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02.05.07

Emilio delle tigri, 3

[precedente]

Emilio: Per leggere il frutto dei miei giochi di immaginazione, ci sono persone che spendono soldi. Comperano i giornali che pubblicano le mie storie. Comperano i miei libri. Sono soldi, sa?

Voce: Quanti soldi?

Emilio: Migliaia di lire. Decine di migliaia di lire. Centinaia.

Voce: Bisogna dire che gli uomini spendono soldi per le cose più strampalate.

Emilio: Spendono soldi per essere felici. Per distrarsi dalla tristezza della vita.

Voce: Parole grosse.

Emilio: Così è.

Voce: Lei dunque sarebbe una sorta di benefattore dell’umanità? Un dispensatore di felicità? Un liberatore dalla tristezza?

Emilio: Se sono stato un benefattore dell’umanità, non lo so. Sono stato un benefattore dei miei editori.

Voce: Li ha resi felici?

Emilio: Li ho resi ricchi.

Voce: Insomma, lei ne fa tutta una questione di soldi.

Emilio: Vivere è anche una questione di soldi.

Voce: E dunque, com’è che i suoi benefattori, invece di esserle grati, hanno deciso di fare di lei un povero?

Emilio: Perché se da una mia storia si guadagnano mille lire, loro se ne tengono novecentonovantanove.

Voce: E a lei ne danno una.

Emilio: Una sola.

Voce: Quindi, vede, il problema è che lei è poco portato per gli affari.

Emilio: Io sono uno scrittore.

Voce: Ho capito. A lei il denaro le fa schifo.

Emilio: Nossignore. Al denaro ci tengo. Col denaro ho mantenuto mia moglie e i miei figli.

Voce: Li ha mantenuti.

Emilio: Sì. Poveramente, ma li ho mantenuti.

Voce: Quindi lei è un padre responsabile.

Emilio: Sono un padre povero e responsabile.

Voce: E per senso di responsabilità, adesso vuole ammazzarsi.

Emilio: No. Perché tutti sappiano che i miei editori sono stati inesorabili con me, che certo non avevo fatto loro alcun male . Tutt’altro. Ma loro non è mai importato nulla della mia vita, della vita di mia moglie e dei miei figli.

Voce: Mi pare giusto. Sua moglie l’ha sposata lei. I figli li avete generati insieme. O si è sposato per ordine degli editori?

[prima parte] [seconda parte] [continua]

Posted by giuliomozzi at 02.05.07 11:09

Comments

Mi ricorda gli sketch su raitre di Ciprì e Maresco.

Posted by: mauro at 02.05.07 16:08

Cinico Tv si chiamava, mi sono ricordato.

Posted by: mauro at 02.05.07 16:15

Da Giulio che è bellissimo, voglio leggere il resto

Posted by: valter binaghi at 02.05.07 18:12

Sì, d'accordo con Valter. Vai avanti! (Non so quante volte avrò aggiornato questa pagina da ieri...)

Posted by: Gaja at 03.05.07 08:03

Però non suicidarti anche tu. Devi prima scrivere 19 romanzi.

Posted by: Lucio Angelini at 03.05.07 16:13

«I llibri aggiungono all'infelicità dell'uomo una profondità che scambiamo per consolazione»
(O. Pamuk)

Posted by: Sortes at 03.05.07 19:13

Credo che il buon Pamuk non vada interpretato in senso esistenziale, bensì in quello di bilancio: il profondo rosso delle bollette in protesto.

Posted by: Sortes at 03.05.07 21:20

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