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12.02.07

Incrociante

Salgo sul treno per Belluno. Una voce annuncia che arriveremo a destinazione alle 14.22.
Io non penso che, essendo il treno diretto a Calalzo, stazione successiva a Belluno, le 14.22 sono l'ora d'arrivo a Calalzo.
Mando un messaggino agli amici bellunesi. "Arrivo alle 14.22".
Prendo il libro dallo zaino. E' L'interazione strategica di Erwin Goffman, il Mulino.
Mi addormento quasi subito.
Quando mi sveglio faccio appena in tempo a vedere la stazione di Belluno che sfila alla mia destra. Guardo l'orologio. Sono le 13 e 37.
Cerco un controllore. Ne trovo uno subito. Gli spiego la cosa.
"Come posso fare?", gli domando. "Dove mi conviene smontare, per prendere un altro treno che mi riporti a Belluno?".
Il controllore medita trenta secondi.
"Deve scendere a Ponte nelle Alpi", dice. "Se fa di corsa, forse ce la fa. Deve prendere il treno che scende, al binario 1".
"Grazie", dico.
"Per essere più vicino all'imbocco del sottopassaggio", dice il controllore, "le conviene andare nella carrozza 3".
"Grazie", dico ancora. Vado nella carrozza 3.
Il treno corre.
Dopo cinque minuti riappare il controllore, telefono mobile in mano. "Ho telefonato all'incrociante", dice. "Siamo rimasti d'accordo che la aspettano. Però si sbrighi, che già noi arriviamo con qualche minuto di ritardo".
"Va bene", dico. "Grazie".
Il treno arriva a Ponte nelle Alpi. La mia porta si apre proprio sull'imbocco del sottopassaggio. Corro giù. Corro sotto. Corro su. Salto sul treno. C'è un controllore che mi aspetta.
"E' lei quello che ha perso la stazione?", dice.
"Sono io", dico.
"Bene", dice. Fischia. Le porte si chiudono. Il treno parte.
"Naturalmente", dico, "da Belluno a qui ho viaggiato senza biglietto, e da qui a Belluno non ho il biglietto".
"Non si preoccupi", dice il controllore. "Non è importante il biglietto. E' importante la salute".

Posted by giuliomozzi at 12.02.07 17:30

Comments

Uomo saggio, quell'ultimo controllore! :-)

Posted by: matteo at 12.02.07 18:02

Avercene di controllori così!

Posted by: Alessia at 12.02.07 18:17

della serie...alle volte, succede proprio cosi: si diventa splendidi per un niente.

Posted by: cletus at 12.02.07 18:28

Allora è anche un po' colpa tua se i treni arrivano in ritardo. E il controllore ha pure omesso di farti pagare. Mah, dovre andremo a finire!
;P

Posted by: gattostanco at 12.02.07 22:53

Sono pronto ad assumermi ogni responsabilità sul malfunzionamento delle Ferrovie: purché in cambio mi si dia l'1% della buonuscita di Cimoli.

Posted by: giuliomozzi at 13.02.07 00:29

Eccesso di onestà, sig. G, eccesso di onestà.

Posted by: mauro at 13.02.07 14:03

Andrebbe bene anche lo 0,5 % della buonuscita... (magari facciamo a mezzi, giulio... :))

Posted by: Gaja at 13.02.07 21:08

Eppure sei arrivato fantasticamente in tempo e per tenere una lezione straordinaria... Mica tutti possono! Giulio, se hai tempo e voglia, puoi dare un occhio alla mail che ti ho mandato ieri? Mi basta un sì o un no per quanto vi è scritto....Grazie, un bacio!!

Posted by: ramona at 13.02.07 22:43

il solito spirito di patate.

Posted by: uh at 14.02.07 00:16

..."Non si preoccupi", dice il controllore. "Non è importante il biglietto. E' importante la salute".
"E' molto gentile, lei."
"Che va a fare a Belluno?"
"Tengo un corso di scrittura."
"Quindi lei è uno scrittore."
"Più o meno."
Mi scruta, strizza un po' gli occhi.
"Ma lei" si toglie il berretto e si gratta la testa " è Giulio Mozzi?"
"Sì"
"Io scrivo di tanto in tanto. Due anni fa le mandai una cosa."
"A me?"
"Si. Un romanzo di ottocento pagine, una cosetta sull'amore. Lui innamorato di lei, lei pure, ma poi lei si innamora di un commercialista di Voghera. Che è proprio il suo commercialista..."
"Di lei?"
"No, di lui. Lui cambia commercialista, si ritrovano due anni dopo in un sottopassaggio della stazione di Vimercate. Si ricorda?"
Le porte si aprono, è la stazione di Belluno.
"Mi faccia scendere, la prego."
Si piazza davanti alla porta, allarga un po' le braccia.
"Io ho aspettato due anni, ora mi deve dire cosa ne pensa."
"Guardi, non mi ricordo. A volte leggo solo le prime pagine, mi faccio un'idea, poi non è che..."
"Me lo deve dire."
Le porte si stanno per richiudere.
"Era un capolavoro, ho lottato con tutte le mie forze per farglielo pubblicare, ma non era in sintonia con la linea editoriale Sironi."
Lo guardo fisso negli occhi.
Il controllore si fa da parte.
Balzo in stazione, comincio a camminare di fretta.
"Grazie, le rimanderò una cosetta" mi urla appresso.
Mi giro e lo saluto. Sorride, è felice.

Posted by: Antonio La Malfa at 14.02.07 09:03

Applaudo a Antonio La Malfa.

Posted by: Roberto Tossani at 14.02.07 10:57

Buongiorno.
Però viaggiare in treno è molto bello e poetico, penso a bellissimo Train du reve di Francesca Mazzucato,
baci e abbracci
davide fent

Posted by: davide fent at 14.02.07 12:52

menomale che non viaggi in aereo, se ti addormentavi dove ti lanciavano...

Posted by: sara at 15.02.07 10:39

E io ringrazio Roberto Tossani

Posted by: Antonio La Malfa at 15.02.07 11:05

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