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16.07.07
Solitudine
Sono sul traghetto da Villa San Giovanni a Messina. Il treno è stato smontato e infilato nella pancia della nave. Abbiamo una mezz'ora di viaggio. Esco dalla carrozza. Scalette. Salgo alle passerelle, in alto. Un po' d'aria fresca, un po' di movimento dopo dodici ore di treno.
Il sole è bellissimo. Il mare è bellissimo. Il vento è bellissimo.
Mi si avvicina una signora mora con la faccia simpatica, con in braccio una bambina bionda con la faccia simpatica.
"Scusa, eh", dice la signora mora con la faccia simpatica, "tu sei giulio mozzi, vero?".
Posted by giuliomozzi at 16.07.07 09:04
Comments
Ora, posto che sia vero ciò che hai scritto (ormai non so più come comportarmi), devi raccontarci i dettagli. Chi era questa signora? Come faceva a conoscerti? Si è fatta autografare i tuoi libri? Presto, dicci... ;-P
Posted by: Gaja at 16.07.07 09:48
giuliomozzi, l'uomo che non deve chiedere: mai
Posted by: Roberto Tossani at 16.07.07 09:59
Era la sua coscienza, dispersa tra i flutti della Grecia Magna...
Posted by: giuseppe mauro at 16.07.07 11:41
Chiaramente era Pulsatilla.
Posted by: Mauro at 16.07.07 12:11
Giusto! Pulsatilla!!! Come ho fatto a non pensarci? Ehilà, ciao a tutti, ragazzi: una sfilza di amici!
p.s. Coalizzato, attenzione a dare troppa confidenza a Julius. Potrebbe approfittarne per distruggerti. E da lì a polverizzare me il passo sarebbe brevissimo... ;-)
Posted by: Gaja at 16.07.07 13:53
beh, intanto sono simpatiche...ciao, non dire troppo "bellissimo" altrimenti io schiatto.
Posted by: mammina at 16.07.07 16:23
..la signora Fringberger ?
Posted by: cletus at 16.07.07 20:44
era tua sorella con in braccio tua nipote. eri bellissimo e lei non era sicura fossi tu.
Posted by: sole at 17.07.07 08:12
era tua sorella con in braccio tua nipote. eri bellissimo e lei non era sicura fossi tu.
Posted by: sole at 17.07.07 08:12
Non mi va di dire chi fosse la signora simpatica: ha pur diritto a una vita privata. Non si tratta di Pulsatilla, comunque.
Posted by: giuliomozzi at 17.07.07 16:26
era la Carrà. Sicuro.
Posted by: mario at 18.07.07 00:36
Senti Mozzi, io credo -le poche volte che vengo qui- a quello che scrivi.
A mente ricordo - qualche settimana fa- di uno che comprava il libro di sironi e tu eri lì a redarguire il libraio, un'altra volta, tanto tanto tempo fa un altro che ti riconosceva in treno adesso anche sul traghetto che va in sicilia.
Guarda che io ti credo sai.
solo che mi sembra strano.
poi il posto è tuo e ci scrivi quello che ti pare.
in conclusione c'è gente come me, che all'una di notte quando cerca qualcosa di interessante, una notizia diversa, una non banalità passa di qui.
Fai in modo che possa tornare io e quelli come me.
A te fregherà anche poco di avere anche questa ipotetica responsabilità. A me interessa poco -se è vero - che tu ti meravigli del fatto che gli altri sanno chi sei.
Se volevi avere un campo predefinito, seppure nel rapporto generazionale che cambia, facevi il bidello.
Trovo tante parole. Poche pochissime risposte.
Posted by: uno che passa di qua di tanto in tanto at 18.07.07 00:46
...in un certo senso Mozzi, per quel che ne so, sarebbe felice di essere un bidello. Anzi, magari lo è davvero e ci sta facendo fessi tutti quanti da tempo...
Posted by: cletus at 18.07.07 08:11
per la cronaca, anche Thom Jones, recitano le scarne note biografiche sul sito minimumfax, ha fatto per un periodo della sua vita lo stesso mestiere...Chi ha detto che i bidelli non sanno tenere la penna in mano ?
Posted by: cletus at 18.07.07 08:28
si chiama nadia, vero?
Posted by: piolatorre at 18.07.07 10:03
[...]
La signora mora, si chiama Patrizia, ha 44 anni, sposata, una figlia, la bimba bionda che porta in braccio. Giulio, a guardarla, proprio non ha idea di chi fosse, seppur trovando in lei, nel suo viso, sorriso, qualcosa di familiare.
"Giulio, sei tu, non mi riconosci?", continua la donna.
Giulio si porta la mano sul mento, si gratta con l'indice il labbro inferiore e si cementifica su un'espressione pensierosa, guardando all'insù.
"Scusami, scusami tanto, ma non ti riconosco proprio...", risponde Giulio.
La signora sorride, la bambina che ha in braccio si muove bruscamente, poi ride anche lei.
"Liceo Tito Livio di Padova, anno 1978, ti ricorda qualcosa?", dice Patrizia.
Giulio viene rapito da un vortice di stupore, come un bimbo che scarta i regali di Natale.
"Patrizia, ommioddio Patrizia, ma che ci fai qui?" dice Giulio. I due si abbracciano e iniziano a ridere.
"Sono in ferie, amo la Sicilia, vengo qui ogni anno...", risponde la donna.
"Saranno vent'anni che non ci si vedeva più, come stai? Vedo che hai messo su famiglia...", dice Giulio.
"Questa è una...", dice Patrizia guardando la bimba che ha in braccio "... ne ho altri tre che mi aspettano in macchina con il papà", continua la donna indicando una monovolume in sosta poco lontano. Il tizio appoggiato all'auto, il marito di Patrizia, saluta da lontano; Giulio ricambia con lo sventolio della sua mano.
"Ora vado Giulio, mi ha fatto piacere rivederti...", dice la donna.
"Anche a me, che caso strano, proprio qui a Messina...", dice Giulio.
"Fatalità", risponde la donna.
I due si salutano, si abbracciano e si allontanano. La bimba, in braccio a Patrizia, saluta Giulio che risponde facendo marameo.
Posted by: Jack Anima at 18.07.07 20:55
da una caterva di tempo che non faccio Villa San Giovanni - Messina. e l'ho fatto una sola volta. era mattina, presto. albeggiava. grazie per avermelo fatto ricordare. ciao.
Posted by: andrea branco at 18.07.07 21:02
Che mi frega della signora simpatica, potrebbe anche essere Edwige Fenech, io mi sono fermato al momento in cui Giulio scende dal treno e vede il mare.
Ne sentivo persino l'odore.
Nostalgia.
Posted by: plastilina at 18.07.07 21:04
non ero io, ma mi sarebbe piaciuto esserci.
Posted by: sara at 18.07.07 22:10
... chiaramente il mio post era di pura fantasia.
saluti.
Jack Anima
www.myspace.com/jackanima
Posted by: Jack Anima at 19.07.07 11:28
E dopo?
Ero sul treno - già, pure a me tocca di prenderlo di tanto in tanto - e mi si avvicina uno: "Tu sei..." Sputa: "E' libero qui?" Gli faccio cenno di sì col capo.
Ero così tanto grasso che ha preso due posti con quel suo grosso culo flaccido.
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 19.07.07 12:23
Il tizio, dopo essersi seduto, inizia a sudare. Tra fuori dalla tasca dei pantaloni un grosso fazzoletto, simile ad un lenzuolo a fiorellini. Se lo passa abilmente sulla fronte. Lo rimette dentro. Si addormenta. Russa.
www.myspace.com/jackanima
Posted by: Jack Anima at 19.07.07 12:43
Porca miseria, quanto cacchio russa 'sto ciccione...
Posted by: Jack Anima at 19.07.07 12:54
Giulio scrive:
"Salgo alle passerelle, in alto. Un po' d'aria fresca, un po' di movimento dopo dodici ore di treno."
Jack scrive:
"..."... ne ho altri tre che mi aspettano in macchina con il papà", continua la donna indicando una monovolume in sosta poco lontano."
Jack, quando siamo su una nave, la gente scende dalle auto parcheggiate. Quindi il marito non può essere rimasto in auto.
Ciao
Toni
Posted by: Toni La Malfa at 19.07.07 13:03
... e se la macchina fosse sul molo?
Jack
Posted by: Jack Anima at 19.07.07 13:44
E se la barca fosse sulla macchina, e non viceversa?
Posted by: Orazio at 19.07.07 15:59
Interessante, Orazio, devo dire, molto interessante... :D
Jack
Posted by: Jack Anima at 19.07.07 16:35
Io leggo spesso questo diario da Reggio Calabria. E conosco dunque molto bene quella vista, poichè è ciò che vedo praticamente...diciamo quasi ogni giorno, andando a Messina per la scuola di specializzazione. Peccato non essere stata su quella nave proprio mentre vi era anche Giulio Mozzi...io, a differenza della signora, non avrei fatto quella domanda, io non avrei avuto dubbi.
Posted by: Katia at 19.07.07 21:52
Eh, katia, come si diceva in quello spot, un pò vecchio di cui non mi ricordo il prodotto, ma suonava così: "ce n'è uno..come lui non c'è nessuno.."
Posted by: Roberta Sg at 24.07.07 18:19