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30.10.07
C'è
C'è un'altra voi, uguale, piccolina,
in fondo in fondo alla vostra vagina.
Posted by giuliomozzi at 10:26 | Comments (12)
29.10.07
Volevo
Volevo voi,
non volevo altro.
Avessi voluto me,
sarei stato più scaltro.
Posted by giuliomozzi at 11:41 | Comments (5)
Ebbene
Ebbene, siete morta.
Potevate dirlo subito,
farla corta.
Posted by giuliomozzi at 11:39 | Comments (0)
27.10.07
Se
Se tanto mi dà tanto,
perché un canto e non un pianto?
(E questo è quanto).
Posted by giuliomozzi at 07:43 | Comments (11)
23.10.07
Dall'alto
Dall'alto, dall'alto scende
la vostra voce.
Colui che intende
sa che è feroce.
Posted by giuliomozzi at 14:53 | Comments (9)
Come
Come l'odor di salso
annuncia il mare
voi vi fate annunciare
dal vostro nome.
(Che è, comunque, un falso).
Posted by giuliomozzi at 14:48 | Comments (0)
22.10.07
Davvero
Davvero speravate
di uscirne vivi?
(Da questo mondo, dico).
Sarebbe come volere fuori stagione
fichi da un fico.
Posted by giuliomozzi at 12:48 | Comments (11)
21.10.07
Claw
Posted by giuliomozzi at 16:51 | Comments (5)
19.10.07
Davvero
Davvero mi amereste
se io promettessi
di disubbidirvi sempre?
E se io disubbidissi
senza alcuna promessa?
Posted by giuliomozzi at 22:59 | Comments (1)
Fate
Fate del mio corpo quel che più
vi aggrada. Amatelo, straziatelo
o gettatelo in strada.
Non vi darò mai del tu.
Posted by giuliomozzi at 13:47 | Comments (1)
16.10.07
Due cacce
Venite: se nel bosco
ci perderemo, verranno i cacciatori
con le mute dei cani.
Saremo salvati o sbranati,
per sempre consacrati.
*
Non ch’io non veda
che son la vostra preda,
ma voi, la cacciatrice,
siete la salvatrice:
di soli carni amate
i vostri cani nutrite.
Posted by giuliomozzi at 14:42 | Comments (4)
Se è questo
Se è questo che volete, lo spettacolo
soltanto dell'amore,
sarò per voi cantante e ballerino.
Ma non venite a cercarmi in camerino.
Posted by giuliomozzi at 09:06 | Comments (1)
15.10.07
Questo
E' questo il posto, sì, non dubitate...
Ci staremo benissimo. Da sotto
ammireremo le carote e le patate.
Aspetteremo il giorno del gran botto.
Posted by giuliomozzi at 12:50 | Comments (0)
Ministro senza portafoglio
Rosy Bindi si presenta al seggio. Deve votare per il costituendo Partito Democratico. Come tutti, deve versare almeno un euro (per contribuire alle spese di organizzazione delle votazioni). In quel momento Rosy Bindi si accorge di non avere con sé il portafoglio. Poco male: un suo collaboratore prontamente provvede.
Domanda: è o non è Rosy Bindi una campionessa della vera democristianità? (Per la serie: ti invito a cena e paghi tu).
(La notizia è vera).
Posted by giuliomozzi at 09:33 | Comments (2)
11.10.07
Rosa
Salgo sull'eurostar. Il mio posto è occupato da: due borse, un codice penale commentato, un codice di procedura penale commentato, un Buondì Motta nel suo cellophane, un rotolino di cavetti con un iPod in fondo.
Il tipo seduto nel posto accanto (a occhio trent'anni, completo nero con cravatta rosa) sta studiando. Faccio per avvisarlo. Lui mi dà un'occhiata. Toglie dal mio posto i due codici. Li mette sul tavolino. Si rimette a studiare. Nel corridoio si sta formando una paziente fila.
"Mi scusi", dico. "Questo è il mio posto".
"Ah, sì, certo", dice il tipo. Prende le due borse e le getta sul posto difronte.
Si rimette a studiare.
"Sono sue queste cose?", dico.
"Eh?", dice il tipo.
"Io devo sedermi qui", dico. "Mi libera il posto, per favore?".
"Ah, sì, certo", dice il tipo. Prende su l'iPod e il Buondì Motta.
Riprende a studiare con l'iPod nella destra e il Buondì Motta nella sinistra.
Prendo dalla borsa l'Herzog di Bellow. Butto la borsa tra i sedili. Mi siedo. La fila nel corridoio riprende a scorrere.
Una signora in tailleur dice, indicando il posto difronte al tipo: "Questo è il mio posto".
Il tipo la guarda. Posa iPod e Buondì. Afferra le due borse e se le porta in grembo. La signora si siede; accanto a lei, e difronte a me, si siede subito un giovinotto con le guance molto rosse.
Trenta secondi dopo arriva un signore imponente con un impermeabile rosa. Dice al tipo: "Quello è il mio posto".
Mi alzo per far uscire il tipo. Il tipo posa la roba sul mio posto. Si alza. Cerca di prendere tutto in mano: borse, Buondì, iPod, codici, il libro che sta studiando (che, ora lo vedo, è un manuale per prepararsi all'esame d'ammissione all'Ordine dei giornalisti). Tenta di muoversi. Gli sfugge una borsa. La spinge avanti col piede. Io cerco di lasciargli spazio. Il signore imponente fa lo sguardo disgustato. Il tipo si avvia nel corridoio tenendo tutte le sue cose in braccio.
Il signore imponente s'infila nel suo posto. Appende l'impermeabile rosa al gancio. Si siede. Mi siedo anch'io. Il signore imponente si divincola. Si fruga sotto il sedere.
"E' suo questo?", dice porgendomi l'iPod.
"No", dico. "E' del giovanotto che era seduto qui prima".
"Bene", dice il signore imponente. "Lo affido a lei", e me lo posa davanti sul tavolino.
"Vado a cercare il giovanotto", dico facendo la mossa di alzarmi.
"Non ci provi nemmeno", dice il signore imponente.
"Perché?", dico ricadendo.
"Se lei si aggira per questo treno con una cosa altrui in mano, il legittimo proprietario potrebbe accusarla di aver tentato di appropriarsene", spiega il signore imponente. "Se invece lei la lascia dov'è, e magari la sorveglia per bene, questa accusa non può esserle rivolta".
"Potrei cercare il giovanotto senza portare con me l'iPod, lasciandolo qui", azzardo.
"E' incongruo", dice il signore imponente. "Se vuole portare aiuto al legittimo proprietario, non può abbandonare l'oggetto dove chiunque potrebbe appropriarsene".
"Lo affido a lei", dico.
"Non mi prendo questa responsabilità", dice il signore imponente.
"Il suo comportamento mi pare curioso", dico. "In pratica, lei mi sta fermamente consigliando di agire in modo tale da non poter più ritrovare il legittimo proprietario di questo iPod".
"Si fidi di me", dice il signore imponente. "Sono un magistrato. E gli imbecilli mi danno noia".
In quell'istante ricompare il tipo. Gli consegno l'iPod. Lui manco dice grazie. Il magistrato tira fuori un giornale, ci si ficca dentro e non mi guarda più.
Quando scendiamo, mi accorgo di aver pressato ben bene, sul fondo del sedile, il Buondì Motta.
Posted by giuliomozzi at 13:01 | Comments (12)
10.10.07
Un affare di soli adulti?
Sempre sui fatti di Rignano Flaminio. Oggi questo articolo in Repubblica.it. (Il mio articolo dell'aprile scorso in vibrisse; l'appunto di venti giorni fa qui nel diario).
Posted by giuliomozzi at 01:16 | Comments (13)
09.10.07
Questo
Questo è il mio fantasma.
Trattatelo con cura,
ve lo consegno.
Se muoio in questo viaggio
vi resterà per segno.
(E ho molta paura).
Posted by giuliomozzi at 23:52 | Comments (9)
Nel sogno
Nel sogno giacevate
sopra di me, presso al soffitto.
Dormivo con fervore,
perché non precipitaste a capofitto.
Posted by giuliomozzi at 17:56 | Comments (1)
Glass
Two years ago, we called someone out to replace the windowpanes on the small, enclosed porch that was there when we moved in, twenty years ago, built onto the tiny balcony overlooking the back courtyard. It’s a metal-frame porch, with windows about a half-meter square. The glass panes might have been naturally tinted gray, but they were also caked with filth. Some were broken, others cracked. Some must have been replaced already: the panes that looked the oldest had strands of wire in the glass. We wanted a nicer porch, one with more light. [...]
Posted by giuliomozzi at 17:51 | Comments (2)
Dite
Dite: siete voi
che al mattino cantate
a gara con gli uccelli?
Quel canto ha l'odore
dei vostri capelli.
Posted by giuliomozzi at 07:07 | Comments (1)
08.10.07
Chi abita in questa casa?
Posted by giuliomozzi at 21:24 | Comments (2)
Che è
Che è che sé non è, e se non è io non
sono?
(Non siete voi, no).
Posted by giuliomozzi at 12:29 | Comments (20)
06.10.07
Tante
Bella come siete
che non vi credete
ch'io mi lasci fare.
Ci sono tante cose al mondo da adorare.
Posted by giuliomozzi at 10:02 | Comments (2)
03.10.07
Occupazione
Oh sì, sì, mi date questo
nome, questo amore mi donate
amore, quante cose che mi fate
fare.
Posted by giuliomozzi at 06:21 | Comments (2)
02.10.07
vibrisselibri
C'è un nuovo libro in vibrisselibri. Si chiama I nomi sacri. L'autore è Riccardo Ferrazzi.
Posted by giuliomozzi at 10:24 | Comments (5)
01.10.07
La dittatura del referente
Se volete seguire Gualtiero, seguìtelo qui.
Posted by giuliomozzi at 17:01


