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24.08.07
Arsenio Asdrubale Ampelio Amrito
Sono in vacanza. Sto prendendo l’ombra sotto la pergola. Sul tavolino ho una bottiglia di acqua e limone. Leggo.
Il telefono portatile suona. Un numero sconosciuto. Rispondo.
«Buongiorno signor Mozzi», dice una voce di ragazza, «sono Tizia del quotidiano Tale stiamo facendo un servizio sulle letture degli scrittori in vacanza lei è in vacanza?».
«Fatti miei», dico.
«Ah sì certo mi scusi la privacy naturalmente», dice la voce di ragazza, «e dove va in vacanza?».
«Fatti miei», dico.
«Oh che sbadata scusi ma insomma questo non ha importanza», dice la voce di ragazza, «stiamo facendo un servizio sulle letture degli scrittori in vacanza».
«Questo me l’ha già detto», dico.
«Eh già è vero mi scusi naturalmente», dice la voce di ragazza, «allora mi dica lei che libri leggerà in vacanza?».
«Vuole sapere la verità?», dico.
«Oh sì certo naturalmente la verità sì», dice la voce di ragazza.
«In questo momento sto leggendo Le storie delle protesi di Alex Fringberger», dico. «Un libro straordinario, che però non è più in commercio da tempo».
«Alex?…», dice la voce di ragazza.
«Fringberger», dico. «Firenze Roma Imola Napoli Genova Bergamo Empoli Roma Genova Empoli Roma».
«Fringberger?», dice la voce di ragazza.
«Sì», dico. «Si tratta di un libro nel quale Alex Fringberger raccoglie tutte le storie che gli sono state raccontate dalle protesi».
«Dalle protesi?», dice la voce di ragazza.
«Sì», dico. «Dentiere, mani di gomma, gambe di legno, occhi di vetro…».
«Oddio che schifo», dice la voce di ragazza.
«Ma no», dico. «E’ un libro molto poetico. Ci sono le dentiere di due coniugi, ad esempio, che si sono amati per tutta la loro vita fino alla fine, che raccontano tutta l’intensità dei baci che questi due si sono scambiati tutti i giorni, per decenni e decenni. Baci profondi, lunghi, meditativi…».
«Ma è una roba porno!», dice la voce di ragazza.
«Be’, insomma», dico. «Sicuramente è una cosa molto intima».
«Le storie delle protesi, ha detto?», dice la voce di ragazza.
«Sì», dico.
«Editore?», dice la voce di ragazza.
«Guardi», dico, «non lo so neanche. Ho qui delle fotocopie che mi ha passato un amico, ma l’editore non si vede».
«Ma fotocopiare i libri è illegale!», dice la voce di ragazza. «Proprio lei, che è uno scrittore, dà il cattivo esempio!».
«Il libro è fuori commercio da anni», dico, «e non si trova quasi in nessuna biblioteca. Quindi la fotocopiatura è legittima».
«Sarà…», dice la voce di ragazza. «E poi cos’altro leggerà quest’estate signor Mozzi?».
«Ho qui i New Selected Poems di Ted Hughes», dico, «e le Letters Home di Sylvia Plath».
«In inglese?», dice la voce di ragazza.
«Sì», dico.
«Lei conosce bene l’inglese?», dice la voce di ragazza.
«No», dico. «Ma questi due libri hanno dei caratteri di stampa bellissimi, e mi piace star lì delle ore a guardarli».
«Certo signor Mozzi che voi scrittori siete davvero delle persone particolari con il vostro amore per i libri anche voglio dire per la loro fisicità», dice la voce di ragazza.
«I libri sono la nostra vita», dico.
«Certo naturalmente è così senza dubbio», dice la voce di ragazza. «E poi cos’altro leggerà signor Mozzi?».
«Fumetti», dico.
«Fumetti?», dice la voce di ragazza.
«Sì», dico. «Julia, L’Eternauta, Asterix, Wolverine, Alita…».
«Ma che fumetti sono?», dice la voce di ragazza.
«Fumetti belli», dico. «Molto belli».
«Ma lei che è uno scrittore legge fumetti?», dice la voce di ragazza.
«Gliel’ho detto», dico. «E sono molto belli».
«Devo confessarle una cosa», dice la voce di ragazza.
«Dica», dico.
«Libri focopiati… libri che non legge e guarda soltanto… fumetti…», dice la voce di ragazza. «Da uno scrittore mi aspettavo di più».
«Pazienza», dico.
«Eh già», dice la ragazza.
«Eh sì», dico.
«Senta già che ci sono», dice la ragazza, «visto che devo sentirli lei mi saprebbe dare un telefono degli scrittori Arsenio Asdrubale Ampelio e Amrito che mi hanno detto di intervistare anche loro ma non so come fare perché al giornale fanno apposta a mettermi in difficoltà dicendomi di telefonare a questo e a quello senza darmi i telefoni anche se loro li hanno perché io sono una povera freelance e loro ci pigliano gusto a mettermi in difficoltà che se per esempio fossi un maschio mica ci proverebbero?».
«Certo», dico. «Arsenio Asdrubale Ampelio e Amrito. Li conosco tutti. Ora le do i numeri».
E lentamente, dettandoli e facendomeli ripetere per controllo, le do i numeri del Radiotaxi di Verona, dell’Ufficio oggetti smarriti della Stazione Centrale di Milano, del Servizio di derattizzazione dell’Ufficio igiene di Padova, e dell’Hotel Vittoria di Tortona.
[Due note. 1. Questo dialoghetto è pubblicato (un po' più corto: si ferma, per ragioni di spazio, alla battuta: "Pazienza") anche nel quindicinale Stilos in edicola in questi giorni. 2. Tutta la mia comprensione per le povere collaboratrici di quotidiani che in agosto o a Natale sono spedite a rompere le balle a scrittori, artisti, poeti e naviganti: il loro è un lavoro che non vuole fare nessuno]
Posted by giuliomozzi at 24.08.07 10:31
Comments
Il post è da spiscio. Sei consapevole di aver messo in subbuglio, prim'ancora che la gentile fanciulla intervistatrice, la redazione tutta di Stilos ?
Per gli appassionati del genere, qui un paio di risorse su youtube, dedicate al Sommo.
http://cletus1.blog.dada.net/post/445908/Le+interviste+su+Fringberger+%281%29
http://cletus1.blog.dada.net/post/447430/Le+interviste+su+Fringberger+%282%29
Posted by: cletus at 24.08.07 11:11
Non dev'essere affatto piacevole telefonarle e trovarla così in forma...
Posted by: Orazio at 24.08.07 12:51
Orazio, ma non sono mica sempre così in forma...
Posted by: giuliomozzi at 24.08.07 15:40
Ah, bene. Allora le telefonerò appena possibile.
Posted by: Orazio at 25.08.07 10:51