dove erano ospitati; l'argomento del processo in corso non poteva essere toccato; non si poteva parlare del padre; ecc.). Questo, benché non le fosse stata tolta la patria potestà. Sull'orlo della maggiore età i figli sono stati dati in affidamento. Ora la donna non sa dove siano, non ha dirito a sapere dove siano.
Questo è un caso (uno; non l'unico) dal quale risulta lampante una cosa: che il modo in cui la giustizia procede nei casi di sospetto abuso sessuale collettivo va messo in discussione. Questo mi interessa, e non altro.
E non sono barzellette.

(Il documento elaborato a Venezia, come ho già detto, sarà poi sottoposto alle varie categorie professionali interessate: ovviamente anche alla magistratura. Le linee-guida diventeranno effettivamente delle linee-guida solo dopo che saranno accettate [ci saranno cambiamenti, adattamenti, trattative, compromessi ecc.] da tutte le categorie interessate. Qualunque trattativa inizia con la proposta di una "piattaforma" avanzata da una delle parti interessate].

Posted by: giuliomozzi at 24.10.07 07:17

Post a comment




Remember Me?