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13.09.07
Non se ne parla neanche
Posted by giuliomozzi at 13.09.07 01:08
Comments
D'accordo.
Chi inizia a fare silenzio, tu o io?
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 13.09.07 08:52
Parliamone................
Posted by: mimmo at 13.09.07 12:32
...dissero gli spaghetti ai frutti di mare al parmigiano....
Posted by: farfallula at 13.09.07 15:00
volevo chiederti se mi facevi da "maestro". mi hai letto nel pensiero?
Posted by: carlo at 13.09.07 16:45
la stessa risposta ho ottenuto a fronte di una richiesta di prestazioni sessuali particolari ad una mia vecchia fidanzata (vecchia nel senso di tanto tempo fa).
Posted by: cletus at 13.09.07 19:16
Be', l'avevo capito già.
Posted by: mauro at 13.09.07 21:02
...della morte di Zawinul ?
...dello sciopero della pasta ?
...dello sciopero dei benzinai ?
...della Ferrari che vince il mondiale costruttori "a tavolino" ?
...del fatto che la chiesa ha onorato Pavarotti (divorziato, ex evasore...) e negato i funerali a Welby ?
...del rigetto del ricorso di Pannella contro la sua esclusione dalle primarie ?
...del "sacco" di Roma, ad opera degli amici costruttori di uno dei papabili di cui al punto precedente ?
...di grazia, di cosa "non se ne parla neanche" ?
Posted by: cletus at 13.09.07 23:58
Cletus, che domande. Neppure io ne parlo (sul mio blog)
Posted by: Ezio at 14.09.07 09:19
Peccato… un po' ci speravo. È davvero un romanzo impubblicabile, irredimibile, il mio?
Posted by: Roberto Plevano at 14.09.07 11:48
"Non se ne parla neanche."
Un'affermazione del genere, in assenza di una premessa(un dialogo, una questione fondamentale dell'esistenza, un aforisma, una legge, una regola, ed altro ancora) invita al dialogo, e contraddice il senso stesso dell'affermazione.
Invano il lettore guarda lo spazio bianco a valle e a monte del titoletto , alla ricerca di un qualcosa di cui parlare.
Non c'è niente, altro che spazi bianchi privi di link(la freccia che si trasforma in manina e ti rimanda da qualche altra parte).
E' un finale aperto senza alcuna trama, solo un finale.
E' come entrare ad un minuto dalla fine di un film, e vedi il tipo con l'impermeabile che traspira avidamente il fumo di una sigaretta, guarda lontano, oltre la sua interlocutrice; molla la sigaretta ed afferma: "Non se ne parla neanche".
Fine.
Ed era l'ultimo spettacolo dell'ultimo giorno di programmazione.
Di cosa non parlare affatto?
Ed intanto parli, e parlando può darsi che parli proprio della cosa di cui non si doveva parlare. Parli, ti accapigli, supponi, formuli delle ipotesi.
E parli.
E se tu sapessi di cosa non parlare, ne parleresti.
Proprio qui.
Per sancire il principio democratico della libera circolazione di idee, una specie di Speaker's Corner della rete.
Tanto per contraddire.
Tanto per dire.
Per sollevarti dai condizionamenti, dai messaggi subliminali, per ergerti come spirito libero.
Dài, parliamone.
Che soddisfazione.
Non sei tu quello che non ne parla.
Per questa volta no.
Poi succede qualcosa.
Ti stanchi di tenere le spalle impettite, senti i capelli che se ne stanno andando, qualche dente partito, il ventre che si rilassa e i rollini di pancia che strabordano oltre il limite della cintura, gli occhiali che sono diventati una tua appendice, e pensi a tutte le volte in cui non ne hai parlato, affatto, neanche un po', neanche di fronte ad un ordine così perentorio, ma solo al pensiero di contraddire qualcuno che non vuoi contraddire, e abbassi il capo, pensoso.
E capisci che, anche per questa volta può finire così.
Che non se ne parli neanche.
Va bene
Posted by: Toni La Malfa at 14.09.07 15:49
traspira ?
polmoni in goretex..?
Posted by: cletus at 14.09.07 17:01
... di trovare un Editore per "Il fuoco imperfetto", sob.
Posted by: Mauro Pieroni at 14.09.07 20:55
"Non se ne parla neanche": Giulio, buttata così, quest'espressione sembra voler ottenere - attraverso la curiosità che induci in noi lettori - l'intento opposto.
Sei troppo acuto per non esserne consapevole.
Posted by: Gianluca Minotti at 15.09.07 11:00
ok.
Posted by: mammina at 15.09.07 14:05
Buttare fuori quello che si ha nel computer.. via! via! Dare un senso e, come si dice, licenziarle. Via! via! Lasciarle andare per la loro strada; dare loro una autonomia!E' inutile tenerle lì come le ghiande, per un inverno prossimo venturo! Via! liberare spazio! Renderle indipendenti, liberarle! Via le idee, fuori! Sciò; che circolino! Prima si fa spazio e prima di possono scrivere cose nuove!
A meno che non sia vino...
Posted by: pulce at 15.09.07 19:37
Non esiste.
Posted by: Ivano Porpora at 16.09.07 02:51
E' quello che mi son detto, ad un certo punto.
Posted by: pulce at 18.09.07 12:40
Appunto, vorrei aggiungere; come faccio a scrivere delle cose nuove se ho ancora da finire quelle vecchie? Lascio le cose vecchie e mi dedico a quelle nuove, oppure riguardo le cose vecchie in un'ottica nuova?
Che dilemma. Ma no! E' chiaro. Mi libero della zavorra delle cose vecchie affrontandole con migliorato ottimismo!
Non sono l'unico, mi pare di capire che non sono l'unico. E allora, diamo una rinfrescata alla letteratura!!!
...pulce rossa (Movimento di Liberazione della Letteratura Popolare)...
Posted by: pulce at 18.09.07 13:57
La nuova stagione della letteratura è già cominciata
Posted by: pulce at 18.09.07 17:21
Aspettiamo prima che S.Gennaro faccia il miracolo.
Posted by: mimmo at 19.09.07 07:48
I miracoli non sono essenziali, difatti molti non credono nemmeno di fronte ai miracoli. Bernanos chiude il suo libro dicendo tutto è grazia, e dunque uno scrittore come Bernanos non è l'ultimo arrivato; allora non aspettiamoci i miracoli perché non c'è bisogno dei miracoli ma della grazia, la quale si può benissimo chiedere e se si chiede si ottiene: questo non è un miracolo ma è affare di ogni giorno; ogni giorno qualcuno chiede ed ottiene; poi, certo, siamo fatti come siamo fatti e non siamo santi o eroi, però il nostro piccolo impegno nelle letteratura lo possiamo dare, oltretutto non ci cambia niente. Cioè, non ci sconvolge i nostri progetti, perché tanto, a guadare in alto o in basso non ci comporta differenze sostanziali nei modi di scrivere.
[Sono cose che ho letto e sentito e che condivido]
Posted by: pulce at 19.09.07 13:15
Errata corrige: gaurdare in alto o in basso comporta differenze sostanziali nel modo di scrivere.
Posted by: pulce at 19.09.07 18:54
Oh pulce! e che c'azzecchi mai te?! Ti gira bene che la scomunica non la si usa più, altrimenti vedevi, te! E che son cose da dire?? aò, che vuoi fare, che ti dican che te sei un eretico? Ma tu vuoi scrivere che a guardare al cielo cambia la sostanza dello scrivere?? Obbella e ribella!! E' come dire se è nato prima l'ovo o la gallina! Eccheddevedire allora il povero Dante Alighieri! che non c'entra nulla, poveretto. Te, pulce, ti sei rincitrullito, ma proprio bollito!!
E allora dimmi un po', rincitrullo pulcioso; che, se cambi la sostanza dello scrivere, te ti ci rivolgi verso il cielo?? Altro che scomunica!!! Io ti darei un... unn... unn. Vabbè. Lasciamo stare che sono anche pacifista e amo gli animali.
Ciao. Nun pensare troppo e non darti troppe arie, eh. Meno male che sei bello.
Posted by: rampognin at 19.09.07 19:36
Scusate. Ogni tanto parto per la tangente. E' che quando scrivo così mi diverto un sacco e mi scappa proprio da ridere. Insomma, è come se le endorfine danzassero assieme a tutti gli ormoni; non so come dire. Dopo, quando rileggo, mi paiono cose buffe. Tanto per stare in tema di eresie (un'altra volta???. Ok passi per quest'altra volta): ma voi ve lo immaginate se lassù gli angeli se la ridono ancora di più, di tutte 'ste cavolate che scrivo?
Scusate. Casomai a mia discolpa potrei citare un libro di Mario Botta e di un giornalista di cui mi sfugge il nome. Il titolo è La lingua degli angeli. E' un bel libro. Insomma, se sono un po' scemo non è tutta colpa mia.
Posted by: pulce at 20.09.07 12:41