« Donatella | Main | Una sviolinata »

02.09.07

Mariolina Venezia e Romolo Bugaro

Mariolina Venezia ha vinto il premio Campiello con il romanzo Mille anni che sto qui, pubblicaoto da Einaudi. La "giuria popolare" l'ha premiata. Come è fatta la giuria popolare? "La Giuria dei 300", si legge nel sito del premio, "è composta da lettori appartenenti a varie fasce sociali, culturali e professionali di ogni parte d'Italia rappresentativi di un campione di 'chi legge' nel nostro Paese. Nessuno può far parte di questa giuria più di una volta". Per la precisione: i 300 sono scelti tra le persone che si candidano volontariamente a far parte della giuria popolare, selezionandoli sulla base di una descrizione della popolazione italiana fornita dall'Istat. In sostanza, la pretesa è quella di presentare il premio Campiello come il premio degli italiani, che premia il libro (potenzialmente) più amato dagli italiani. Il voto della giuria popolare ha l'aspetto di un "sondaggio", e i risultati di vendite forniranno, eventualmente, la conferma della qualità scientifica del sondaggio. Spiego questo per far capire il valore e il senso di un premio come il Campiello: nel quale non la qualità in sé, ma la capacità di penetrazione tra i lettori comuni, è premiata.
Avendo letti tutti e cinque i libri finalisti, ero assolutamente certo del risultato: tant'è che ieri sera me ne sono andato tranquillamente a nanna, nonostante nella cinquina ci fossero tre amici: Romolo Bugaro, Alessandro Zaccuri, e appunto Mariolina.
Il romanzo di Bugaro Il labirinto delle passioni perdute è, secondo me, il più bello tra i romanzi della cinquina. Se qualcuno vuol pensare che io dica questo perché sono in amicizia con Bugaro, è libero di pensarlo. Un paio di giorni prima del premio, su iniziativa di Tiziano Scarpa e Roberto Ferrucci, a Mestre si è svolta un'amabile iniziativa di solidarietà a Bugaro: niente di speciale, un semplice aperitivo nel bar sotto il Centro culturale Candiani, seguito da una pizza (buona) nella pizzeria difronte.

Ecco una dichiarazione di Tiziano, dal quotidiano "Il Gazzettino" del 22 agosto 2007:

Romolo Bugaro è «delicato e spietato»: Tiziano Scarpa (foto) sceglie con cura le parole. "Il labirinto delle passioni perdute", a suo avviso, è un romanzo che si immerge profondamente nella vita, e sa raccontare i sentimenti, il fallimento economico, la vergogna, la fedeltà. «È la storia di tre uomini e una donna: alcuni di loro guidano grandi aziende, conoscono la ricchezza e il disastro finanziario, il carcere. È un libro che gronda esperienza, che non descrive "personaggi", ma autentiche persone e rappresenta la realtà per quello che è». Bugaro non eccede mai, non esagera, non cede alla tentazione dell'"effetto". «In lui vive la musa della realtà», che gli permette di «far sentire l'inaudito di qualcosa di vero».

Bugaro parla di soldi e di finanza, «argomento quasi mai trattato dagli scrittori» nonostante questa sia l'epoca di furbetti di quartierino e di crac spaventosi. L'incipit de "Il labirinto delle passioni perdute" è illuminante: «Duecentomila euro liquidi, più qualche cedola Comit e Abn: avevo salvato questo, nient'altro, e poteva andarmi anche peggio, potevo perdere assolutamente tutto. Il conto, in una banca di San Marino, era intestato ad un'amica di famiglia, mai sfiorata da verifiche o accertamenti». «La macchina finanziaria è autonoma - spiega Scarpa - i suoi meccanismi procedono da sè: correggere il sistema significa smantellarlo, il che è titanicamente impossibile. La valanga, quindi, sembra inarrestabile. Bugaro lo sa svelare senza orpelli».

Se qualcuno vuol pensare che Tiziano Scarpa si sia espresso in questo modo perché è in amicizia con Romolo, è libero di pensarlo.

All'aperitivo c'erano, oltre agli organizzatori e al festeggiato: Marco Franzoso, Vitaliano Trevisan, Renzo Di Renzo, Michele Rossi, Massimiliano Nuzzolo, Annalisa Bruni, Edoardo Pittalis, Alberto Garlini, Jacopo De Michelis. E mi dimenticherò sicuramente qualcuno. Io ho partecipato volentieri, perché il romanzo di Romolo è davvero bello.

Della vittoria di Mariolina sono contento senza alcuna ombra, perché anche il suo romanzo mi sembra davvero un bel romanzo. E ne sono anche fiero, perché il primo libro di Mariolina Venezia, Altri miracoli, nel 1998, lo feci pubblicare proprio io da Theoria. Theoria stava andando a ramengo, la situazione era drammatica, il libro non lo vide pressoché nessuno. Ma, in somma, quello che potevo fare l'ho fatto: ho dato a quel libro di racconti quel po' di vita che potevo dargli (se magari Einaudi lo ristampasse nei tascabili, secondo me non farebbe male)

Ho trovato divertente questo lancio d'agenzia di ieri alle 21 e 56:

Con Mille anni che sto qui, Mariolina Venezia vince il Premio Campiello, edizione 2007. Si tratta di un'opera prima scritta dalla sceneggiatrice e autrice tv a 45, che ancor prima di uscire, ha avuto la fortuna di essere acquistata da editori stranieri e soprattutto dalla Warner Bros, intenzionati a trarne un film. L'autrice nata a Matera nel 1961, aveva pubblicato, una decina di anni fa, solo 'Altri miracoli', piccola raccolta di racconti edita da Teoria. (Agr)

Come si possa dire che un romanzo è un' "opera prima", se due righe sotto si dice che un'altra "opera" lo ha preceduto, mi risulta un mistero. Come si possa dire che quel romanzo "ha avuto la fortuna" di essere acquistato da vari editori e da una grande casa di produzione cinematografica - come se contasse la "fortuna", e non le caratteristiche del romanzo stesso nonché la capacità dell'editore (Einaudi, mica uno qualunque) di venderlo a destra e a manca - mi risulta ugualmente misterioso. Perché mai la precedente raccolta di racconti sia definita "piccola" (piccola non è: è un libro di formato normale), mi risulta parimenti misterioso. Più ordinario è l'errore di chiamare "Teoria" la casa editrice Theoria.

Posted by giuliomozzi at 02.09.07 10:02

Comments

E di quel giovanotto di Fruttero non dici niente?

Posted by: farfallula at 02.09.07 11:29

No, non dico niente.

Posted by: giuliomozzi at 02.09.07 12:25

E' a tutta pagina sulla Stampa (pag. 45). Titolo: Campiello, Venezia è Mariolina. Con foto della bella Mariolina Venezia.

Qui un'intervista:
http://www.nonleggere.it/default.asp?content=%2Fesordienti%2Fblu4%2Fmariolina%5Fvenezia%5Ftesto%2Fschedatesto%2Easp

Posted by: Marco at 02.09.07 13:25

Quanto più simpatico sarebbe Bugaro se solo si sforzasse di essere meno simpatico? Maria Latella, presente alla premiazione, ha visto in lui un possibile conduttore della prossima edizione dei "pacchi": all'inizio ho pensato che si trattasse di una battuta stupida, ma a pensarci bene Latella ha trovato un bel modo di sottolineare il lato gigionesco e piacione di Bugaro.

Posted by: anna at 02.09.07 16:26

Io il libro della Venezia l'ho letto perché in lizza per il Premio Viadana 2007.
L'ho trovato davvero molto interessante e scritto con verve - anche a causa di quell'ottimo inizio.
Quello di Bugaro mi incuriosisce.

Posted by: Ivano Porpora at 03.09.07 09:05

Notevole il fair play di Fruttero. Che, intervistato dal "Corriere", dice: il libro della Venezia non l'ho letto, ma tanto ho saputo che lei scrive fiction televisive, quindi credo di aver capito che roba è.
Come se io dicessi di Fruttero: massì, è uno che si è occupato di fantascienza, credo di aver capito che roba è.

Posted by: giuliomozzi at 03.09.07 15:39

Beh.
Direi che c'è una vaga, vaghissima differenza tra la Venezia e Maria Venturi.
Entrambe scrivono anche fiction, entrambe hanno le stesse iniziali.
Ma direi che ci fermiamo qui...

Posted by: Ivano Porpora at 03.09.07 22:27

C'è un errore nel tuo link, il sito del premio è .org e non .it
Posso chiederti se sai come si fa a candidarsi per fare parte della giuria?

Posted by: Ely81 at 04.09.07 20:31

Ci avevo visto giusto, oppure faccio parte semplicemente del gusto medio, quando gli ho assegnato il premio Mimmo2006. In effetti è stato il libro che ho preferito fra tutti quelli letti l'anno scorso. Non so cosa potrà succedere nell'usarlo come soggetto per un film, me lo sono chiesto più di una volta e resto perplesso.

Posted by: mimmo at 06.09.07 12:47

Post a comment




Remember Me?