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04.05.07
Emilio delle tigri, 5
Voce: Prego?
Emilio: (quasi sommessamente) Li ho sognati.
Voce: Questa è bella.
Emilio: Ma è proprio così. Il vero uomo è quello che si lascia possedere da un sogno, ed è disposto a dare la vita per realizzarlo. O almeno... (esita)
Voce: O almeno?
Emilio: (assertivo) O almeno per avere il diritto e la libertà di continuare a sognare!
Voce: (ride)
Emilio: Vede? Tutto ciò che io dico lei lo trova ridicolo.
Voce: Perché lo è.
Emilio: Non lo è.
Voce: Lei dunque sarebbe un vero uomo, caro... Salgari, perché sogna i veri uomini?
Emilio: (triste come colui che pronuncia la propria condanna) No. Io non sono un vero uomo. Sono un uomo che sogna uomini che sognano.
Voce: (sarcastico) E i suoi lettori, allora, se ben capisco, mentre leggono i suoi romanzi, sognano i suoi sogni di uomini che sognano.
Emilio: È così.
Voce: E questi sogni di sogni di sogni danno la felicità? Allontanano la tristezza?
Emilio: Ebbene, sì. (enfatico) Questa è la felicità che può avere l’uomo europeo, oggi: il sogno di un sogno di un sogno. Ci sono uomini che sono felici perché hanno sogni, e i miei lettori partecipano del mio sogno.
Voce: È una felicità illusoria.
Emilio: Sì, certo. Mi dica: c’è qualcosa che non sia illusione, che può darci la felicità?
Voce: Non sta a me dirlo.
Emilio: (gli fa il verso) Non sta a lei dirlo.
Voce: Io non faccio commercio di illusioni.
Emilio: Ecco, ecco. Adesso l’ha detto.
Voce: Che cosa ho detto?
Emilio: Lei vuole che gli uomini non abbiano nemmeno la felicità dell’illusione.
Voce: Io non voglio niente. Io sono qui per fare domande.
[continua]
Posted by giuliomozzi at 04.05.07 14:54
Comments
Emilio è splendido! Che meraviglia questo dialogo sui sogni...
Posted by: Gaja at 04.05.07 15:28
Eh sì...cosa saremmo senza sogni, aspirazioni, ideali?
Posted by: Mary at 04.05.07 16:18
Pare un'operetta morale di Leopardi!
Posted by: Pino at 04.05.07 21:40
Intrigante. Mi ricorda i dialoghi dei miei Corvo e Goggo in un'operina del 2004 che riposa qui: http://www.nabanassar.com/cinqcinq.pdf
Posted by: GiusCo at 05.05.07 01:47
Ma alla fine la Voce premerà il grilletto sostenendo che i lettori non vanno fatti evadere, ma vanno invasi?
Posted by: Alessandro Canale at 05.05.07 16:55
Questa l'hai ciulata a Saviano, Alessandro:-/
Posted by: Lucio Angelini at 06.05.07 14:38
Ovvio caro Lucio. Con tutto il rispetto per Gomorra sia chiaro. Ma per un salgarista come me anche l' evasione ha il suo grande valore. Entro nella discussione senza i titoli e gli approfondimenti culturali per parlarne al livello di tanti interlocutori presenti su questo sito o in altri come Lipperatura, ma il rigore assolutista di Saviano non sento di condividerlo in toto. Il valore di una letteratura che entri nel sociale riuscendo a dare di un momento storico una visione non solo critica, ma coinvolgente e illuminante lo trovo un obiettivo magnifico. Ma da qui a chiiudere ogni altra potenzialità definendola come superficiale, inutile e infantile mi sembra poco condivisibile. Scusa la grossolanità del riassunto, di sicuro Saviano, non voleva chiudere la questione in termini così ristretti, ma il senso che ne ho ricevuto più o meno è stato questo. Comunque, mi godo il dialogo di Giulio riga dopo riga, e anche se so come la storia è finita nella realtà, spero che stavolta il sogno e l' evasione prendano il comando. E ottenuto dagli editori pentiti un congruo assegno riparatore, Salgari muoia di vecchiaia ricco e felice.
Posted by: Alessandro Canale at 06.05.07 18:27
Per Salgari non c'è speranza. Chi è morto, è morto. Ma per Giulio Mozzi, che in Salgari evidentemente si identifica, non tutto è perduto:- )
Giulio, da' retta. Nun te sta a suicidà!!! Verranno tempi migliori:- )
Posted by: Lucio Angelini at 06.05.07 20:52