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31.07.07
Queste sono le mie aspirazioni
Cliccare sull'immagine per vedere le aspirazioni.
Posted by giuliomozzi at 15:57 | Comments (15)
26.07.07
Resto
Faccio la spesa al supermercatino di Vulcano. Poche cose: verdura, formaggio, latte, pane.
Vado alla cassa. Il conto è: 11,50 euro.
Pago con 50 euro e una moneta da due euro.
La cassiera mette sul piatto 5 biglietti da 10 euro e una moneta da 50 centesimi.
Io non li tocco neanche.
"Guardi che mi ha dato 10 euro in più", dico.
"Il conto è giusto", dice la cassiera.
"Non discuto il conto", dico. "Ma lei mi ha dato 10 euro di resto in più".
La cassiera prende le banconote dal piatto, le riconta, mette giù 4 biglietti da 10 euro, si tiene quello in più, e dice:
"Ecco fatto. Dov'era il problema?".
Posted by giuliomozzi at 12:12 | Comments (7)
19.07.07
Sette chilometri
Partiamo da Porto Levante né tardi né presto. Alle dieci.
Ci incamminiamo per Vulcano Piano. Tutta salita lieve. Oleandri a destra, oleandri a sinistra. Geranii. Camomilla. Ricini. Agavi.
Alle dodici e mezza (incontrati lungo la via: automobilisti quattro, scooteristi a quattro ruote undici, camion d'acqua potabile uno, conigli due) ci fermiamo al ristorante di Maria Tindari, che sarebbe più o meno il centro storico di Vulcano Piano (difronte c'è un alimentari; altre tre case e tutto il paese è lì). Comperiamo dell'acqua, chiediamo l'uso del bagno, ci prendiamo un caffè.
"Da dove venite?", dice il signore del ristorante, sulla sessantina.
"Da Porto Levante", diciamo.
"Però", dice il signore. "Sono sette chilometri. E dove andate?".
"A Gelso", diciamo.
"Però", dice il signore. "Sono altri sette chilometri. Guardate che sono tutti in battuta di sole".
Quanto al caffè, era uno dei migliori che si siano mai visti sulla faccia della terra.
Posted by giuliomozzi at 17:39 | Comments (8)
16.07.07
Solitudine
Sono sul traghetto da Villa San Giovanni a Messina. Il treno è stato smontato e infilato nella pancia della nave. Abbiamo una mezz'ora di viaggio. Esco dalla carrozza. Scalette. Salgo alle passerelle, in alto. Un po' d'aria fresca, un po' di movimento dopo dodici ore di treno.
Il sole è bellissimo. Il mare è bellissimo. Il vento è bellissimo.
Mi si avvicina una signora mora con la faccia simpatica, con in braccio una bambina bionda con la faccia simpatica.
"Scusa, eh", dice la signora mora con la faccia simpatica, "tu sei giulio mozzi, vero?".
Posted by giuliomozzi at 09:04 | Comments (29)
14.07.07
Vacanze
Saluti a tutti. Torno il 29. Fino al 29 sono qui.
Posted by giuliomozzi at 01:19 | Comments (10)
13.07.07
Zzz
Entro nel pub. Mi siedo. Arriva un ragazzo con la zazzeretta nera. Chiedo una birra rossa media e un panino con formaggio, cipolla e la polpetta di carne tritata e pressata. Il ragazzo con la zazzeretta nera se ne va.
Dopo tre minuti il ragazzo con la zazzeretta nera mi posa sul tavolo la birra rossa.
La bevo con calma, mentre leggiucchio Le rappresentazioni sociali di Serge Moscovici (il Mulino).
Dopo una mezz'oretta ho finita la birra.
E' ora di andare.
Vado alla cassa.
"Quant'è?", dico.
"Tot", dice il tipo della cassa posando nel piatto lo scontrino.
Guardo lo scontrino.
"Io però il panino non l'ho mica avuto", osservo.
"Ah no?", dice il tipo.
"No", dico.
"Glielo facciamo subito", dice il tipo.
"No, è tardi, vado a casa", dico.
"Arocle!", grida il tipo.
"Eccomi", dice il ragazzo con la zazzeretta nera.
"Il signore ha ordinato un, un...", dice il tipo della cassa ingarbugliandosi.
"Un panino con formaggio, cipolla e la polpetta di carne tritata e pressata", dico.
"Ecco, quella roba lì", dice il tipo.
"Sì", dice il ragazzo con la zazzeretta nera.
"E tu non gliel'hai portato", dice il tipo.
"Vero", dice il ragazzo con la zazzeretta nera.
"Perché?", dice, inquisitorio, il tipo.
"Perché quest'uomo è uno sporco provocatore", dice il ragazzo con la zazzeretta nera.
"Eh?", dice il tipo.
"Che cosa aveva ordinato, quest'uomo?", dice insinuante il ragazzo con la zazzeretta nera.
"Un, un...", brancola il tipo della cassa. "Un... panino... con...".
"Vede", dice il ragazzo con la zazzeretta nera. "Lei non riesce nemmeno a pronunciarlo, quel nome".
"E' vero", dice il tipo. E mi guarda, ora, come se io fossi un diavolo puzzolente di zolfo, e solo in quel momento il mio odore fosse giunto alle sue narici.
"Analogamente", dice con tono da maestrino il ragazzo con la zazzeretta nera, "il cuoco non è stato capace di confezionarlo".
"Giusto!", dice il tipo della cassa. "Dov'è il cuoco?".
"E' chiuso in bagno da venti minuti", dice il ragazzo con la zazzeretta nera. "Sta piangendo".
"Lo vede che casino ha combinato?", mi dice il tipo della cassa.
"E' mio diritto, in Italia, chiamare le cose con il loro nome italiano", dico.
"Perché, quella merda che lei ha ordinato, avrebbe anche un altro nome?", urla il tipo della cassa.
"Sì, capo", dice flemmatico il ragazzo con la zazzeretta nera. "E' il cheesburger con cipolla".
Il tipo della cassa apre la bocca. La spalanca per bene. La lascia così per un po'. Nel frattempo diventa tutto rosso. Poi comincia a dire, rantolando:
"E lei... lei ha osato... un cheesburger... chiamarlo... in quel modo infame...".
"Devo fare una precisazione", dico.
"Mi dica", dice il tipo della cassa.
"Il ragazzo qui presente ha detto che io sono uno sporco provocatore", dico.
"E' vero", dice il ragazzo con la zazzeretta nera.
"E' vero!", conferma il tipo della cassa.
"Non è vero", dico.
"Ah no?", dicono i due all'unisono.
"Non sono sporco", dico.
Posted by giuliomozzi at 16:23 | Comments (13)
10.07.07
Mi scusi
Entro nel pub. Mi siedo. Arriva una ragazza. Chiedo una birra rossa media. La ragazza se ne va.
Dopo tre minuti la ragazza mi posa sul tavolo una birra bionda.
"Mi scusi", dico. "L'avevo chiesta rossa".
"Mi scusi", dice la ragazza. Si riprende la birra.
Dopo due minuti arriva il titolare.
"Mi scusi", dice. "La birra rossa è finita".
"Una nera?", dico.
"Va bene", dice il titolare.
Dopo tre minuti la ragazza mi posa sul tavolo una birra bionda.
Bevo la birra bionda.
Posted by giuliomozzi at 15:35 | Comments (12)
09.07.07
Dopo la spiaggia
Mio nipote, nove anni.
"Zio, siamo tornati!".
"Bene. Com'è andata?".
"Io mi sono scottato sulla schiena".
"E tua sorella?".
"Lei sulla pancia".
Posted by giuliomozzi at 12:04 | Comments (1)
08.07.07
Pellegrina
Sull'autobus, dalla stazione ferroviaria verso casa.
Siamo partiti da cinque minuti. Alla fermata del Pam sale un tipo sui sessanta con una camicia a quadri.
Il tipo mi dice: "Io devo scendere alla Madonna Pellegrina, mi può aiutare?".
"Quando scendo io, scende anche lei", dico.
"Lei scende alla Madonna Pellegrina?", dice il tipo.
"Sì", dico.
"Bene. Grazie", dice il tipo. "E da lì, andare in Prato della Valle, quanto ci vuole?".
"A piedi", dico, "quindici minuti. Non le consiglio di aspettare un autobus, perché oggi è domenica e ce ne sono pochissimi".
"Quindici minuti va benissimo", dice il tipo. "Grazie".
"Scusi", dico, "lei deve andare alla Madonna Pellegrina o al Prato della Valle?".
"Al Prato della Valle", dice il tipo. "Mi hanno detto che devo scendere alla Madonna Pellegrina".
"No", dico. "Questo autobus, prima di arrivare alla Madonna Pellegrina, passa per Prato della Valle".
"Ah", dice il tipo.
"Quindi non ha senso che lei vada fino alla Madonna Pellegrina e poi torni indietro a piedi", dico.
"Ma a me hanno detto di scendere alla Madonna Pellegrina", dice il tipo.
"Non discuto", dico. "Ma tra un minuto saremo in Prato della Valle".
In effetti l'autobus fa una fermata, una svolta, e arriviamo in Prato della Valle. Dove è in corso la festa Fiat per la nuova 500.
"Ecco", dico. "Questo è il Prato della Valle".
"La Madonna Pellegrina è distante?", dice il tipo.
"Quattro fermate. Quindici minuti a piedi", dico.
"Allora, guardi, vado fin là per non sbagliare", dice il tipo.
Posted by giuliomozzi at 15:08 | Comments (15)
06.07.07
Un minuto fa (titolo alternativo: E poi dicono che me le vado a cercare)
Suonano alla porta. Guardo. Un corriere. Scendo.
"Un pacchetto per Giulia Mozzi", dice il corriere. E' uno nuovo, italiano, non è il solito ragazzo ungherese.
"Sono io", dico.
"Giuli-A Mozzi?", dice il corriere ammiccando.
"Mai visto un transessuale?", dico.
Il corriere fa un gesto abbozzante. Mi fa firmare la carta. Mi dà il pacchetto.
"Scusi", dice poi, "ma i trans non sono uomini che diventano donne?".
"Ho appena cominciato", dico.
Posted by giuliomozzi at 15:27 | Comments (12)
Pure
Sono sull'eurocity da Milano a Padova.
Il treno è mezzo vuoto.
Davanti a me sta una ragazza carina con i capelli mori ricci e un vestitino di cotone rosso scuro.
Io leggo Psicologia sociale di Palmonari, Cavazza, Rubini, edizioni Il Mulino.
La ragazza davanti a me legge La terra sotto i tuoi piedi di Salman Rushdie, edizioni Mondadori.
Verso Brescia la ragazza si addormenta.
Tra Verona e Vicenza si sveglia all'improvviso, si guarda intorno.
"Dove siamo?", dice la ragazza.
"Tra Verona e Vicenza", dico.
"Ah, meno male", dice la ragazza.
"Mi era venuto in mente di svegliarla, alle fermate", dico.
"Però non lo ha fatto", dice la ragazza.
"No", dico. "Non volevo essere indiscreto. E poi non si sa mai come fare, in queste situazioni".
"Se io fossi stata un maschio", dice la ragazza, "lei si sarebbe fatto meno problemi?".
"Probabilmente", dico, "non mi sarebbe venuto in mente di avere questa attenzione".
"Quindi lei ha pensato di avere per me questa attenzione solo perché ha visto in me una ragazza giovane e carina e nel contempo ha deciso di non esercitarla appunto perché ha visto in me una ragazza giovane e carina?", dice la ragazza tutto d'un fiato.
"Sì", dico.
"Insomma, lei è un porco maschilista", dice la ragazza.
"No", dico.
"Perché no?", dice la ragazza.
"Se fossi un porco maschilista mi sarei nascosto", dico, "oppure mi sarei esposto di più. Avrei detto che avrei pensato di svegliarla (e che non l'avrei fatto) anche se lei fosse stata un maschio. Oppure avrei confessato, facendo gli occhi languidi, di aver passato tutto il tempo a guardare quanto è bella lei che dorme".
"E ha passato tutto il tempo a guardare quanto sono bella io che dormo?", dice la ragazza.
"No", dico. "Ho passato il tempo a studiare Psicologia sociale di Palmonari, Cavazza, Rubini, edizioni Il Mulino".
"E per questo lei non sarebbe un porco maschilista", dice la ragazza.
"Quantomeno", dico, "l'argomento che lei ha addotto per sostenere che io sarei un porco maschilista non è sufficiente".
"Oddio", dice la ragazza levando gli occhi al soffitto. "Non solo è un porco maschilista, ma è pure pedante".
Posted by giuliomozzi at 12:21 | Comments (9)
03.07.07
Sonetto con istinti suicidi
[di Sonetti, ovviamente]
se lo stipendio serve solamente
al pane e a trastullarsi l’ombelico,
se solo sei nel mezzo della gente
e manco indossi uno straccetto fico,
se il tempo ti divora inconcludente
e non lo sai spartir con un amico,
se piangere non serve proprio a niente
se non a riportarti a un evo antico,
Posted by giuliomozzi at 15:03 | Comments (1)
01.07.07
La tipa giovane
Sto attraversando Piazza Duomo.
"Mi scusi, lei è di Milano?", dice una tipa giovane con frangetta nera e vestitino verde acido.
"Cosa le serve?", dico.
"Lei è di Milano o no?", dice la tipa giovane.
"No", dico.
"Allora grazie, scusi", dice la tipa giovane. E comincia ad allontanarsi.
"Scusi, scusi", dico. E, quando la tipa giovane si volta: "Perché, se ero di Milano, tipo, mi sposava?".
Posted by giuliomozzi at 17:18 | Comments (10)
