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14.01.07
Attualmente nota
Sono alla Upim. Sento il telefono vibrare nella tasca. E' un numero coperto.
"Buongiorno", dico. "Sono giulio mozzi".
"Lei è Giulio Mozzi?", dice una voce maschile.
"L'ho appena detto", dico.
"Che cosa?", dice la voce maschile.
"Che sono giulio mozzi", dico.
"Ah, ecco", dice la voce maschile. "Allora lei è Giulio Mozzi".
"Sì", dico.
"Le telefono per conto della mia assistita", dice la voce maschile.
"Ma lei chi è, scusi?", dico.
"La signora attualmente nota come Pulsatilla", dice la voce maschile.
"No", dico, "le sto domandando chi è lei".
"Valeria di Napoli di Foggia, meglio nota come Pulsatilla", dice la voce maschile.
"Questo lo so", dico. "So chi è Pulsatilla e qual è il suo vero nome. Ma lei chi è?".
"Lei chi?", dice la voce maschile.
"Lei. La persona con la quale sto parlando", dico.
"Sono stato incaricato dalla signora Valeria di Napoli di Foggia, nota come Pulsatilla...", comincia la voce maschile.
"Senta", dico, "se lei non mi dice il suo nome e il suo cognome entro dieci secondi, spengo il telefono".
"Mi chiamo Gianantonio Valente", dice la voce maschile.
"Ah, ecco", dico. "E mi telefona su incarico di Pulsatilla".
"Questo gliel'ho detto io", dice Gianantonio Valente.
"Lo so", dico. "Volevo solo riprendere il filo del discorso".
"E' lei che mi interrompe sempre", dice Gianantonio Valente.
"Sto aspettando lei mi dica quello che deve dirmi", dico.
"La mia assistita mi ha incaricato di prendere contatto con lei", dice Gianantonio Valente, "per diffidarla dal continuare a pubblicare nel suo blog articoli che mettono la mia assistita in cattiva luce".
"Prendo atto", dico.
"Come sarebbe?", dice Gianantonio Valente.
"Sarebbe", dico, "che prendo atto che lei mi ha detto questo".
"E si limita a prendere atto?", dice Gianantonio Valente.
"E che altro dovrei fare?", dico.
"La mia assistita pretende un risarcimento", dice Gianantonio Valente.
"Spari", dico.
"Eh?", dice Gianantonio Valente.
"Spari la cifra", dico. "Quanto vuole?".
"Diecimila euro", dice Gianantonio Valente.
"Troppo poco", dico.
"Come, troppo poco?", dice Gianantonio Valente.
"Troppo poco", insisto. "Pulsatilla dovrebbe chiedere molto di più".
"Non so che farci, mi ha incaricato personalmente di spillarle diecimila euro", dice Gianantonio Valente.
"Che peraltro non ho. Senti, Stanislao", dico, "questo non è uno dei tuoi più riusciti travestimenti".
"Come mi ha chiamato?", dice la voce maschile di ormai incerta identità.
"Stanislao", dico. "Come Stanislao Moulinski, l'avversario di Nick Carter".
"Hai toppato, Mozzi", dice, "non sono Stanislao Moulinski. Sono Zagar".
"Ah vabbè", dico. Spengo il telefono.
Dopo cinque minuti mi arriva un sms irriferibile di mio cugino. Era lui, e non l'avevo riconosciuto.
Posted by giuliomozzi at 14.01.07 16:31
Comments
io l'amo, sig. mozzi.
non mi divertivo così dal novantasei, o giù di lì.
Posted by: eio at 14.01.07 21:23
giulio, chissà perchè tutti gli avvocati chiamano con il numero "coperto". Sarebbe da non rispondergli. Ma poi, ripensandoci, sarebbe anche una grave perdita di una miniera narrativa...
Posted by: cletus at 15.01.07 21:29