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05.06.07

Bigliettazione

Sono sull'eurocity da Forlì a Milano. Vado in cerca di un bagno. Nella mia carrozza uno è guasto, l'altro è occupato. Nella carrozza successiva uno è occupato, l'altro è guasto.
Cammina cammina, arrivo alla prima classe. Trovo finalmente un bagno disponibile.
Faccio quello che devo fare.
Quando esco, mi trovo davanti un controllore brizzolato.
"Biglietto, prego", dice il controllore brizzolato.
Gli faccio vedere il biglietto.
"Questo è un biglietto di seconda classe", dice il controllore brizzolato.
"Sì", dico.
"E lei ha appena usufruito di un bagno di prima classe", dice il controllore brizzolato.
"Sì", dico. "Quelli di seconda erano tutti guasti o occupati".
"Non ha importanza", dice il controllore brizzolato. "Da regolamento, se lei ha usufruito di un bagno di prima classe, le devo applicare il supplemento per il bagno di prima classe".
"Veramente", dico, "mi è sembrato in tutto e per tutto uguale ai normali bagni di seconda classe. E poi i bagni di seconda erano inutilizzabili".
"Lei non sa quello che dice", dice il controllore brizzolato. "Mi ha appena detto che metà dei bagni di seconda classe erano guasti, e ora mi dice che il bagno di prima classe le è sembrato in tutto e per tutto uguale ai normali bagni di seconda classe".
"Ho detto così, è vero", dico.
"Allora lei non sembra apprezzare la differenza tra un bagno funzionante e un bagno guasto", dice il controllore.
"Cioè", dico, "la differenza tra i bagni di seconda e i bagni di prima sarebbe che i bagni di prima sono funzionanti al 100%, e quelli di seconda solo al 50%?".
"Non solo", dice il controllore. "I bagni di prima classe sono frequentati da viaggiatori di prima classe. I bagni di seconda classe sono frequentati da viaggiatori di seconda classe".
"E allora?", dico.
"La classe non è acqua", dice il controllore brizzolato.
"In effetti", dico, "nei bagni di seconda l'acqua non c'era proprio".
"Appunto", dice il controllore brizzolato. "Allora che fa: concilia?".
"Oi", dico, "se è regolamento...".
"Certo", dice il controllore brizzolato. "Io non faccio che applicare il regolamento. Non c'è niente di personale".
"Non ne dubitavo", dico.
"Personalmente, voto Rifondazione comunista", dice il controllore brizzolato.
"Se non ci credete voi", dico, "alle classi...".
"Appunto", dice il controllore brizzolato. "Potrei anche inscenare un atto di disobbedienza civile e non farle pagare nulla, ma bisogna vedere se il gioco vale la candela. Lei è borghese?".
"Sì", dico.
"Allora non posso farci niente", dice il controllore brizzolato. "Se lei fosse un proletario, un immigrato sans papier, un'africana incinta o altro, sarebbe un altro discorso. Lei è omosessuale, transessuale?".
"No", dico. "Sono felicemente eterosessuale, e il mio corpo è come mamma l'ha fatto".
"Proprio niente da fare", dice il controllore brizzolato. "L'ha fatta piccola o grossa?".
"Prego?", dico.
"Lì in bagno", dice il controllore brizzolato estraendo la macchinetta per i biglietti, "l'ha fatta piccola o grossa?".
"Non capisco", dico.
Il controllore brizzolato abbassa la voce, si avvicina e mi dice quasi all'orecchio: "Ha pisciato o cacato?".
"Ah", dico. "Ho capito. Piccola".
"Allora è un euro e venti", dice il controllore brizzolato.
"E se era grossa?", dico.
"Sta cambiando versione?", dice il controllore brizzolato.
"No", dico, "era per curiosità. Vedi mai mi succeda un'altra volta".
"Grossa fa due euro e ottanta", dice il controllore brizzolato. "Ce li ha spicci?".
"Sì, certo", dico tirando fuori un euro e venti.
"Ecco a lei", dice il controllore brizzolato porgendomi il biglietto.
"Grazie", dico. "Ma questo biglietto vale per questa singola frequentazione del bagno di prima, o mi dà diritto ad accedere ai bagni di prima per tutta la durata del viaggio?".
"Doveva dirlo prima", dice il controllore brizzolato. "Se vuole il diritto di accesso per tutto il viaggio fa tre euro e quaranta. Glielo faccio?".
"Ma mi sconta l'euro e venti che le ho appena dato?", dico.
"Mi spiace, il regolamento non lo permette", dice il controllore brizzolato. "Naturalmente si tratta di un'angheria, ma non sarà né la prima né l'ultima".
"Ho capito", dico. "No grazie, era sempre per informazione. Tanto tra un'ora siamo a Milano".
"Bene. Arrivederci e buon viaggio", dice il controllore brizzolato. "Se ha bisogno d'altro mi trova nella carrozza 3".
"Grazie", dico. "Ma cercherò di tenermi".

Posted by giuliomozzi at 05.06.07 09:56

Comments

Certo che per tutte le ore che passi sui treni dovrebbero farti cittadino onorario dei trasporti ferroviari interplanetari.
"La Mozzi card" valida vita natural durante.

Posted by: farfallula at 05.06.07 11:47

sono sbalordito. è successo anche a me.
l'ho multato senza fargli tante storie.

Posted by: miguel at 05.06.07 11:49

Questa differenziazione di tariffa a seconda delle "dimensioni" fa morire! (ci mancava solo che ti chiedesse le "quantità"). Credo che di tutte le tue vicissitudini ferroviarie questa sia una delle più esilaranti. Senti, ma mentre il controllore ti parlava, non stavi scoppiando dalla voglia di ridergli in faccia? :-D

Posted by: Gaja at 05.06.07 12:03

una curiosità: ma quelli (quella in questo caso, ma non so se tutte le altre volte fosse sempre lei) che rispondono come se fosse accaduto è tipo che entrano nella parte, o ci credono veramente?

Posted by: alba at 05.06.07 14:25

Perché tu, Alba, non ci credi?

Posted by: giuliomozzi at 05.06.07 18:16

Bravo Giulio: gliel'hai fatta proprio vedere a quel controllore sporco comunista! :-D
Però non è vero che sei come mamma ti ha fatto: la tua mamma ti avrà sicuramente fatto piccolo carino e cicciottello quanto basta, poi tu - e intendo proprio tu - sei cresciuto, sei diventato brutto e hai cominciato ad andare alla toilette di prima classe, e dulcis in fundo, non volevi pagare il supplemento. D'accordo che dovevi farla, ma il supplemento. Per fortuna che ti dici cattolico fondamentalista! Il supplemento, Giulio, quello lo devi pagare se la fai, non importa che tu ti creda su di un treno verso il paradiso o l’inferno. Sin tanto che sei sul treno, se la fai dove non dovresti farla, devi pagare. A questo punto mi chiedo: quanti cessi di prima classe avrai imbrattato sino ad oggi? No, perché di viaggi ne hai fatti tanti. Chissà quanti supplementi non avrai pagato. Io, fossi in te, stasera non dormirei con la coscienza pulita. :-D

P.S.: Tu sei più divertente di Vibrisse. :-)

Posted by: Giuseppe Iannozzi at 05.06.07 19:30

e se uno si porta un catetere in simil pelle, da casa, è tenuto a pagare il supplemento lostesso ?

Posted by: cletus at 06.06.07 00:06

In questa foto stai espletando i tuoi doveri, non è forse così? In prima classe con un biglietto di seconda?

http://www.vibrissebollettino.net/giuliomozzi/archives/immagini/giulio_mozzi_in_momento_cri.jpg

^____^

Posted by: Giuseppe Iannozzi at 06.06.07 19:39

Cletus, una specie di risposta puoi trovarla qui:
http://www.giuliomozzi.com/archives/2004/09/pancia.html

Posted by: giuliomozzi at 06.06.07 22:11

“Ciuk. Ciuk” (rido)

Posted by: cletus at 07.06.07 14:01

Non credo a niente di tutto questo.

Posted by: Carlo Cannella at 07.06.07 18:28

In treno ho fatto una lunga chiacchierata con una ragazza maori e ho assistito all'impagabile scena di una cubista che psicoanalizzava uno psicoanalista freudiano
tutto in treno può succedere :)

Posted by: Berenice at 08.06.07 11:40

io sono anche riuscito a prendere un treno e ad arrivare in anticipo in stazione di ben 10 minuti.

d.

Posted by: demetrio at 08.06.07 14:18

ma dai!!!

Posted by: silvia at 08.06.07 16:28

ma dai!!!

Posted by: silvia at 08.06.07 16:29

Sul Torino-Asti invece i cessi non li aprono, hanno paura che tossici e prostitute ne farebbero uso personale per i loro affari.

Posted by: plastilina at 09.06.07 01:14

Una volta ho trovato un bagno di seconda classe libero e funzionante!

Posted by: Nevio at 12.06.07 00:01

Non è che voglia dire delle cose giusto per stupire, ma dopo aver viaggiato sui treni di mezza Europa, posso affermare con una certa sicurezza che in Italia abbiamo il miglior rapporto qualità-prezzo (è così che si dice, no?) Chi si sente in dovere di protestare per i servizi igienici sui treni italiani, ad esempio, provi ad entrare nel bagno di una carrozza inglese; se non vomita ne usce quanto meno col fazzoletto al naso. Se poi qualcuno intende dire che preferisce pagare 20 euro per un biglietto che copra una tratta equivalente alla Ascoli-San Benedetto del Tronto (più o meno 30 km), e avere nel contempo bagni discretamente puliti e treni in perfetto orario, beh, allora preferisco continuare a viaggiare sugli scalcagnati treni di questo scalcagnato paese. Dove tra l'altro il personale ferroviario è mediamente molto meno ottuso di quello che in maniera caricaturale si diverte a raccontarci Giulio Mozzi.

Posted by: Carlo Cannella at 12.06.07 10:42

Per Carlo.
1. I biglietti dei treni in Italia, rispetto al resto d'Europa, costano effettivamente pochissimo. Sento molti viaggiatori lamentarsi per l'aumento di circa il 10% che c'è stato a inizio anno, ma nessuno sembra ricordarsi che per almeno cinque anni i prezzi sono rimasti fermi. (L'aumento si è reso necessario, e in questa misura, anche perché - spero di ricordare i termini esatti - il governo Berlusconi, dopo aver promesso alle ferrovie un finanziamento quinquennale di 700 milioni annui per manutenzioni e ammodernamenti vari, ha pensato bene di pagare solo le prime due rate). Credo che i treni più cari in assoluto siano quelli britannici (che sono anche pessimi, anche in conseguenza di una privatizzazione disastrosa: ora, se non sbaglio, lo stato si è riappropriato almeno in parte delle ferrovie, ma ci sono gravi situazioni ancora da rimediare).
2. Ho la massima stima del personale ferroviario italiano, che trovo sia in genere assai competente e cortese.
3. Non credo che questi miei raccontini presentino il personale ferroviario come "ottuso".

Posted by: giuliomozzi at 12.06.07 12:12

l'accenno alla privatizzazione delle ferrovie britanniche mi ha rammentato un bel film di Ken Loach sull'argomento, mi pare si chiamasse "Paul, Mick e gli altri"

Posted by: bolero at 13.06.07 11:48

Fa molto 'teatro dell'assurdo'. Mi ha ricordato 'Il rinoceronte' di Ionesco, dove i protagonisti discutono per pagine e pagine se il rinoceronte africano abbia un corno e l'asiatico due o vicerversa l'africano abbia due corni e l'asiatico uno o se abbiano entrambi un corno o entrambi due eccetera. La frivolezza della questione cozza e fa scintille con la serietà e il puntiglio con cui viene affrontata. Molto bello, Giulio, davvero.

Posted by: Graziano at 13.06.07 12:20

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