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31.12.06
Non c'eri
Incontro un amico in centro.
Io: "Ciao".
Lui: "Ciao. Come mai non c'eri ieri?".
Io: "Ieri dove?".
Lui: "All'incontro con Pulsatilla".
Io: "Pulsatilla era qui?".
Lui: "Sì, qui".
Io: "Ma sei sicuro?".
Lui: "Certo che sono sicuro. Sono andato all'incontro".
Io: "Ma guarda".
Lui: "C'erano tutti".
Io: "Come, tutti?".
Lui: "Tutti. Scrittori, giornalisti, registi. La tua assenza è stata notata".
Io: "Ma guarda".
Lui: "E tu perché non c'eri?".
Io: "Ma non sapevo che c'era un incontro con lei".
Lui: "Figùrati se non lo sapevi".
Io: "Non lo sapevo. E anche se lo sapevo, non so se ci venivo".
Lui: "Viva i congiuntivi. E poi fai lo snob io-sono-uno-scrittore-questa-Pulsatilla-qui-non-so-nemmeno-chi-sia".
Posted by giuliomozzi at 15:14 | Comments (5)
29.12.06
Pulsatilla
Scendo alla stazione di Padova dopo un viaggio complicato (ritardi, camion di gasolio rovesciati sui binari, sommosse di passeggeri, borseggio di un'anziana signora ecc.).
Il primo bus è tra un'ora. Decido che non ho voglia di stare un'ora al freddo, di farmi la strada a piedi, eccetera. Mi metto ad aspettare un taxi.
Accanto a me c'è una ragazza che grida nel telefonino con forte accento pugliese. Cazzeggia con amici, fa la spiritosa, spettegola simpaticamente. A un certo punto mi rendo conto che somiglia tantissimo a Pulsatilla.
(Ora, voi dovete sapere che Pulsatilla io la conobbi, prima che diventasse Pulsatilla 0.1, ossia quella del blog, e quindi ancor prima che diventasse Pulsatilla 0.2, ossia quella del libro. La conobbi, così mi si dice, durante una cosa fatta in una scuola di Foggia, tanti e tanti anni fa. Dico: "Così mi si dice", perché io non me ne ricordo; se ne ricorda l'insegnante che organizzò quella cosa, e che ho reincontrato non molto fa).
Comincio dunque a osservare bene la ragazza. Ascolto bene quello che dice. Effettivamente, fa discorsi da Pulsatilla, ha una varietà linguistica da Pulsatilla, un'andazzo da Pulsatilla, e così via.
Nel giro di cinque minuti succede che: [a] non arriva nessun taxi, [b] io mi convinco che la ragazza è effettivamente Pulsatilla, [c] un signore col cappello che cerca di mettersi in cima alla fila viene linciato dalla folla inferocita.
La ragazza finisce la sua telefonata.
Le dico: "Ciao. Io sono giulio mozzi. Non è che tu sei Pulsatilla?".
"Cosa?".
"Sei Pulsatilla?".
"Pulsatilla?".
"Sì".
"E che è?".
"Ho capito, non sei Pulsatilla".
"Ma che sei scemo?".
"No, ti avevo scambiata per un'altra persona che ho conosciuta qualche anno fa. Chiedo scusa".
"Qualche anno fa?".
"Sì".
"Io c'ho ventitre anni".
"Cinque o sei anni fa".
"E dove?".
"A Foggia".
"A Foggia. Proprio a Foggia sto".
"Si sente".
"Da che si sente?".
"Da come parli".
"Ma tu non sei di Foggia".
(Continuano a non arrivare taxi).
"No, sono di qui".
"Di qui di dove?".
"Di qui di Padova. Siamo a Padova adesso".
"E dici che ci siamo conosciuti a Foggia".
"No. Ho conosciuto a Foggia una tipa che oggi si fa chiamare Pulsatilla".
"Perché allora si chiamava?".
"Non mi ricordo".
"Ma tu la chiami Pulsatilla".
"Si fa chiamare Pulsatilla. Ha un blog. Ha fatto un libro".
"Ah".
"E tu le somigli, e siccome non la vedo da tanto tempo...".
"Ma siete amici?".
"No".
"E il suo libro è bello?".
"No".
"E allora perché la cerchi?".
"Non la cerco. Ti ho vista, ti ho scambiata per lei".
"E ci hai provato".
"No. Ti ho chiesto se eri lei".
"E se lo fossi?".
"Non lo sei".
"Hai detto che non la vedi da anni".
"Vero. Ma lei non ha ventitre anni".
"Quanti ne ha?".
"Venticinque".
(Continuano a non passare taxi).
"E se io ero lei, tu che cosa facevi?".
"La salutavo".
"E poi?".
"E poi basta".
"Sicuro?".
"Sì".
"Sicuro sicuro?".
"Sì".
"Quanti anni hai?".
"Il doppio di te".
"Allora sei un vecchio porco".
"Non sono vecchio", ho detto. E in quel momento è arrivato il taxi che se l'è portata via.
Posted by giuliomozzi at 16:14 | Comments (11)
27.12.06
Sopra
Aeroporto di Venezia.
Sto aspettando la corriera per Padova.
Mi si avvicina un tipo basso, grasso, addosso un pellicciotto nero con riflessi azzurri, trascinando una valigia Samsonite formato monolocale con cucinotto.
(Non ha i capelli impomatati, e questo mi sembra un errore).
La Samsonite è verde brillante, noto.
"Scusi", dice il tipo, "ha l'ora?".
Non resisto.
"Sì", dico.
In quel momento arriva la corriera, e ci salgo sopra.
(Non avrei mai dovuto farlo. Era la corriera per San Donà di Piave).
Posted by giuliomozzi at 22:45 | Comments (5)
25.12.06
Le cose importanti, veramente
Amico: "E a Natale cosa fai?".
Io: "Faccio lo zio".
Amico: "Ah, e che cosa mangerete?".
Posted by giuliomozzi at 09:49 | Comments (1)
22.12.06
Dura è la vita del consulente editoriale

Posted by giuliomozzi at 14:49 | Comments (5)
Natale
Mio nipote, nove anni.
"Zio, allora a Natale vieni a pranzo da noi?".
"Certo".
"E ci aiuti a fare i compiti?".
Posted by giuliomozzi at 14:43 | Comments (0)