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30.03.07
Distratti
L'aereo per Reggio Calabria è alle 13. Arrivo all'aeroporto di Venezia alle 12. Vado al check-in. Consegno la fotocopia spiegazzata. Esibisco la carta d'identità. Metto il trolley sul nastro. Ricevo la carta d'imbarco. Vado agli ingressi. Mi metto in coda. I sorveglianti sembrano annoiati e distratti. Penso che il loro lavoro è davvero un lavoro noioso. Quand'è il mio turno metto il giaccone le chiavi il portafoglio eccetera in una vaschetta; tiro fuori il computer portatile dalla borsa; metto computer e borsa in due altre vaschette.
Poi, siccome sotto la maglia ho le bretelle, m'infilo le mani sotto la maglia per sfilarle.
La signora che è dietro di me caccia un urlo.
Non faccio in tempo a voltarmi, che due soveglianti mi bloccano. E ne arriva subito un terzo.
La gente in coda dietro di me arretra.
Io sto bene attento a non muovermi e dico: "Mi stavo togliendo le bretelle".
Un sorvegliante dice: "Le bretelle?".
"Sì", dico. "Le bretelle. Le bretelle per tener su i pantaloni. Hanno i ganci di metallo".
Due sorveglianti continuano a tenermi, l'altro dà un'occhiata alle mie bretelle.
"Se le tolga", mi dice.
I due che mi tenevano mi mollano. Mi tolgo le bretelle. Le poso sul nastro trasportatore.
"Passi", dice il sorvegliante.
Passo sotto l'arco. Nessun bip, nessuna lucetta rossa.
"Bene", dice il sorvegliante. "Prenda pure le sue cose".
"Grazie", dico.
"E ci scusi", dice il sorvegliante.
"Per carità", dico. "E' il vostro lavoro, e lo fate per la mia sicurezza".
"Appunto", dice il sorvegliante.
Porto le mie cose sul bancone. Mi tolgo la maglia. Metto le bretelle. Mi infilo la maglia. Ricupero portafoglio chiavi occhiali eccetera.
In quel momento sento annunciare l'imbarco del mio aereo.
Per fortuna che mi sembravano distratti, penso.
Posted by giuliomozzi at 10:57 | Comments (5)
29.03.07
Si sarà
Si sarà rincoglionito Giulio Mozzi?
Posted by giuliomozzi at 08:14 | Comments (4)
28.03.07
Franco
I desideri non invecchiano - quasi mai - con l'età. Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Posted by giuliomozzi at 00:12 | Comments (4)
27.03.07
A quest'uomo
Per ragioni tutte mie, a quest'uomo volevo pure bene.
Posted by giuliomozzi at 00:14
21.03.07
Antonio!
Suona il telefono sul comodino. Accendo la luce. Guardo la sveglia. Sono le cinque e quaranta. Prendo il telefono. Guardo il numero. E' un numero a me ignoto.
"Buongiorno", dico.
"Antonio! Indove sìto?", dice una voce maschile concitata.
"Non sono Antonio", dico. "Lei ha sbagliato numero".
"No te sì Antonio?", dice la voce.
"Eh no", dico.
Clic.
Mi stiracchio. Vista l'ora, posso anche alzarmi.
Il telefono suona.
"Antonio! Zé mèza ora ca te sérco!", dice la solita voce.
"Lei non troverà mai Antonio", dico.
"Parché?", dice la voce.
"Perché continua a telefonare a me, che non sono Antonio", dico.
"No te sì mìa Antonio, ti?", dice la voce.
"No", dico. "Lei mi ha chiamato anche un momento fa. Le conviene controllare il numero".
"Mi a gò el nùmaro de Antonio", dice la voce.
"Lei ha un numero che crede essere quello di Antonio", dico, "ma non lo è".
"E ti chi sìto, 'lora", dice la voce.
"Fatti miei", dico, e chiudo.
Vado in bagno. Prudentemente porto con me il telefono. Mi accomodo sulla tazza. Il telefono suona.
"Antonio! So desperà! Viéme tore!", dice la voce.
"Lei ha un numero sbagliato", dico. "Continua a telefonare a me, che non sono Antonio. Non so cosa farci, non posso fare niente per lei".
"A gò da ciapàre l'aèreo", dice la voce.
"Capisco", dico. "ma se il numero che lei ha è questo, poiché questo è il numero mio, che non sono Antonio, e non di Antonio, le conviene trovare un'altra soluzione. Finché lei continua a telefonare a me, Antonio non le risponderà mai".
"E mi còssa fàssoi?", dice la voce.
"Si chiami un taxi", dico. "Faccia una delle cose che si fanno di solito in questi casi".
"Ma zélo bon, lù, de ciamàrme un taxi?", dice la voce.
"Io?", dico. "Se lo chiami lei. Che cosa c'entro io?".
"Mi co 'sti cinesi qua no so bon de spiegarme", dice la voce.
Mi viene un dubbio.
"Scusi", dico, "ma lei da dove chiama?".
"Da l'hotel Guanzù", dice la voce.
"Ma dall'hotel Guanzù di dove?", dico.
"De Canton", dice la voce.
Un doppio silenzio.
"Ti non te sì mìa a Canton, vèro?", dice la voce.
"No", dico. "Sono a casa mia, a Padova, seduto sulla tazza del cesso".
"So' finìo", dice la voce.
[traduzioni nel séguito del post]
"Antonio! Indove sìto?", Dove sei?
"No te sì Antonio?", Non sei Antonio?
"Antonio! Zé mèza ora ca te sérco!", E' mezz'ora che ti cerco.
"Parché?", Perché?
"No te sì mìa Antonio, ti?", Tu non sei Antonio?
"Mi a gò el nùmaro de Antonio", Io ho il numero di Antonio.
"E ti chi sìto, 'lora", E tu chi sei, allora?.
"Antonio! So desperà! Viéme tore!", Sono disperato! Vieni a prendermi!
"A gò da ciapàre l'aèreo", Devo prendere l'aereo.
"E mi còssa fàssoi?", e io cosa faccio?
"Ma sìto bon, tì, de ciamàrme un taxi?", Ma sei capace, tu, di chiamarmi un taxi?
"Mi co 'sti cinesi qua no so bon de spiegarme", Io con questi cinesi qui non sono capace di spiegarmi.
"Da l'hotel Guanzù", Dall'hotel Guangzhou.
"De Canton", Di Canton.
"Ti non te sì mìa a Canton, vèro?", tu non sei a Canton, vero?
"So' finìo", E' la fine.
Posted by giuliomozzi at 08:36 | Comments (11)
20.03.07
Coglioni
Rientro in Italia: aeroporto di Venezia, corriera, Padova. Ho fame. Entro in un bar. Prendo un tramezzino. Nel bar c'è la televisione accesa. Vedo un'immagine di Daniele Mastrogiacomo - mi pare proprio che sia Daniele Mastrogiacomo - abbracciato a Gino Strada.
"L'hanno liberato?", domando al barista.
"Sì", dice il barista. "Cussì 'dèsso sperémo che i ghe la molarà de rompare i coioni".
[Adesso speriamo che la pianteranno di rompere i coglioni].
Posted by giuliomozzi at 10:20 | Comments (2)
19.03.07
Come va li' in Olanda?
Niente male, grazie. Nevica. Devo essere in aeroporto per le 11.
Posted by giuliomozzi at 09:51 | Comments (6)
15.03.07
Roba gratis, per chi la vuole
Chi mi conosce da tempo, questa roba la conosce già. Nel sito www.giuliomozzi.com c'erano (e ci sono ancora, ma non so fino a quando: io non ci posso più mettere le mani) dei "materiali sulla scrittura" liberamente scaricabili. Tra questi, le 100 puntate di una rubrica che ho tenuta per un pezzo su Stilos: si intitolava Scriptorium (non sono colpevole di questo titolo, sono colpevole di pigrizia nel cercarmi un titolo da me) e doveva essere una sorta di corso di scrittura a puntate. In realtà ne è venuta fuori una faccenda abbastanza sconclusionata. Chi se la volesse scaricare, clicchi su Paperino (è un Rtf zipppato da 250 kb). Da quando Stilos è pubblicato come quindicinale autonomo, la mia rubrica si chiama invece Trovarobe ed è, o dovrebbe essere, dedicata più che altro a incontri avventurosi con libri. Chi fosse interessato, può scaricare tutte le 38 puntate finora pubblicate (meno una, la seconda: che non trovo più) cliccando su Paperoga (è un Rtf zippato da 70 kb).
Posted by giuliomozzi at 12:39 | Comments (13)
14.03.07
Sant'Agostino
Giro per casa in pigiama, vestaglia pesante e ciabatte. Fuori c'è un sole splendido.
Suona il telefono sul mobiletto.
"Buongiorno", dice una voce femminile professionale, "sono Sara di Telecom Italia. Posso parlare con la persona che in casa usa internet?".
"No", dico.
"Ma devo presentare delle offerte molto vantaggiose", dice Sara.
"Non ne dubito", dico. "Ma a qualunque ora del giorno o della notte lei telefoni in questa casa, non potrà mai parlare con la persona che in casa usa l'internet".
"Lei intende dire che non possedete un computer con connessione a internet?", dice Sara.
"No", dico. "Intendo dire, e dico, che a qualunque ora del giorno o della notte lei telefoni in questa casa, non potrà mai parlare con la persona che in casa usa l'internet".
"Oh", dice Sara. "E come mai?".
"Perché in questa casa non c'è né Adsl né Fastweb né nessun'altra diavoleria consimile", dico. "Perciò o si telefona, o si usa l'internet".
"Certo, capisco", dice Sara, "è per questo appunto che chiedevo di parlare con la persona che usa internet, perché abbiamo delle offerte...".
"Lo so", dico. "Ma vede: in questa casa ci sono solo io, e sono al telefono con lei".
"E quindi?", dice Sara.
"E quindi", dico, "per la ragione che le ho detto prima, lei non può parlare con la persona che usa l'internet, perché in questa casa nessuno usa l'internet: in questa casa ci sono solo io, e sto al telefono".
"Non ho capito", dice Sara. "Lei usa o non usa internet?".
"Io ho usata l'internet", dico, "e presumo che la userò. Ma non la uso: sto al telefono".
"Ah...", dice Sara. "Ho capito. Allora... potrei parlare con la persona che in casa, in un momento x successivo al termine di questa telefonata, userà internet?".
"Se vuole parlare con una persona che userà l'internet", dico, "non so che dirle: il mio controllo sul futuro è pressoché nullo. Se le basta una persona che presume - senza alcuna certezza, peraltro - di usare l'internet in futuro, può parlare con me".
"Bene. Piacere di conoscerla", dice Sara. "Io sono Sara".
"Io no", dico.
Posted by giuliomozzi at 23:33 | Comments (10)
Come va?
Quasi bene, grazie. Da domani sono in pista.
Posted by giuliomozzi at 18:48 | Comments (14)
13.03.07
Febbre a trentanove
Trentanove e sei, per la precisione (ieri pomeriggio). Oggi va meglio.
Posted by giuliomozzi at 12:45 | Comments (0)
09.03.07
Se questo
Se questo è il nostro nome, se non resta
altro che il nome a questa scarsa carne
e d’anima non vale, a questo punto, dire
nemmeno il nome, a quale Lare o Lory
Del Santo (a quale santo) volgeremo i cuori
nella speranza di un fraterno ascolto?
Posted by giuliomozzi at 01:25 | Comments (4)
08.03.07
Flum
Arrivo a Roma a mezzanotte. L'ultimo autobus verso casa (la casa di Roma) è ormai andato. Mi metto in coda per i taxi. Si avvicinano i tassisti abusivi.
"Taxi?", dice il primo tassista abusivo.
"No", dico.
"Taxi?", dice il secondo tassista abusivo.
"No", dico.
"Taxi?", dice il terzo tassista abusivo.
"No", dico.
"Taxi?", dice il quarto tassista abusivo.
"Bau bau, arf arf", dico.
"Eh?", dice il quarto tassista abusivo.
"bilobilobilobilobilo, blum! Filofilofilofilofilo, flum!", dico.
"Du yù spicc ìnglish?", dice il quarto tassista abusivo.
"No", dico.
"Fransé?", dice il quarto tassista abusivo.
"Paramahansa Yogananda", dico.
"Oi, Miche', quello ti sta a prendere in giro", interviene il secondo tassista abusivo.
"Sì", dice il quarto tassista abusivo, "ma voglio vedere dove arriva".
"Vado ai Prati Fiscali", dico.
"Le faccio trenta euro", dice il quarto tassista abusivo.
"Con o senza preservativo?", dico.
Posted by giuliomozzi at 00:48 | Comments (6)
02.03.07
Va e vieni
Sabato 3, domenica 4: Belluno. Lunedì 5: Pisa. Martedì 6: Milano. Mercoledì 7: Torino. Giovedì 8: Roma. Venerdì 9: Roma. Sabato 10: rientro.
Posted by giuliomozzi at 17:46 | Comments (5)
La gente
Sono alla stazione di Ferrara. Aspetto un treno che mi porti a Padova. Sono le nove e un quarto di mattina. Sto al binario 4.
E' annunciato l'arrivo, con venti minuti di ritardo, dell'espresso da Siracusa delle 09.03,diretto a Venezia. Gli altoparlanti annunciano: "Il treno non effettua servizio viaggiatori in partenza".
Si tratta di un treno interamente composto da carrozze con cuccette e letti.
Mi si accosta un ferroviere.
"Guardi che su treno che arriva adesso non si può salire", dice.
"Lo so", dico. "Tra dieci minuti arriva l'interregionale".
"Appunto", dice il ferroviere, "sul treno che arriva adesso non si può salire".
"Lo so, le ho già detto che lo so", dico.
"Guardi che se sale su questo le fanno la multa", dice il ferroviere.
"Ma ce l'ha con me?", dico. "Lo so, le ho già detto che lo so, che aspetto l'interregionale dopo".
"Non si sa mai", dice il ferroviere. "La gente non capisce niente".
"Ma secondo lei io ho capito?", dico.
"Non si può mai essere sicuri", dice il ferroviere.
Posted by giuliomozzi at 11:55 | Comments (3)