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29.04.07

Emilio delle tigri, 1

Uno studio. Una scrivania, attrezzatura per scrivere. Atlanti aperti sulla scrivania. Librerie alle pareti. Fasci di giornali e libri su un divano. Una sola finestra, in fondo, coperta da una tenda bianca.

Entra Emilio Salgari. Si guarda intorno. Va a sedersi alla scrivania.

Emilio: Eccomi.

Voce: Bene. Allora… Emilio Salgari, nato a Verona nel 1862, residente a Torino, di professione… mi scusi… scrittore di romanzi d’avventura?

Emilio: Sono io.

Voce: Bene. Che cosa vuole fare?

Emilio: Voglio uccidermi.

Voce: In che modo?

Emilio: Con un colpo in testa.

Voce: Ce l’ha la rivoltella?

Emilio: Sì.

Voce: Faccia vedere.

Emilio apre un cassetto della scrivania. Mostra la rivoltella.

Emilio: Ecco.

Voce: È carica?

Emilio: Sì.

Voce: Quanti colpi?

Emilio: Quattro.

Voce: Ha paura di sbagliare per tre volte di fila?

Emilio: Non mi prenda in giro. Avevo quattro proiettili.

Voce: Il colpo è in canna?

Emilio controlla.

Emilio: Sì.

Voce: Bene.

Emilio: Allora, posso fare?

Voce: Un momento. Dobbiamo parlare un po’.

Emilio ripone la rivoltella nel cassetto.

Emilio: Mi dica.

[continua]

Posted by giuliomozzi at 29.04.07 15:36

Comments

[silenziosa attesa]

Posted by: segnale orario at 30.04.07 19:01

Sono appena stato in Valpolicella, biancheggiante di ciliegi in fiore. Negrar è appunto lì... [
A Negrar il 09-09-1814 fu battezzata Francesca Maria, nona fra i tredici figli di Antonio Salgàri: lo stesso giorno (trasl. n. 18065), per esitare il vino prodotto a Tomenighe fu acquistata la palazzina Verità, per aprirvi la “Trattoria all’Ortolan”, rinomata in Verona fino al primo novecento. Emilio Salgàri fu battezzato in parrocchia di Sant’Eufemia a Verona il 07-09-1862, diciannove giorni dopo la nascita (21-08-1862), mentre il bimbo era a balia a Negrar. Ma dov’era nato esattamente? L’atto di battesimo non lo dice. Può essere nato a Negrar, come vuole una voce corrente in loco? Non si può escludere a priori. Sicuramente qui e in altri luoghi della Valpolicella il futuro romanziere visse lunghe stagioni dell’infanzia e giovinezza, tra luoghi ed occasioni ove sfogare con brigata di coetanei le esuberanze della sua fantasia, che in Valpolicella sognò, costruì e “sperimentò” le vicende esaltanti dei suoi romanzi.]

(Da Valpolicella Terra di Salgari )

Sempre dalla rete:

'... Nel 1900, mentre esce in volume "Le Tigri di Mompracem", c'è un nuovo trasferimento a Torino: cominciano le difficoltà economiche, che renderanno amara la vita al Salgari negli anni a venire. Nell'estate del 1903 l'amatissima moglie deve lasciare la famiglia per curarsi; nel 1906, Emilio rompe il contratto con Donath e passa a Bemporad, per il quale scrive tra il 1907 ed il 1911 ben diciannove romanzi.
Nel 1910, la salute di Ida peggiora rapidamente e lo scrittore tenta una prima volta il suicidio; nell'aprile dell'anno successivo, pochi mesi dopo il ricovero in manicomio della consorte, egli si toglie la vita, come già aveva fatto suo padre nel 1889, come farà suo figlio Romero nel 1931.']

Giulio, non stare a suicidarti, ti prego. Vibrisselibri ha bisogno di te...:- /

Posted by: Lucio Angelini at 02.05.07 12:56

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