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07.05.07
Emilio delle tigri, 8
Emilio spara. Cade a terra.
Il rumore di un treno che passa.
Quando torna il silenzio, Emilio si rialza. Si toglie la polvere dai vestiti.
Voce: Com’è andata?
Emilio: Pensavo peggio.
Voce: Sentito male?
Emilio: No.
Si porta la mano alla tempia. La guarda.
Emilio: Non c’è sangue.
Voce: Lei non è più vivo. Non ha più sangue.
Emilio: Dunque sono morto?
Voce: (canzonatorio) Se non è più vivo, sarà morto: non le pare?
Emilio: (disgustato) Inoppugnabile. (Si guarda intorno, si aggira per lo studio. Prende un libro dallo scaffale, lo sfoglia per un attimo) Sembra tutto come prima.
Voce: Non è per niente come prima.
Emilio: Mi aspettavo qualcosa di diverso.
Voce: Le avevo detto, che sarebbe stata una bella sorpresa.
Emilio: Non l’aveva detto.
Voce: (affettato) Mi sarò scordato.
Emilio continua ad aggirarsi per la stanza. Raccoglie la rivoltella da terra. La apre.
Emilio: Manca un colpo.
Voce: Eh sì.
Emilio: Quindi mi sono sparato davvero.
Voce: Eh sì.
Emilio: Quindi sono morto davvero.
Voce: Eh sì.
Emilio: Non sa dire altro?
Voce: È lei che dice ovvietà.
Emilio: Ovvietà, ovvietà... Non capisco. Che cosa succederà, ora?
Voce: Niente.
Emilio: Come, niente?
Voce: Non succederà assolutamente niente.
Emilio: Ne è sicuro?
Voce: Per sempre.
[continua]
Posted by giuliomozzi at 07.05.07 23:17
Comments
Giulio ma e' il conto alla rovescia per la chiusura di vibrisse?
Posted by: GiusCo at 08.05.07 22:16
No.
Ricordo che questo diario e gli altri siti collegati a vibrisse resteranno attivi.
Posted by: giuliomozzi at 09.05.07 18:15