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13.07.07
Zzz
Entro nel pub. Mi siedo. Arriva un ragazzo con la zazzeretta nera. Chiedo una birra rossa media e un panino con formaggio, cipolla e la polpetta di carne tritata e pressata. Il ragazzo con la zazzeretta nera se ne va.
Dopo tre minuti il ragazzo con la zazzeretta nera mi posa sul tavolo la birra rossa.
La bevo con calma, mentre leggiucchio Le rappresentazioni sociali di Serge Moscovici (il Mulino).
Dopo una mezz'oretta ho finita la birra.
E' ora di andare.
Vado alla cassa.
"Quant'è?", dico.
"Tot", dice il tipo della cassa posando nel piatto lo scontrino.
Guardo lo scontrino.
"Io però il panino non l'ho mica avuto", osservo.
"Ah no?", dice il tipo.
"No", dico.
"Glielo facciamo subito", dice il tipo.
"No, è tardi, vado a casa", dico.
"Arocle!", grida il tipo.
"Eccomi", dice il ragazzo con la zazzeretta nera.
"Il signore ha ordinato un, un...", dice il tipo della cassa ingarbugliandosi.
"Un panino con formaggio, cipolla e la polpetta di carne tritata e pressata", dico.
"Ecco, quella roba lì", dice il tipo.
"Sì", dice il ragazzo con la zazzeretta nera.
"E tu non gliel'hai portato", dice il tipo.
"Vero", dice il ragazzo con la zazzeretta nera.
"Perché?", dice, inquisitorio, il tipo.
"Perché quest'uomo è uno sporco provocatore", dice il ragazzo con la zazzeretta nera.
"Eh?", dice il tipo.
"Che cosa aveva ordinato, quest'uomo?", dice insinuante il ragazzo con la zazzeretta nera.
"Un, un...", brancola il tipo della cassa. "Un... panino... con...".
"Vede", dice il ragazzo con la zazzeretta nera. "Lei non riesce nemmeno a pronunciarlo, quel nome".
"E' vero", dice il tipo. E mi guarda, ora, come se io fossi un diavolo puzzolente di zolfo, e solo in quel momento il mio odore fosse giunto alle sue narici.
"Analogamente", dice con tono da maestrino il ragazzo con la zazzeretta nera, "il cuoco non è stato capace di confezionarlo".
"Giusto!", dice il tipo della cassa. "Dov'è il cuoco?".
"E' chiuso in bagno da venti minuti", dice il ragazzo con la zazzeretta nera. "Sta piangendo".
"Lo vede che casino ha combinato?", mi dice il tipo della cassa.
"E' mio diritto, in Italia, chiamare le cose con il loro nome italiano", dico.
"Perché, quella merda che lei ha ordinato, avrebbe anche un altro nome?", urla il tipo della cassa.
"Sì, capo", dice flemmatico il ragazzo con la zazzeretta nera. "E' il cheesburger con cipolla".
Il tipo della cassa apre la bocca. La spalanca per bene. La lascia così per un po'. Nel frattempo diventa tutto rosso. Poi comincia a dire, rantolando:
"E lei... lei ha osato... un cheesburger... chiamarlo... in quel modo infame...".
"Devo fare una precisazione", dico.
"Mi dica", dice il tipo della cassa.
"Il ragazzo qui presente ha detto che io sono uno sporco provocatore", dico.
"E' vero", dice il ragazzo con la zazzeretta nera.
"E' vero!", conferma il tipo della cassa.
"Non è vero", dico.
"Ah no?", dicono i due all'unisono.
"Non sono sporco", dico.
Posted by giuliomozzi at 13.07.07 16:23
Comments
è una questione di codici. basta conoscerli, poi si dialoga che è una meraviglia.
Posted by: cletus at 13.07.07 16:51
qui abbiamo toccato le vette del genio. ovviamente non è successo realmente, quel che hai scritto, *vero che non è vero*? (cavolo, non so mai fino a che punto io debba trattenermidallosbottarearidereeeeee....) umpfffffffffffff...
Posted by: Gaja at 13.07.07 18:09
Non so, non riesco ad immaginarmi Giulio in un fast food...oops, "luogo in cui si mangia in modo veloce"...hihihihi
Posted by: Mary at 13.07.07 22:11
In effetti, preferisco cenare mangiando torta di grano e pesce veloce del baltico.
Posted by: giuliomozzi at 14.07.07 01:19
IL PESCE VELOCE DEL BALTICO! mio padre lo chiama sempre così! :-D ahahaha. sono in famiglia, ragazzi! (senti ma: AROCLE? vogliamo parlare di AROCLE??? Sembra uno di quei nomi dei personaggi di Asterix... ;-))
Posted by: Gaja at 14.07.07 08:56
Arocle è il nome di un cameriere che compare in un romanzo di Achille Campanile, "Agosto moglie mia non ti conosco".
Nel romanzo, Arocle si vergogna talmente di chiamarsi Arocle, che quando il padrone o i clienti chiamano "Arocle!", fa finta di non sentire. Quando si spazientiscono e cominciano a gridare: "Imbecille! Muoviti!", allora accorre scodinzolando.
Ricordo che "Agosto moglie mia non ti conosco" è il romanzo di un naufragio. Una nave carica di turisti affonda. Per errore - la nave era diretta, credo, in paesi orientali - ai naufraghi vengono distribuite, anziché cinture di salvataggio, cinture di castità. Tutti si salvano. Le chiavi restano in fondo al mare. Da qui parte l'intreccio.
Posted by: giuliomozzi at 14.07.07 12:20
oddio... e dire che amo moltissimo Achille Campanile (Mongarli e io siamo fan scatenati)! Ma Arocle proprio non lo ricordavo. Metto la testa sotto i tuoi piedi senza chiederti nemmeno di non muoverti (e questa chi l'ha detta? ;-))
Posted by: Gaja at 14.07.07 12:38
Troisi, Benigni, "Non ci resta che piangere". Citando a loro volta Totò e Peppino, ecc.
Posted by: giuliomozzi at 14.07.07 15:59
Maledetto Carter, hai vinto anche stavolta! ;-P
Posted by: Gaja at 14.07.07 16:23
Eh beh, non credo si possa parlare di Arocle senza parlare del cane De Rossi, il cane più nobile che Campanile abbia mai inventato (e ne ha tirati fuori parecchi, specie in "In campagna è un'altra cosa (c'è più gusto)". De Rossi era la nobiltà fatta cane e, al contrario di Arocle, godeva un sacco a sentirsi chiamare.
Posted by: Mauro Mongarli at 15.07.07 16:34
Sapevo che saresti arrivato non appena qualcuno avesse vocato Achille! Rispondi prima a *questo* richiamo che al tuo nome, mio carissimo Mongy®! ;-)
Posted by: Gaja at 16.07.07 08:22
Ah! Ah! Ah!
:-)
NM
Posted by: Nevio at 21.07.07 12:13
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Posted by: seowyvzpl pukqsct at 19.09.07 16:11